La stagione degli utili
1. Trimestrali o earnings season
Le società quotate in borsa sono obbligate a pubblicare i dati economici sull’andamento della propria attività d’impresa, con lo scopo di condividerla con azionisti e gli altri attori operativi sui mercati finanziari.
In Italia il periodo in cui le queste aziende pubblicano i loro dati viene definita ‘stagione degli utili’, mentre negli Stati Uniti prende il nome di ‘earning season’.
Si tratta di un periodo cruciale per i mercati finanziari, in quanto spesso sono causa di forte volatilità sia per i titoli azionari coinvolti che per le borse in generale.
Inoltre, conoscere gli aggiornamenti sullo stato delle aziende può portare l’investitore a calibrare le proprie strategie di trading sulla base delle novità emerse dai risultati pubblicati.
Il calendario dei risultati
La diffusione dei risultati trimestrali avviene quattro volte l’anno e il calendario trimestrale (o aziendale) rappresenta lo strumento attraverso il quale una società quotata divide l’esercizio finanziario, in modo da migliorare la comprensione dell’andamento della propria attività.
Nel mese di aprile vengono diffusi i dati relativi ai primi tre mesi dell’anno, mentre a luglio le società comunicano i numeri del secondo trimestre e quelli della prima metà dell’anno fiscale.
I risultati del terzo trimestre sono comunicati ad ottobre, per poi diffondere i dati sull’interno anno nel gennaio successivo, concludendo così il proprio esercizio finanziario.
2.1 Italia e Stati Uniti
Nel nostro paese il calendario delle società assoggettate agli obblighi di diffusione delle informazioni periodiche è fornito dalla Consob, in rispetto alle norme stabilite dal Testo unico in materia finanziaria (TUF) e generalmente le date sono rispettate dalle aziende quotate.
Negli Stati Uniti i bilanci (modulo 10-Q) devono essere depositati presso la Securities and Exchange Commission (SEC), ma questi sono disponibili anche sui siti web aziendali, spesso nell’area comunicati stampa o nella sezione dedicata agli investitori.
La pubblicazione avviene in diversi giorni, entro 45 giorni dalla chiusura del trimestre, anche se non tutte le società statunitensi rispettano i classici mesi del calendario, ma seguono una periodicità diversa che varia a seconda della scadenza del proprio trimestre finanziario.
La tendenza a pubblicare i dati degli utili ogni trimestre è rispettata in praticamente tutte le principali piazze mondiali, compreso il Regno Unito dove non è obbligatoria la comunicazione dei risultati.
3. Conto economico
Le normative prevedono che la società deve stilare un documento contabile chiamato ‘conto economico’, diverso a seconda del paese dove sono quotate.
Nel caso delle trimestrali presentate dalle aziende, il bilancio deve prevedere: valore e costi di produzione, proventi, oneri finanziari, rettifiche delle attività e passività finanziarie, oltre al risultato ante imposte (earnings before taxes, EBT).
3.1 Elementi di bilancio da osservare
La diffusione dei dati permette agli investitori di conoscere gli indicatori quantitativi ed economico-finanziari che mostrano lo stato di salute della società.
I principali elementi sui cui è necessario soffermarsi per analizzare la società comprendono alcuni indicatori fondamentali, mostrati dal bilancio sia nella versione lorda che netta.
Da osservare con attenzione sono le entrate lorde (gross revenue), comprendenti tutti i proventi di vendita contabilizzati nel conto economico, escluse le spese.
Il profitto netto (net profit) e l’utile netto (net income) rappresentano rispettivamente il ricavo di una società al netto di costi (e tasse) e la linea di fondo di un rendiconto finanziario.
La somma del fatturato lordo sottratti i rendimenti, le indennità e gli sconti compongono il ricavo (net sales) della società.
Un importante riferimento nella valutazione di un titolo azionario è rappresentato dal margine operativo lordo Ebitda (operating profit) e dal risultato operativo (operating income), quest’ultimo indicatore della differenza tra valore della produzione ed i suoi costi.
Infine, l’utile per azione (earning per share – eps) viene calcolato dividendo il profitto prodotto in un determinato lasso di tempo per il numero di azioni disponibili nello stesso periodo di tempo.
È possibile trovare queste e altre informazioni su diverse piattaforme online, spesso aggiornate in tempo reale prendendo direttamente i dati pubblicati dalle stesse società.
Un altro metodo utilizzato è quello del discounted cash flow, flussi di cassa attualizzati, attraverso il quale si valuta l’azienda determinando i flussi di cassa.
Il calcolo di questi flussi prevede due opzioni possibili: flussi levered per la determinazione del valore del capitale netto, e flussi unlevered, che determina il valore del capitale operativo.
3.2 Earnings call
Immediatamente dopo la diffusione dei risultati di periodo, le società organizzano una conferenza stampa chiamata earnings call per presentare i numeri alla stampa, agli analisti e agli investitori.
A questi incontri partecipano i dirigenti della società con lo scopo di illustrare questi numeri e comunicare eventuali ulteriori novità, rispondendo anche alle domande poste da chi interviene a questi appuntamenti.
Si tratta di un momento importante e tutto da seguire per chi fa analisi fondamentale, in quanto rappresenta un’occasione importante per capire lo stato di salute della società e per trarre utili spunti da applicare alle future strategie di trading.
L’earnings call non è obbligatoria e non sono organizzate da tutte le società quotate in borsa, mentre alcune non sono organizzate durante il periodo delle trimestrali.

4. Il calendario degli utili
Non esiste un giorno unico in cui tutte le società sono tenute a pubblicare i loro dati e questo rappresenta un problema per gli investitori che hanno bisogno di conoscere in anticipo la data per decidere le loro strategie.
Per questo motivo, è fondamentale consultare il calendario degli utili disponibile su molte piattaforme online, il quale indica società per società le date di presentazione dei risultati e spesso anche le previsioni degli analisti.
Questo calendario spesso si accompagna a quello dei dati economici (calendario economico), il quale mostra eventi che possono influire sull’andamento economico come l’inflazione o le riunioni delle diverse banche centrali.
Entrambi i calendari rappresentano una miniera d’oro di informazioni importantissime per l’analisi fondamentale alla base delle scelte degli investitori, quindi spesso è consigliato seguirli periodicamente in modo da programmare in anticipo le proprie strategie.
5. Le previsioni degli analisti
Prima della stagione delle trimestrali sono molti gli analisti impegnati nella previsione sui numeri che le varie società potrebbero comunicare a seguito di attente analisi e dialoghi con il management delle varie aziende.
Le aspettative degli analisti assumono un ruolo importante sui mercati perché, al momento della pubblicazione dei risultati, i mercati spesso si muovono in base al confronto tra il risultato atteso (aspettative) e quello effettivo.
In questo senso, se il risultato comunicato batte le aspettative degli analisti possono scattare gli acquisti sul titolo azionario, aumentandone il prezzo, e viceversa.
L’analisi delle aspettative da sola può non bastare perché non sono sufficienti dei numeri positivi a far salire il titolo della società, in quanto l’eventuale ottimismo (o pessimismo) nei mercati azionari nella fase precedente la pubblicazione può spingere le quotazioni in direzione opposta a quella attesa.
In quest’ottica, i trader devono valutare anche altri fattori quali le deduzioni basate sulla ricerca di personale da parte della società, la lettura delle company guidance (previsioni) e lo studio delle previsioni degli analisti fondamentali durante la stagione degli utili.

6. Fare trading nella stagione degli utili
La stagione degli utili si divide in due momenti temporali, fondamentali per chi investe in borsa e da considerare prima di prendere qualunque decisione sia prima che dopo l’uscita dei dati.
Spesso, infatti, questo periodo è caratterizzato da una forte volatilità con la quale possono verificarsi scenari diametralmente opposti.
Se nella fase precedente la comunicazione dei bilanci questa volatilità risulta elevata, spesso diminuisce nei momenti successivi. Processo che si ripete nel caso di andamento alternato, ovvero che la volatilità può essere elevata se la diffusione dei dati è preceduta da pochi movimenti di prezzo.
La volatilità, infatti, è una misura della variabilità dei prezzi di un titolo azionario o genericamente di un titolo negoziato in borsa.
Per affrontare gli alti livelli di volatilità si utilizzano spesso delle strategie di copertura del mercato, tra queste c’è l’hedging, ovvero la pratica di comprare o cedere uno o più contratti derivati il cui valore è legato al cosiddetto sottostante.
Tra gli altri strumenti usati ci sono anche i Contratti per Differenza (CFD), i quali presentano il vantaggio di operare in tutte e due le direzioni possibili del prezzo quali ribassista o rialzista.
