Il Tesoro mette sul mercato quattro titoli fino a 8 miliardi
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze chiude il programma delle emissioni di luglio con una nuova asta dedicata ai titoli di Stato a medio-lungo termine. L’appuntamento è fissato per giovedì 30 luglio 2026 e interesserà quattro strumenti differenti: un BTP a cinque anni, due titoli con scadenza nel 2036 e un CCTeu.
L’importo complessivamente offerto sarà compreso tra un minimo di 6,25 miliardi e un massimo di 8 miliardi di euro. La struttura dell’operazione consente al Tesoro di presidiare più punti della curva dei rendimenti, distribuendo l’offerta tra una scadenza intermedia, due titoli decennali con caratteristiche molto diverse e un’obbligazione a tasso variabile.
I risparmiatori interessati dovranno effettuare la prenotazione presso la propria banca o l’intermediario entro il 29 luglio. Le richieste degli operatori ammessi all’asta dovranno essere presentate entro le ore 11 del 30 luglio, mentre il collocamento supplementare riservato agli Specialisti in titoli di Stato si svolgerà il giorno successivo. Il regolamento delle sottoscrizioni è fissato per il 3 agosto 2026.

BTP a cinque anni: offerta fino a 3 miliardi
La quota più consistente dell’asta sarà rappresentata dal BTP con scadenza 1° giugno 2031, identificato dal codice ISIN IT0005707614. Il titolo, emesso per la prima volta il 4 maggio 2026, sarà proposto in settima tranche.
La cedola annua è pari al 3,15% e viene corrisposta in due rate semestrali. Il prossimo pagamento è previsto per il 1° dicembre 2026. Per questa riapertura il Tesoro metterà a disposizione un importo compreso tra 2,5 e 3 miliardi di euro, rendendo il quinquennale il titolo di maggiore peso all’interno dell’operazione.
Alla data di regolamento gli investitori dovranno corrispondere anche 63 giorni di dietimi, vale a dire la quota di interessi maturata dall’inizio del periodo cedolare fino al momento dell’acquisto.
La scadenza quinquennale rappresenta tradizionalmente uno dei segmenti più importanti della curva italiana. Offre infatti una durata intermedia, più contenuta rispetto ai titoli decennali e lunghi, ma sufficiente per intercettare gli investitori che cercano rendimenti superiori a quelli disponibili sul mercato monetario e sul tratto breve.
Nuova riapertura del BTP decennale al 3,80%
Il secondo titolo in asta sarà il BTP con scadenza 1° luglio 2036, codice ISIN IT0005706285, arrivato alla sesta tranche. Il titolo è stato emesso il 22 aprile 2026 e riconosce una cedola annua del 3,80%, pagata semestralmente.
Il MEF offrirà un ammontare compreso tra 1,25 e 1,75 miliardi di euro. Il prossimo stacco cedolare è previsto per il 1° gennaio 2027, mentre i dietimi da corrispondere al regolamento saranno pari a 33 giorni.
La riapertura permetterà al Tesoro di aumentare la consistenza del benchmark decennale di più recente emissione, favorendone la liquidità sul mercato secondario. Il tratto a dieci anni resta uno dei principali riferimenti per valutare il costo di finanziamento della Repubblica italiana e l’andamento del differenziale rispetto agli altri emittenti sovrani dell’area euro.
L’esito dell’asta sarà quindi seguito con attenzione non soltanto per il livello della domanda, ma anche per il rendimento di aggiudicazione, che offrirà un’indicazione aggiornata sulle condizioni richieste dagli investitori per detenere debito italiano sulla scadenza decennale.
Torna anche il BTP 2036 con cedola dell’1,45%
Accanto al benchmark decennale più recente, il Tesoro riaprirà il BTP con scadenza 1° marzo 2036, codice ISIN IT0005402117, emesso originariamente il 18 febbraio 2020.
Il titolo presenta ormai una vita residua prossima ai dieci anni, ma si distingue nettamente dal BTP di più recente emissione per la cedola annua, pari soltanto all’1,45%. Il livello cedolare riflette il contesto di mercato esistente al momento del lancio, quando i tassi di interesse erano molto più bassi rispetto a quelli successivamente raggiunti.
Proprio per la cedola ridotta, il prezzo di mercato del titolo assume un ruolo determinante nella formazione del rendimento effettivo. Per allinearsi alle condizioni correnti, un’obbligazione con cedola inferiore ai rendimenti prevalenti tende infatti a essere negoziata sotto la pari.
L’importo offerto sarà compreso tra 1 e 1,25 miliardi di euro. Il prossimo pagamento cedolare è previsto per il 1° settembre 2026 e, alla data di regolamento, saranno conteggiati 155 giorni di dietimi.
Il MEF segnala inoltre che il titolo presenta almeno una tranche emessa “ad hoc” per operazioni di repurchase agreement, comunemente indicate come REPO. Si tratta di operazioni attraverso le quali i titoli vengono utilizzati come garanzia per ottenere liquidità, contribuendo al regolare funzionamento del mercato secondario.
CCTeu decennale fino a 2 miliardi
Completa l’offerta il CCTeu con scadenza 15 aprile 2036, codice ISIN IT0005707689, proposto in settima tranche. Il titolo è stato emesso il 15 aprile 2026 e sarà collocato per un importo compreso tra 1,5 e 2 miliardi di euro.
A differenza dei BTP, che riconoscono una cedola nominale fissa per tutta la durata, i CCTeu sono titoli a tasso variabile. La remunerazione viene aggiornata periodicamente sulla base dell’Euribor a sei mesi, al quale viene aggiunto uno spread stabilito al momento dell’emissione.
Per il CCTeu in asta lo spread è pari allo 0,80%. Il tasso annualizzato della cedola in corso risulta del 3,237%, mentre il tasso cedolare semestrale è pari all’1,645%. Il prossimo pagamento è previsto per il 15 ottobre 2026.
Alla data di regolamento saranno riconosciuti 110 giorni di dietimi. La natura variabile della remunerazione rende il CCTeu uno strumento differente rispetto ai BTP a tasso fisso: il flusso cedolare si adegua infatti all’evoluzione dei tassi del mercato monetario, riducendo la sensibilità del prezzo alle oscillazioni dei rendimenti rispetto a un’obbligazione fissa di pari durata.
Un’offerta diversificata lungo la curva dei rendimenti
L’asta del 30 luglio presenta una composizione particolarmente articolata. Il Tesoro non si limita a riaprire il nuovo quinquennale e il benchmark decennale, ma propone anche un vecchio BTP a bassa cedola e un CCTeu a tasso variabile.
In questo modo l’offerta può intercettare categorie di investitori con esigenze differenti. Il BTP a cinque anni può risultare interessante per chi cerca una durata intermedia; i due titoli con scadenza nel 2036 consentono di assumere un’esposizione simile in termini temporali, ma attraverso strutture cedolari e prezzi presumibilmente differenti; il CCTeu offre invece una remunerazione collegata all’andamento dell’Euribor.
La presenza contemporanea di due BTP con scadenza nel 2036 sarà uno degli elementi più interessanti dell’operazione. Pur avendo date di rimborso vicine, i due strumenti presentano cedole molto diverse, pari rispettivamente al 3,80% e all’1,45%. Il confronto tra i prezzi e i rendimenti di aggiudicazione consentirà di osservare come il mercato valuti titoli con durata residua analoga ma flussi cedolari profondamente differenti.
Come si svolgerà l’asta
Il collocamento avverrà attraverso il meccanismo dell’asta marginale, con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e dell’ammontare effettivamente emesso all’interno degli intervalli annunciati.
Il Tesoro potrà escludere le offerte formulate a prezzi considerati non convenienti rispetto alle condizioni di mercato. Tutte le richieste accolte saranno quindi regolate al prezzo marginale definito al termine dell’operazione.
Possono partecipare direttamente soltanto gli Specialisti in titoli di Stato e gli Aspiranti Specialisti, sia in proprio sia per conto della clientela. Ciascun operatore può presentare fino a cinque offerte a prezzi differenti, per un importo minimo di 500 mila euro per singola richiesta.
Per il pubblico il taglio minimo sottoscrivibile rimane invece pari a 1.000 euro. Gli intermediari ricevono dal Tesoro una provvigione di collocamento e non possono applicare ulteriori commissioni di sottoscrizione alla clientela nell’ambito dell’asta ordinaria. Restano naturalmente dovuti il prezzo di aggiudicazione e i dietimi maturati per ciascun titolo.
Collocamenti supplementari fino a 1,5 miliardi
Il giorno successivo all’asta ordinaria è prevista una fase supplementare riservata agli Specialisti che abbiano partecipato al collocamento principale.
Per ciascuno dei tre BTP, la quota supplementare potrà raggiungere il 20% dell’importo massimo offerto. Ciò corrisponde a un massimo di 600 milioni per il BTP a cinque anni, 350 milioni per il BTP decennale al 3,80% e 250 milioni per il BTP con cedola dell’1,45%.
Per il CCTeu la quota supplementare è invece pari al 15%, per un importo massimo di 300 milioni. Nell’ipotesi di pieno utilizzo di tutte le assegnazioni aggiuntive, il collocamento supplementare potrebbe quindi raggiungere complessivamente 1,5 miliardi di euro.
Questi quantitativi non sono compresi nella forchetta ordinaria tra 6,25 e 8 miliardi e dipenderanno dalle richieste degli Specialisti e dalle condizioni previste dai decreti di emissione.
Il MEF cancella due aste previste ad agosto
Insieme al nuovo collocamento, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato una modifica rilevante al calendario delle emissioni del mese successivo.
In considerazione dell’attività di gestione della cassa, non sarà effettuata l’asta dei titoli a medio-lungo termine inizialmente prevista per il 13 agosto 2026. È stata cancellata anche l’asta dei BTP€i programmata per il 26 agosto, dedicata ai titoli indicizzati all’inflazione dell’area euro.
La decisione segnala che il Tesoro ritiene di poter gestire il fabbisogno e le disponibilità liquide senza ricorrere a questi due appuntamenti. La cancellazione di un’asta non implica necessariamente un cambiamento strutturale nella strategia di emissione, ma può dipendere dall’andamento della cassa, dai risultati dei collocamenti precedenti, dal profilo dei rimborsi e dalle condizioni complessive di finanziamento.
La pausa riguarda esclusivamente i due appuntamenti indicati. Il MEF ha precisato che tutte le altre aste si terranno regolarmente, compresa quella dei BOT prevista per il 12 agosto 2026.
Ad agosto resta confermata l’asta BOT
La conferma dell’asta BOT del 12 agosto garantisce la continuità delle emissioni sul tratto breve della curva, anche in un mese tradizionalmente caratterizzato da volumi di scambio più contenuti.
I Buoni ordinari del Tesoro svolgono un ruolo specifico nella gestione della liquidità e del fabbisogno di breve periodo. La loro emissione risponde quindi a esigenze differenti rispetto ai BTP a medio-lungo termine e ai titoli indicizzati all’inflazione.
La scelta del MEF appare pertanto selettiva: viene alleggerita l’offerta sul comparto medio-lungo e su quello inflation-linked, mentre resta invariata l’attività sul segmento dei titoli a breve scadenza.
Attesa per domanda, prezzi e rendimenti
L’asta del 30 luglio sarà osservata soprattutto attraverso tre indicatori: l’ammontare effettivamente assegnato, la domanda presentata dagli operatori e i rendimenti emersi per ciascun titolo.
Particolare attenzione sarà riservata ai due BTP con scadenza nel 2036. Il nuovo benchmark con cedola del 3,80% e il vecchio titolo all’1,45% consentiranno di confrontare direttamente la risposta degli investitori a strutture finanziarie differenti lungo uno stesso tratto della curva.
Anche il CCTeu offrirà indicazioni utili sull’interesse per le obbligazioni a tasso variabile, mentre il BTP a cinque anni permetterà di valutare la solidità della domanda sul segmento intermedio.
Con una forchetta massima ordinaria di 8 miliardi di euro e la successiva possibilità di assegnazioni supplementari, l’operazione rappresenta un passaggio importante nel programma di finanziamento estivo del Tesoro. La contestuale cancellazione di due aste ad agosto rafforza inoltre il peso del collocamento di fine luglio, destinato a essere l’ultimo grande appuntamento sul medio-lungo termine prima della pausa estiva.

di Francesco Sicuro














































