Analisi di bilancio
1. Il bilancio
La valutazione dello stato di salute di un’azienda si svolge attraverso l’analisi di bilancio, con la quale vengono interpretati i dati delle operazioni societarie in chiave finanziaria, patrimoniale ed economica.
Tra gli scopi di questa analisi c’è la verifica dell’equilibrio economico attraverso una panoramica aziendale, dando la possibilità di comprendere i fattori determinanti per prevedere futuri guadagni, oppure le risorse attraverso le quali l’azienda può pagare i debiti e il relativo grado di indebitamento.
I numeri di un bilancio non sono statici ma possono variare di anno in anno, pertanto è importante confrontare tra di loro più anni d’esercizio, in modo da ottenere dei trend utili sull’andamento delle sue attività, sul suo posizionamento rispetto al benchmark nel settore di riferimento, o agli elementi critici.
Per questo motivo, gli analisti utilizzano i dati registrati in bilancio per compiere osservazioni complesse e approfondite per poter dare un giudizio sulla stessa azienda.
2. Il bilancio d’esercizio
Il bilancio è chiamato ‘bilancio d’esercizio’ e fotografa l’impresa in un dato momento, tipicamente il 31 dicembre di ogni anno, anche se per le società quotate in borsa è presente anche l’obbligo di predisposizione di una relazione semestrale e trimestrale.
L’articolo 2217 del Codice Civile obbliga le imprese a redigere, al termine di ogni esercizio annuale, il bilancio (Stato Patrimoniale) e il conto dei profitti e delle perdite.
Hanno l’obbligo di compilare il bilancio, dunque, le società di capitali, quelle di persone e le imprese individuali, con le prime obbligate a rispettare gli schemi di bilancio previsti dal Codice Civile.
Il bilancio delle società di capitali deve essere pubblico, in quanto ha lo scopo di fornire, ai soci e a terzi, informazioni circa l’andamento della gestione aziendale.
Il bilancio è composto da diversi documenti obbligatori quali lo Stato Patrimoniale (SP), il Conto Economico (CE), la Nota Integrativa (NI) e il Rendiconto Finanziario.

3. Lo Stato Patrimoniale
Il documento chiamato Stato Patrimoniale mostra la situazione finanziaria di un’impresa al 31 dicembre, anche se per finalità di controllo e monitoraggio periodico interno viene redatto anche semestralmente.
Questo è diviso in due sezioni, una con le attività e le passività, mentre nella seconda è compreso anche il ‘patrimonio netto’, anche se questo non costituisce una sezione del passivo e trova collocazione tra le passività solo per finalità di bilancio.
Per finalità di analisi finanziaria, lo Stato Patrimoniale viene spesso redatto con sezioni contrapposte, quindi attività e passività (e patrimonio netto) poste una accanto all’altra, per favorirne una lettura più semplice e veloce dell’equilibrio finanziario.
Per attività si intendono tutti i beni, le proprietà e i crediti non ancora riscossi da parte dell’azienda e a volte vengono equiparate agli ‘investimenti’ (impieghi).
Tra le attività troviamo la cassa (contante), i titoli negoziabili, i crediti verso i clienti, le rimanenze, i ratei e i risconti attivi.
Nelle passività vengono compresi i debiti dell’impresa e vengono equiparate alle ‘fonti di finanziamento’ all’interno dello Stato Patrimoniale.
Queste si dividono in passività correnti (o circolanti), esigibili entro l’anno e a lungo termine, ovvero i debiti che non devono essere necessariamente saldati entro l’anno.
Il patrimonio netto riguarda i diritti dei proprietari/soci sui beni dell’azienda, considerati ‘fonti di finanziamento’, ovvero i diritti dei proprietari (o soci) sull’azienda stessa.
Questo si calcola sottraendo alle attività tutte le passività e il risultato indica ciò che spetterebbe alla proprietà in caso di vendita dell’azienda, da ripartire tra i vari proprietari (o soci) in base alle diverse partecipazioni o alla forma giuridica della società.
4. Il conto economico
Rappresentando in modo dinamico i ricavi e i costi di un’azienda, il conto economico descrive il risultato d’esercizio e, sommando tutti i ricavi e sottraendo tutti i costi, può terminare con un utile o una perdita.
I ricavi comprendono sia quelli netti, incassati nel corso dello svolgimento delle attività dell’azienda, che dalle entrate diverse come i proventi finanziari, oltre a possibili entrate straordinarie.
La somma dei costi comprende quelli operativi, quelli finanziari e le imposte sul reddito, a cui si possono anche aggiungere gli oneri.
5. La nota Integrativa
Il terzo documento che completa un bilancio di esercizio è la Nota Integrativa, la quale mostra un dettaglio più approfondito su alcune voci dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico.
Questa è disciplinata dall’art. 2427 del codice civile, indicandone il contenuto obbligatorio quali i criteri di valutazione, i movimenti delle immobilizzazioni e il patrimonio netto, le indicazioni su particolari voci di bilancio, il fisco e informazioni generali aziendali.
6. Il Rendiconto Finanziario
Dal 2016 il prospetto contabile è diventato parte del bilancio d’esercizio ed è obbligatorio per le imprese che rispettino almeno due dei seguenti parametri: dipendenti oltre le 50 unità, ricavi maggiori a 8.800.000 euro e un totale degli attivi sopra i 4.400.000 euro.
Questo comprende i flussi finanziari di un’impresa in un dato periodo e una sintesi di valori, i flussi finanziari dell’esercizio, riferiti al passato.
L’analisi del rendiconto rappresenta uno schema di riferimento indispensabile per analizzare le prospettive dell’azienda, in quanto è possibile verificare i flussi finanziaria futuri, misurando i fabbisogni di liquidità collegati ai progetti in corso.
L’analisi dei flussi di cassa registrati nel passato, dunque, costituisce una base di partenza per fare una proiezione attendibile su quelli futuri e tale prospetto prende il nome di budget finanziario.
