Accordo USA-Iran: mercati in recupero dopo le tensioni geopolitiche
L’apertura della settimana sui mercati finanziari è stata caratterizzata da un deciso recupero degli asset rischiosi, favorito dalle prospettive di una possibile de-escalation del conflitto in Medio Oriente. Domenica Washington e Teheran hanno raggiunto un accordo ad interim, anticipato dall’annuncio del Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif, impegnato da settimane in un ruolo di mediazione tra le parti.
Le autorità dei due Paesi si incontreranno venerdì 19 giugno in Svizzera per la firma ufficiale di un memorandum of understanding che consentirebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz per sessanta giorni e la rimozione del blocco navale statunitense nell’area.
Come si legge nel report a cura del Team Advisory & Gestione di Intermonte, nessuna delle due parti ha tuttavia reso pubblico il contenuto del documento. Si aprirà successivamente una finestra negoziale di due mesi durante la quale verranno affrontati alcuni temi centrali: la regolamentazione del traffico navale nello Stretto, la possibile rimozione delle sanzioni primarie e secondarie nei confronti dell’Iran e il futuro del programma nucleare di Teheran. Restano inoltre da monitorare le mosse di Israele nei confronti di Hezbollah, dopo i nuovi attacchi condotti contro obiettivi in Libano. L’allentamento delle tensioni ha determinato una correzione di circa il 5% delle quotazioni di Brent e WTI, favorendo il recupero dei listini azionari e dei metalli preziosi. Sul mercato obbligazionario, i rendimenti sono scesi sensibilmente, con il Bund decennale tornato sotto il 3%.
Stati Uniti tra dati macroeconomici, Fed e la più grande IPO della storia
Sul fronte macroeconomico, spiega Intermonte, la scorsa settimana è stata caratterizzata dalla pubblicazione dell’inflazione al consumo statunitense di maggio. Il CPI ha registrato una crescita annua del 4,2%, mentre l’indice core si è attestato al 2,9%, entrambi in linea con le attese del mercato. La variazione mensile del dato core, pari allo 0,2%, è risultata leggermente inferiore alle aspettative.
I dati alimentano l’attenzione verso la prossima riunione della Federal Reserve. Pur essendo ampiamente scontata una decisione di tassi invariati, particolare interesse sarà rivolto al primo intervento ufficiale del nuovo presidente Kevin Warsh e alla pubblicazione delle nuove proiezioni macroeconomiche.
Sul fronte dei prezzi alla produzione, il PPI statunitense di maggio ha mostrato un’accelerazione al 6,5% su base annua, rispetto al 5,7% registrato ad aprile, mentre la componente core si è attestata al 4,9%. Nel frattempo, sul mercato azionario si è conclusa l’IPO di SpaceX, la più grande mai realizzata. L’operazione, del valore di 75 miliardi di dollari, ha visto il debutto del titolo sul Nasdaq a 135 dollari per azione.
La prima seduta si è chiusa con un rialzo di quasi il 19%, portando la capitalizzazione di mercato della società oltre i 2.000 miliardi di dollari.
BCE: rialzo dei tassi e inflazione ancora persistente
In Europa, precisa Intermonte, l’evento principale è stata la riunione della Banca Centrale Europea, che ha deciso all’unanimità un aumento dei tassi di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25%.
Le nuove proiezioni macroeconomiche hanno evidenziato una revisione al rialzo dell’inflazione nello scenario centrale: per il 2026 la stima è salita al 3% (dal 2,6% previsto a marzo), mentre per il 2027 al 2,3% (dal precedente 2%). Parallelamente, le attese sulla crescita del PIL reale sono state leggermente ridotte, con una previsione dello 0,8% per il 2026 e dell’1,2% per il 2027. Nel corso della conferenza stampa, Christine Lagarde ha illustrato anche l’aggiornamento degli scenari alternativi e l’introduzione di uno scenario migliorativo rispetto alla baseline. Da sottolineare come l’inflazione core sia stata rivista al rialzo fino al 2028 e che, anche nello scenario più favorevole, non sia previsto un ritorno al target del 2%.
L’incertezza è stata il tema dominante della riunione. Lagarde ha escluso che si sia trattato di un rialzo preventivo, sottolineando la presenza di effetti di secondo livello già visibili nell’economia e confermando un approccio fortemente dipendente dai dati. I mercati continuano a prezzare un ulteriore rialzo di 25 punti base entro la fine dell’anno.
Bank of Japan ai massimi da oltre trent’anni
Tra le principali banche centrali, evidenzia Intermonte, la Bank of Japan ha aumentato i tassi di riferimento di 25 punti base, portandoli all’1%, livello più elevato degli ultimi trent’anni, in risposta ai crescenti rischi inflazionistici legati all’aumento dei prezzi energetici.
L’istituto ha inoltre annunciato la sospensione della riduzione graduale del proprio portafoglio obbligazionario a partire da aprile 2027. Decisioni ampiamente attese dai mercati, con lo yen rimasto sostanzialmente stabile in area 160 contro il dollaro.
Italia: BTP Italia, rendimenti in calo e nuovi massimi per Piazza Affari
In Italia, osserva Intermonte, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato un tasso minimo garantito dell’1,60% per il nuovo BTP Italia. L’emissione, riservata agli investitori retail, è iniziata lunedì 15 giugno e terminerà venerdì 19 giugno, salvo chiusura anticipata.
Le prospettive di un accordo in Medio Oriente hanno contribuito a ridurre la pressione sul mercato obbligazionario italiano: il rendimento del BTP decennale è sceso sotto il 3,70%, sui minimi da inizio giugno, mentre lo spread con il Bund si è riportato in area 70 punti base.
Anche il mercato azionario ha beneficiato del miglioramento del contesto internazionale, con il FTSE MIB che ha aggiornato nuovi massimi storici.
Sul fronte macroeconomico, ad aprile la produzione industriale italiana è aumentata dello 0,5% rispetto al mese precedente e dello 0,2% nella media del trimestre febbraio-aprile.
Su base annua, l’indice ha registrato un incremento dell’1,3%, favorito anche da un giorno lavorativo aggiuntivo rispetto all’anno precedente. La crescita è stata trainata principalmente dai beni strumentali (+6,4%) e, in misura più contenuta, dai beni intermedi (+1,8%), mentre hanno continuato a mostrare debolezza i beni di consumo (-4,1%) e il comparto energetico (-2,7%).
Tra i settori più dinamici si distinguono mezzi di trasporto e farmaceutica, mentre le flessioni più marcate riguardano il tessile, l’abbigliamento e l’industria del legno, della carta e della stampa.
Fed, Bank of England e vendite al dettaglio USA
L’attenzione degli investitori sarà rivolta soprattutto alle riunioni delle principali banche centrali, in particolare Federal Reserve e Bank of England, oltre alla pubblicazione delle vendite al dettaglio statunitensi, che offriranno ulteriori indicazioni sulla tenuta della domanda interna americana.

di Francesco Sicuro















































