Il forex
1.1 Definizione
Il forex (Foreign Exchange market), noto anche come FX (Foreign Exchange), è il mercato dove avvengono le negoziazioni avente per oggetto le differenti valute, le quali vengono convertite da una all’altra.
Si tratta di uno dei mercati più dinamici al mondo e vede protagoniste transazioni giornaliere da parte di privati, società e banche, per un valore complessivo di circa 6,6 mila miliardi di dollari.
Questa quantità elevata di liquidità permette ai prezzi di subire in maniera minore i movimenti speculativi e di trovare costantemente una controparte per qualsiasi scambio.
1.2 Le coppie di valute
Oggetto del mercato sono le coppie di valute, realizzando contemporaneamente la vendita di una e l’acquisto di un’altra.
Queste coppie di valute sono identificate con delle sigle, dove, ad esempio, EUR/USD indica il cambio euro/dollaro.
La valuta alla sinistra viene indicata come valuta principale o di base, mentre quella di destra è la secondaria o contro valuta.
Il prezzo della valuta alla sinistra viene indicato come prezzo denaro ‘bid’ e rappresenta la quantità di investimento al quale si è disposti ad acquistare una coppia di valuta.
Al contrario, il prezzo alla destra è chiamato prezzo lettera ‘ask’ o di offerta, indicando il prezzo al quale si è disposti a vendere una coppia valutaria.
La differenza tra i due prezzi (denaro e lettera) è comunemente chiamato ‘spread’ e indica il costo dell’operazione di trading, ovvero della compravendita.
1.3 Le operazioni
Le operazioni nel mercato del forex avvengono attraverso tre tipologie di contratti, divisi a seconda dei tempi a cui si concluderà lo scambio.
Il contratto spot prevede l’accordo tra le due parti per la compravendita della valuta al prezzo attuale di mercato, eseguito dunque ‘a pronti’ (‘on the spot’).
Nei contratti forward si stipula un certo prezzo al quale la valuta deve essere scambiata per un’altra, pertanto finché questa non raggiunge il prezzo stabilito non avverrà lo scambio. Può avere una data di scadenza dopo la quale la transazione sarà annullata.
La compravendita di valute ad un determinato prezzo in una data specifica avviene tramite i contratti future, vincolanti per le parti, tenute ad adempiere al contratto di scambio entro la scadenza.
1.4 I protagonisti
Se il forex nasce per far fronte alle necessità di commercio internazionale, turismo, investimento, stabilizzazione dei mercati, con gli anni l’obiettivo della speculazione è diventato molto importante.
I soggetti che operano in questo mercato con lo scopo di guadagnare dalla vendita e dall’acquisto di valute sono le banche e gli istituti finanziari, tra i principali attori in quanto conducono le principali operazioni.
A questi si aggiungono le grandi società commerciali, attive nel settore per fare affari e per coprire la loro esposizione, agendo sugli equilibri.
Gli operatori privati piccoli e grandi sono chiamati retail, interessati a investire nel forex per guadagnare la quantità di denaro più grande possibile.
Infine, anche le banche centrali come la BCE e la FED acquistano o vendono la valuta del proprio paese con l’obiettivo di aumentarne o ridurne il valore rispetto alle altre quale parte della propria politica monetaria.
Coppie di valute principali
2.1 Tipologie di coppie di valute
Le coppie di valute maggiori sono dette anche ‘majors’ e sono le più importanti nel mercato forex, in quanto le maggiormente scambiate e con il più ampio volume di transazioni, generalmente il 90% degli scambi totali.
Questi cambi comprendono sempre il dollaro americano, scambiato nei confronti di altre sei valute principali quali l’euro, lo yen giapponese, il franco svizzero, il dollaro canadese, il dollaro australiano e quello neozelandese.
Oltre alle coppie principali esistono altri rapporti tra due valute quali il cross, nei quali non è presente il dollaro statunitense, e quello esotico, quando è compresa una valuta secondaria poco scambiata, generalmente chiamata ‘esotica’.

2.2 EUR/USD
La più importante tra le valute principali è il cambio EUR/USD, il quale indica il tasso di cambio dall’euro (valuta principale) e il dollaro degli Stati Uniti (secondaria).
La coppia è la più tradata al mondo, con un volume medio di scambi giornalieri di quasi 600 miliardi di dollari e pari al 37% dell’attività totale sul mercato.
L’enorme diffusione dell’EUR/USD è dovuta da un lato alla forza economica dei 19 membri dell’Unione europea che usano l’euro e dall’altra dalla storica importanza degli Stati Uniti a livello internazionale.

2.3 GBP/USD
Il tasso di cambio dalla sterlina britannica (GBP) al dollaro degli Stati Uniti (USD) è uno dei più scambiati e più osservati sul mercato delle valute.
L’importanza strategica del Regno Unito, centro finanziario leader in Europa e attore chiave nel mercato dei cambi, si aggiunge alle sue relazioni speciali dei britannici con gli USA, rendendo la sterlina tra le monete più ‘interessanti’ per gli investitori.
2.4 USD/JPY
Seconda coppia di valute più scambiate al mondo con il 15% di tutte le operazioni di cambio è quella che indica il tasso di cambio dal dollaro statunitense (USD) allo yen giapponese (JPY).
Alla base del suo successo c’è la forza della valuta giapponese, terza più popolare al mondo dopo il dollaro USA e l’euro, anche grazie dall’essere una delle migliori valute internazionali di riserva, all’interno che al di fuori del Sudest asiatico.
Anche il Giappone è una delle grandi potenze economiche mondiali al pari degli USA e insieme rappresentano il 30% del prodotto interno mondiale, oltre a sommare una parte importante delle importazioni e delle esportazioni di beni e servizi e di investimenti internazionali.

2.5 USD/CHF
Anche il rapporto fra dollaro USA (USD) e il franco svizzero (CHF) rappresenta una delle più popolari coppie di valute sul mercato dei cambi.
Il franco è la valuta ufficiale della Svizzera, del Lichtenstein e di Campione d’Italia (insieme all’euro), quest’ultima in provincia di Como.
A incidere sul cambio sono spesso le decisioni della Swiss National Bank (SNB) unite a quelle della Federal Reserve, entrambe famose per essere molto conservatrici e per evitare i rischi.
2.6 AUD/USD
Il tasso di cambio dal dollaro australiano (AUD) a quello statunitense (USD) rappresenta rispettivamente la prima valuta al mondo e la sesta.
L’Australia è soltanto il 51° paese al mondo per popolazione ma detiene un PIL nominale complessivo di 1.483 miliardi di dollari, portandola così al 12° posto tra le maggiori economie mondiali, mentre le sue numerose attività commerciali internazionali, la rendono il 19° importatore ed esportatore globale.
Il dollaro australiano, chiamato anche 'buck' o 'dough', viene considerato una valuta ‘da materie prime’ a causa delle correlazioni del paese con l’agricoltura, il settore forestale, la pesca e il minerario.
2.7 USD/CAD
La quantità di dollari canadesi (CAD) necessari per comprare un dollaro statunitense (USD) è espresso dal cambio USD/CAD.
Il dollaro canadese è chiamato anche ‘loonie’ ed è una delle prime 8 valute più scambiate al mondo.
Spesso viene anche definito come una ‘moneta merce’ per i suoi stretti legami con l’industria petrolifera, principale protagonista delle esportazioni canadesi.
Se aggiungiamo l’importanza degli Stati Uniti sul mercato mondiale del greggio, settimo produttore al mondo, appare evidente come la coppia sia influenzata dalle variazioni di prezzo del petrolio.
2.8 NZD/USD
Uno dei principali cambi del dollaro statunitense (USD) è quello con il suo omonimo neozelandese (NZD), quest’ultimo chiamato spesso ‘kiwi’.
La coppia ha una liquidità media superiore a quella del mercato e gode solitamente di un volume costante e coerente di trading.
Come per altri cambi, questo è influenzato da diversi fattori come i differenziali tra i tassi di interesse applicati dalla Reserve Bank of New Zeland (RBNZ) e quelli della Federal Reserve (Fed).
L’economia della Nuova Zelanda è particolarmente legata alle attività minerarie, rendendo quindi la sua valuta sensibile al mercato delle materie prime.
Inoltre, il paese è caratterizzato da stabilità politica, disoccupazione tra le più basse al mondo, crescita della sua economia e settori ad alto margine, in particolare nei servizi.
La coppia euro/dollaro
3.1 Cos’è EUR/USD
La coppia di valute euro/dollaro viene indicata abitualmente scritta EUR/USD, secondo la norma ISO 4217, ed è lo strumento finanziario più trattato al mondo nel mercato spot, presente nel 33% delle transazioni con dollari.
Questa esprime il valore derivante dal confronto tra l’euro, la valuta comune dell’eurozona, e il dollaro statunitense, indicando quanti ‘biglietti verdi’ servono per acquistare un euro.
In questa coppia, l’euro rappresenta la valuta di base o di transazione, mentre il dollaro è la contro valuta o valuta di quotazione.
Per fare un esempio, nel caso in cui la coppia dovesse essere scambiata a 1,50, sono necessari un dollaro e cinquanta centesimi per comprare un euro.
Non bisogna confondere l’EUR/USD con l’eurodollaro, totalmente slegato dall’euro, in quanto indica i fondi in dollari detenuti al di fuori degli Stati Uniti e che pertanto non sono sotto la giurisdizione della Federal Reserve.
3.2 Le fluttuazioni di prezzo
Ogni giorno gli scambi della coppia costituiscono quasi un terzo (27%) di tutti i volumi scambiati nel mercato forex (circa tre miliardi di dollari) e proprio a causa di questo grande volume di operazioni ne deriva una forte volatilità del cambio.
Mediamente, ogni giorno il cambio della coppia varia di circa 130 pips, con massimi che possono anche arrivare ai 278 pips giornalieri.
3.3 I fattori
I tassi di cambio della coppia EUR/USD cambiano liberamente in un regime di cambi flessibili nel mercato del forex, seguendo la legge dell’offerta e della domanda sul mercato interbancario.
Inoltre, il cambio è condizionato anche dalle scelte delle relative banche centrali, la Federal Reserve e la Banca centrale europea, anche se queste intervengono raramente per modificare l’evoluzione del valore delle monete.
Le variazioni restano di difficile interpretazione vista anche l’assenza di uno standard monetario mondiale quale riferimento o perno.
Le fluttuazioni possono variare per un rafforzamento/deprezzamento sia dell’euro che del dollaro, movimenti che potrebbero derivare da diversi fattori come la forza dell’economia di USA e UE.
Tra i dati economici da tenere sotto osservazione per valutare i movimenti della coppia ci sono i dati sulla disoccupazione nelle due realtà, le modifiche alle politiche monetarie delle banche centrali, le scelte dei governi, il mercato azionario o i rendimenti dei titoli di stato.
4. Le valute rifugio
4.1 Definizione
Le valute rifugio sono le valute preferite da trader e investitori in tempi di crisi economica e geo-politica, al pari di quanto avviene con i beni rifugio, ad esempio l’oro.
Quando regna l’incertezza e si indeboliscono gli asset di rischio, solitamente avviene una fuga verso la ‘sicurezza’, spingendo così al rafforzamento delle valute rifugio quando.
In un ambiente chiamato di ‘Rick On, Risk Off’ (RORO), dunque, il comportamento dei prezzi risponde alle variazioni della tolleranza al rischio di investitori e trader, e le valute rifugio si rafforzano nei periodi di ‘Risk Off’, mentre si indeboliscono in quelli di ‘Risk On’.
Una valuta può rientrare in questa categoria quando il paese o la regione corrispondenti posseggono una grande quantità di valuta estera, potendo così vendere tali attività riportando il denaro in patria in caso di crisi.
4.2 Le principali valute rifugio
Le principali valute considerate come un rifugio dalle intemperie sono il franco svizzero (CHF) e lo yen giapponese (JPY), mentre negli ultimi anni si fatto avanti in questo ruolo anche il dollaro americano (USD).

Si tratta di monete legate a paesi economicamente stabili, pertanto soggette a bassa volatilità, al contrario di altre nel mondo.
4.3 Il franco svizzero (CHF)
La stabilità politica, unita ad una solida politica fiscale e monetaria, fanno del franco svizzero un porto sicuro dove gli investori ‘attraccano’ in tempi di crisi.
La Svizzera, infatti, è riuscita a resistere alle numerose crisi finanziarie del passato, mentre la sua storica posizione di neutralità in caso di conflitti armati la rende ancora più sicura.
I cambi più diffusi del franco svizzero sono quelli con l’euro (EUR/CHF) e con il dollaro americano (USD/CHF).
4.4 Lo yen giapponese
In passato lo yen giapponese è riuscito a crescere rispetto a euro e dollaro durante periodi di turbolenza economica, confermando così il suo status di valuta rifugio.
Tra gli aspetti che rende il Giappone un paese stabile c’è la caratteristica del suo debito pubblico, di enorme quantità, di essere al 90% in mano agli stessi giapponesi, rendendolo più forte davanti ad eventuali attacchi speculativi.
Anche una situazione di forza dello yen giapponese rappresenta un indicatore del sentimento di ‘Rick Off’: nel caso di crescita del valore della valuta orientale è probabile uno stato di insoddisfazione derivante da dati e/o notizie economiche di altri paesi.
Come nel caso del franco svizzero, anche per lo yen giapponese le coppie più diffuse sono quelle in relazione con l’euro (EUR/JPY) e il dollaro USA (USD/JPY).
4.5 Il dollaro americano
Il dibattito sulla caratteristica di bene rifugio per il dollaro americano resta aperto, con pareri contrastanti tra gli esperti.

Certamente l’economia statunitense resta forte nonostante le varie crisi mondiali degli ultimi anni e a questo si aggiunge il fatto di essere usata come moneta principale per gli scambi internazionali, elementi entrambi che la rendono più stabile rispetto alle altre.
In passato molti investitori si sono rifugiati nel biglietto verde durante le crisi con la Corea del Nord o nel corso dei colloqui per un accordo commerciale USA-Cina, ma la valuta americana resta sensibile, ad esempio, alle politiche monetarie restrittive della Federal Reserve.