Outlook investimenti, come costruire portafogli resilienti nella seconda metà dell’anno

Outlook investimenti, come costruire portafogli resilienti nella seconda metà dell’anno

Inflazione, geopolitica e intelligenza artificiale continueranno a ridisegnare lo scenario dei mercati nella seconda metà del 2026. La crescita globale resta resiliente, ma aumentano le incognite legate ai tassi d'interesse e alle tensioni internazionali. In questo contesto, la diversificazione e una selettiva assunzione di rischio diventano gli elementi chiave per affrontare un ciclo economico ancora ricco di sfide.

La resilienza dell’economia globale sarà messa alla prova

La prima parte del 2026 ha dimostrato come l'economia mondiale sia stata in grado di assorbire una serie di shock senza compromettere il proprio percorso di crescita. Secondo Monica Defend, Head of Amundi Investment Institute, e Vincent Mortier, Group CIO di Amundi, il secondo semestre rappresenterà ora il vero banco di prova per verificare quanto economie, mercati e responsabili della politica economica saranno capaci di continuare a resistere.

Come evidenzia Amundi, la resilienza osservata finora è stata sostenuta soprattutto dagli investimenti collegati all'intelligenza artificiale e ai programmi di autonomia strategica. Lo scenario rimane però caratterizzato da una crescita non uniforme, mentre l'inflazione potrebbe continuare a mostrare un andamento volatile. A ciò si aggiungono rischi crescenti sul fronte delle politiche economiche, con margini fiscali sempre più limitati e un fabbisogno di spesa pubblica in aumento che potrebbe alimentare una maggiore volatilità dei tassi d'interesse.

Nello scenario considerato più probabile, Amundi prevede una graduale e fragile attenuazione delle tensioni nello Stretto di Hormuz, accompagnata da un prezzo del petrolio compreso tra 80 e 90 dollari al barile entro la fine dell'anno. Il graduale riequilibrio dei prezzi energetici dovrebbe consentire all'economia globale di evitare una recessione, pur spingendo gli analisti a rivedere al ribasso buona parte delle stime di crescita.

In questo contesto, le banche centrali saranno chiamate a trovare un equilibrio delicato tra la necessità di mantenere ancorate le aspettative d'inflazione e quella di sostenere l'attività economica. Lo scenario di base prevede che Federal Reserve e principali banche centrali dei mercati emergenti mantengano invariati i tassi d'interesse, mentre BCE, Bank of England e Bank of Japan dovrebbero effettuare un solo rialzo entro la fine del 2026.

Lo scenario ribassista delineato da Amundi prende invece in considerazione il fallimento dell'accordo in Medio Oriente oppure una brusca correzione del comparto dell'intelligenza artificiale, eventi che potrebbero riaccendere le pressioni inflazionistiche e aumentare il rischio di recessione. Lo scenario più favorevole ipotizza invece una riapertura stabile e credibile dello Stretto di Hormuz, capace di favorire il processo di disinflazione e rafforzare la fiducia di consumatori e investitori, accompagnata da un'ulteriore espansione del ciclo dell'IA.

Secondo Monica Defend, gli investitori devono oggi confrontarsi con banche centrali la cui indipendenza viene sempre più messa alla prova, con un'inflazione più instabile e con rischi di concentrazione crescenti. Per questo motivo i portafogli dovrebbero essere costruiti in modo da affrontare scenari differenti, attraverso una maggiore diversificazione valutaria, un'esposizione ad asset reali e oro e una selezione disciplinata di settori azionari e temi strutturali.

Anche Vincent Mortier ritiene che il mercato stia entrando in una nuova fase. L'attenzione non sarà più rivolta esclusivamente alle aziende capaci di sviluppare le tecnologie più avanzate, ma anche a quelle in grado di scalare concretamente l'intelligenza artificiale, ampliando le opportunità lungo tutta la catena del valore e riducendo l'esposizione ai rischi tecnologici, geopolitici e fisici.

Reddito fisso e azionario richiedono maggiore selettività

Secondo Mortier, la seconda metà del 2026 non richiede un approccio esclusivamente difensivo, bensì una riallocazione selettiva del rischio.

Come sottolinea Mortier, geopolitica, inflazione e rischi di concentrazione stanno modificando profondamente il comportamento dei mercati e le decisioni di politica economica. Per questo motivo i portafogli dovrebbero essere costruiti privilegiando carry, utili resilienti, capacità di determinazione dei prezzi, liquidità, diversificazione ed esposizione ai grandi temi di crescita di lungo periodo, come autonomia strategica, riallineamento geopolitico e diffusione dell'intelligenza artificiale nell'economia reale.

Nel comparto obbligazionario, Amundi osserva che i rendimenti continuano a offrire opportunità interessanti, anche se l'inflazione persistente e i crescenti rischi fiscali mettono in discussione il tradizionale ruolo di copertura dei titoli di Stato.

La preferenza va quindi a una gestione flessibile tra diverse aree geografiche, con una particolare attenzione all'Europa, alle obbligazioni indicizzate all'inflazione e alle società investment grade caratterizzate da bilanci solidi e carry di qualità.

Sul fronte azionario, la selettività diventa ancora più importante. Secondo Mortier, l'intelligenza artificiale non rappresenta più soltanto un tema tecnologico, ma sta progressivamente coinvolgendo numerosi comparti dell'economia reale. Le opportunità si stanno infatti spostando verso energia, infrastrutture, attrezzature industriali, software, robotica e tutte le aziende che utilizzeranno concretamente l'IA nei propri processi produttivi.

Nel lungo periodo, Amundi ritiene inoltre che l'Europa possa beneficiare di una ripresa degli investimenti in conto capitale, sostenuta dai programmi dedicati ad autonomia strategica, difesa, energia, infrastrutture e intelligenza artificiale. A questo si aggiunge la crescente ricerca da parte degli investitori di alternative agli asset denominati in dollari.

Anche il mercato azionario giapponese continua a essere sostenuto da fattori strutturali di lungo periodo, che ne rafforzano l'attrattività all'interno di un portafoglio globale.

Mercati emergenti e coperture diventano centrali

Secondo Defend, anche i mercati emergenti offrono interessanti opportunità selettive e potrebbero beneficiare della progressiva rotazione dei flussi internazionali di capitale.

L'orientamento di Amundi privilegia il debito dei mercati emergenti, con una preferenza per gli esportatori di materie prime e per le opportunità offerte dal comparto tecnologico asiatico.

La posizione sulla Cina rimane neutrale, mentre viene mantenuta una visione positiva sull'India, la cui crescita strutturale continua a essere considerata solida nonostante la maggiore esposizione agli effetti di eventuali rialzi del prezzo del petrolio.

Anche il tema delle coperture, secondo Defend, richiede un'evoluzione. Le tradizionali correlazioni tra le diverse classi di attivo potrebbero infatti non funzionare più con la stessa efficacia osservata in passato.

Per questa ragione, Amundi attribuisce un ruolo crescente agli asset reali, come infrastrutture e debito privato, oltre che a oro, materie prime e valute selezionate, strumenti ritenuti più efficaci in uno scenario caratterizzato da inflazione variabile e maggiore instabilità geopolitica.

Sul fronte valutario, Defend ritiene infine che il dollaro sia destinato a sottoperformare rispetto alla maggior parte delle altre valute, in particolare rispetto a quelle dei Paesi esportatori di commodity, proseguendo nel lungo periodo il proprio graduale percorso di indebolimento.

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