Mercati obbligazionari tra Fed, geopolitica e politica europea

Mercati obbligazionari tra Fed, geopolitica e politica europea

Le tensioni geopolitiche, l'inflazione alimentata dagli investimenti nell'intelligenza artificiale e le incertezze politiche in Europa continuano a ridisegnare lo scenario dei mercati obbligazionari. Gli investitori dovranno prepararsi a una seconda parte dell'anno caratterizzata da banche centrali ancora restrittive, elevata volatilità e crescenti differenze tra Stati Uniti, Europa e Regno Unito.

Geopolitica e inflazione mantengono alta la pressione sui mercati

I rendimenti dei Treasury statunitensi hanno continuato a salire nel corso dell'ultima settimana, riflettendo il ritorno delle tensioni in Medio Oriente e ricordando come la normalizzazione dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz sia ancora lontana. Nonostante le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha affermato come «l'accordo per il cessate il fuoco sia finito», gli operatori finanziari continuano a ritenere poco probabile un'effettiva escalation militare.

Come si legge nella nota di Mark Dowding, Fixed Income CIO di RBC BlueBay Asset Management, in questa fase contano soprattutto i fatti più che la retorica politica. I mercati ritengono infatti che l'amministrazione americana non abbia alcuna intenzione di essere coinvolta nuovamente in un conflitto regionale di lunga durata, contribuendo così a contenere la volatilità.

In questo contesto continua a prevalere una strategia orientata al carry trade, sostenuta dalla robusta domanda di nuove emissioni sia sul mercato azionario sia su quello obbligazionario. Emblematica, secondo Dowding, è stata la maxi emissione obbligazionaria da 25 miliardi di dollari realizzata da Amazon, la settima operazione di dimensioni analoghe registrata dall'inizio del 2026.

La crescente quantità di nuove emissioni di debito e capitale rappresenta però un elemento che rischia di frenare la dinamica dei prezzi. Gli investitori iniziano infatti a interrogarsi sulla reale efficacia dei giganteschi programmi di investimento aziendale, chiedendo prove concrete della loro capacità di tradursi in una crescita degli utili.

Secondo l'analisi di Dowding, questa domanda diventerà ancora più importante nei prossimi mesi. Un eventuale deterioramento del sentiment nei confronti dell'intelligenza artificiale potrebbe infatti trasformarsi in uno shock macroeconomico di ampia portata, anche se al momento non emergono segnali concreti che facciano pensare a un simile scenario.

L'attenzione del mercato obbligazionario resta quindi concentrata soprattutto sulle pressioni inflazionistiche generate dal ciclo di investimenti nell'AI. RBC BlueBay ritiene che la forza degli investimenti tecnologici renderà più lenta la discesa dell'inflazione statunitense, costringendo la Federal Reserve a mantenere un orientamento restrittivo ancora a lungo.

L'analisi evidenzia inoltre come, pur in presenza di un calo delle quotazioni del petrolio, i prezzi della benzina rimangano sostenuti dalla scarsità di prodotti raffinati. Parallelamente, è probabile che l'inflazione immobiliare rallenti nei prossimi mesi, ma l'aumento dei costi dei semiconduttori legato alla diffusione dell'intelligenza artificiale rischia di compensare parte di questo effetto, inducendo RBC BlueBay a ritenere eccessivamente ottimistiche le aspettative del mercato su una rapida discesa dell'indice dei prezzi al consumo statunitense.

Politica monetaria tra Stati Uniti ed Europa

Secondo Mark Dowding, i mercati monetari statunitensi stanno incorporando in modo sostanzialmente corretto lo scenario di politica monetaria, con un rialzo dei tassi di 25 punti base già prezzato per settembre e un ulteriore intervento atteso nel primo trimestre del prossimo anno. Più difficile, invece, formulare previsioni sulla riunione del FOMC di luglio.

Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, continua infatti a evitare qualsiasi indicazione preventiva sulle future decisioni della banca centrale. Questa scelta, osserva Dowding, lascerà probabilmente gli operatori nell'incertezza fino agli ultimi giorni che precederanno la riunione. Pur ritenendo plausibile che all'interno del FOMC venga discussa la possibilità di un rialzo già a luglio, RBC BlueBay considera più probabile che la maggioranza dei membri converga verso un intervento in autunno.

Anche in Europa lo scenario resta improntato alla cautela. Secondo Dowding, la Banca Centrale Europea potrebbe scegliere di sospendere temporaneamente il ciclo di rialzi nella riunione di luglio, rinviando eventuali nuove decisioni a settembre, quando saranno disponibili ulteriori dati macroeconomici.

Le curve dei rendimenti sia negli Stati Uniti sia nell'Eurozona rimangono relativamente piatte. A pesare sulle scadenze più lunghe continuano a essere soprattutto le preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale e sull'evoluzione del debito pubblico, fattori che potrebbero continuare a esercitare pressioni sui rendimenti anche nei prossimi mesi.

In questo contesto, Dowding ritiene ancora prematuro costruire strategie di irripidimento della curva. Prima che tali operazioni possano diventare interessanti, sarà infatti necessario che il mercato abbia completamente assorbito il rischio di un ulteriore irrigidimento della politica monetaria rispetto a quanto già incorporato nei prezzi.

La Francia torna sotto osservazione dei mercati

Un altro tema tornato al centro dell'attenzione riguarda la politica francese. Come sottolinea Dowding, la conferma della candidatura di Marine Le Pen alle elezioni presidenziali del prossimo anno ha riacceso le preoccupazioni degli investitori.

I mercati continuano infatti a considerare la leader del Rassemblement National una figura più polarizzante rispetto a Jordan Bardella. Questa percezione ha determinato una sottoperformance dei titoli di Stato francesi, con lo spread decennale degli OAT salito a 82 punti base, poco distante dal massimo di circa 85 punti base registrato lo scorso anno.

Secondo RBC BlueBay Asset Management, anche altri fattori stanno contribuendo a questa debolezza. La domanda proveniente dagli investitori giapponesi, storicamente molto presente sul mercato francese, si è ridotta sensibilmente, mentre il progressivo deterioramento del merito creditizio della Francia continua a rappresentare un elemento di pressione.

Dowding non esclude quindi che gli OAT possano continuare a indebolirsi con l'avvicinarsi della campagna elettorale presidenziale. Allo stesso tempo, evidenzia come l'attuale contesto di bassa volatilità e la costante ricerca di rendimento possano limitare un eccessivo ampliamento degli spread. Oggi, infatti, gli OAT offrono uno spread rispetto ai Bund tedeschi sostanzialmente allineato a quello dell'indice europeo delle obbligazioni societarie investment grade, elemento che potrebbe continuare ad attrarre parte della domanda degli investitori.

Regno Unito tra incertezza politica e pressioni fiscali

Nel Regno Unito, osserva Mark Dowding, l'ultima settimana è stata caratterizzata da un nuovo episodio di instabilità politica. Il leader del Reform Party, Nigel Farage, ha infatti deciso di dimettersi dal proprio seggio parlamentare, provocando un'elezione suppletiva nella quale sarà nuovamente candidato.

Secondo RBC BlueBay Asset Management, gli altri partiti hanno interpretato questa scelta come una mossa essenzialmente elettorale, finalizzata a distogliere l'attenzione dalle crescenti polemiche legate alle accuse di illeciti finanziari che coinvolgono Farage. Il voto suppletivo di Clacton potrebbe così trasformarsi in una sfida decisamente insolita, con il leader del Reform Party contrapposto al celebre candidato satirico Count Binface, personaggio che da anni partecipa alle elezioni britanniche vestito da bidone della spazzatura come simbolo di protesta.

Dowding osserva come sarebbe altamente simbolico se un politico considerato da molti il possibile futuro Primo Ministro dopo le elezioni del 2029 venisse sconfitto proprio da un candidato comico. Un episodio che, secondo RBC BlueBay, rappresenterebbe efficacemente il clima sempre più surreale della politica britannica.

Parallelamente, anche il mercato obbligazionario del Regno Unito continua a mostrare segnali di debolezza. I Gilt hanno registrato un'altra settimana negativa e continuano a comportarsi come un mercato ad elevato beta rispetto agli altri comparti obbligazionari.

Molti investitori istituzionali mantengono ancora posizioni lunghe sui titoli di Stato britannici, una strategia che negli ultimi mesi è diventata quasi consensuale tra i gestori real money. Secondo Dowding, questo rende il comparto vulnerabile a eventuali vendite nel caso in cui tali operatori decidessero di ridurre l'esposizione.

Nel frattempo, il nuovo Primo Ministro Andy Burnham e il suo team sembrano aver preso piena consapevolezza della fragilità dei conti pubblici britannici. Nonostante ciò, RBC BlueBay continua a ritenere che i rischi fiscali restino orientati verso un ulteriore deterioramento, elemento che potrebbe mantenere sotto pressione il mercato dei Gilt.

L'area che suscita maggiore interesse riguarda piuttosto i tassi a breve termine britannici. I mercati stanno già scontando quasi due ulteriori rialzi della Bank of England nel prossimo anno, ma secondo Dowding è improbabile che l'istituto centrale intervenga con una stretta più aggressiva. Qualora le aspettative di mercato si ridimensionassero, la parte breve della curva potrebbe quindi offrire interessanti opportunità d'investimento.

Giappone e mercati valutari tra BoJ e yen debole

Anche il Giappone continua a rappresentare uno dei principali osservati speciali del reddito fisso globale. Come evidenzia Dowding, i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi hanno registrato un ulteriore rialzo, riflettendo la crescente convinzione degli investitori che la Bank of Japan sia ormai in ritardo nel processo di normalizzazione della politica monetaria.

Secondo RBC BlueBay Asset Management, l'economia nipponica non appare più sufficientemente debole da giustificare il mantenimento delle misure straordinariamente accomodanti adottate negli ultimi anni.

Allo stesso tempo, Dowding invita a non sopravvalutare il rischio inflazionistico. Le dinamiche dei prezzi in Giappone rimangono infatti decisamente più moderate rispetto a quelle osservate in altre economie avanzate. Salvo un nuovo forte aumento del petrolio o un ulteriore marcato indebolimento dello yen, appare improbabile che l'inflazione possa accelerare in misura significativa.

Inoltre, la curva dei rendimenti giapponese è già molto ripida, caratteristica che secondo RBC BlueBay dovrebbe continuare a sostenere il mercato dei titoli di Stato, soprattutto in una fase nella quale gli investitori domestici stanno gradualmente aumentando le proprie allocazioni verso il reddito fisso.

Sul fronte valutario, gran parte dell'attenzione continua a concentrarsi sullo yen, anche se finora le autorità giapponesi non hanno ancora adottato interventi decisivi sul mercato dei cambi.

Più sorprendente, secondo Dowding, è invece il comportamento della sterlina, che ha mostrato una forza superiore alle attese dopo l'insediamento di Andy Burnham alla guida del governo. La reazione positiva degli investitori ha spinto RBC BlueBay a chiudere la posizione corta precedentemente mantenuta sulla valuta britannica, in attesa di comprendere meglio le ragioni di questo movimento.

Nei mercati emergenti, infine, il rialzo dei rendimenti statunitensi ha esercitato una moderata pressione sugli asset locali. Come sottolinea Dowding, i movimenti osservati sono comunque rimasti molto più contenuti rispetto agli episodi di volatilità registrati nei mesi precedenti.

Le prospettive per la seconda parte dell''anno

Guardando ai prossimi mesi, Mark Dowding ritiene che il principale fattore destinato a guidare il posizionamento dei portafogli sarà l'evoluzione della politica monetaria statunitense. Secondo RBC BlueBay, il rischio di una nuova escalation in Medio Oriente continuerà a rappresentare un elemento di incertezza per i mercati, anche se al momento appare improbabile un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti con l'invio di truppe di terra in Iran.

Per questo motivo, Dowding osserva che un eventuale sell-off provocato da nuove tensioni geopolitiche potrebbe trasformarsi in un'opportunità per aumentare selettivamente il rischio, a condizione che non cambi radicalmente l'atteggiamento dell'amministrazione americana nei confronti del conflitto.

La stagione estiva introduce inoltre un ulteriore elemento di cautela. RBC BlueBay sottolinea come la minore liquidità tipica dei mesi estivi, unita a livelli di volatilità ancora contenuti, possa amplificare movimenti improvvisi dei prezzi e generare rapide chiusure di posizione. In questo contesto, Dowding invita gli investitori a mantenere un approccio paziente, aspettando punti d'ingresso più favorevoli.

L'attenzione degli operatori si sposterà presto sulla Federal Reserve. In particolare, secondo Dowding, la testimonianza del presidente Kevin Warsh davanti alla Commissione bancaria del Senato rappresenterà uno degli appuntamenti più importanti delle prossime settimane, poiché potrebbe offrire indicazioni sulla possibilità di un rialzo dei tassi già nella riunione di luglio.

Anche i dati sull'inflazione americana saranno determinanti. Il consenso di mercato prevede un rallentamento dell'indice CPI dal 4,2% al 3,9%, ma un eventuale aumento della componente core potrebbe rafforzare ulteriormente le aspettative di un intervento della Fed già entro la fine del mese.

Al momento, ricorda Dowding, il mercato attribuisce a questo scenario una probabilità di appena il 25%, ma il quadro dovrebbe diventare più chiaro prima dell'inizio del periodo di silenzio della Federal Reserve previsto per la fine della prossima settimana.

Politica e mercati in un contesto sempre più imprevedibile

Nella parte finale della sua analisi, Mark Dowding amplia lo sguardo oltre i mercati finanziari per soffermarsi sul contesto politico internazionale, che continua a rappresentare una fonte crescente di incertezza.

Secondo RBC BlueBay, l'eventuale vittoria di Count Binface contro Nigel Farage nell'elezione suppletiva britannica assumerebbe un forte valore simbolico, riflettendo il carattere sempre più surreale della politica del Regno Unito, destinato a giurare il settimo Primo Ministro in appena dieci anni.

Dowding osserva come anche quanto accade a Washington presenti aspetti altrettanto insoliti. Le continue tensioni politiche e istituzionali stanno progressivamente mettendo sotto pressione le relazioni internazionali, le istituzioni democratiche e la qualità del dibattito pubblico, mentre Donald Trump continua a dominare l'agenda politica americana.

L'analista conclude con una riflessione volutamente ironica. Al di là delle differenti posizioni politiche, osserva come esista probabilmente un consenso molto più ampio sulla necessità di migliorare la governance della FIFA, organismo che governa il calcio mondiale. In questo spirito, Dowding scherza affermando che persino Count Binface potrebbe probabilmente gestire la FIFA meglio dell'attuale leadership, chiudendo così un'analisi che alterna considerazioni macroeconomiche, valutazioni sui mercati obbligazionari e osservazioni sul clima politico internazionale.

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