AI e mercati emergenti: pochi titoli trainano un intero indice. Ecco perché

AI e mercati emergenti: pochi titoli trainano un intero indice. Ecco perché

L'intelligenza artificiale continua a trainare i mercati emergenti, ma la forte concentrazione dell'MSCI Emerging Markets su pochi grandi titoli solleva nuovi interrogativi. Mentre Taiwan e Corea del Sud guidano il rally, gli investitori iniziano a guardare oltre i leader dell'AI, alla ricerca delle prossime opportunità di crescita in un contesto che premia sempre di più selettività e fondamentali.

Taiwan e Corea del Sud trainano i mercati emergenti

Per gran parte dell’ultimo decennio, la Cina ha dominato il benchmark MSCI Emerging Markets (EM), raggiungendo nel 2020 un peso superiore al 43% dell’indice. Oggi, invece, Taiwan e Corea del Sud dominano il benchmark, rappresentando insieme oltre il 50% dell’indice.

Come si legge nel commento a cura di Guido Giammattei, EM Equity Portfolio Manager, e Dijana Jelic, Senior Institutional Portfolio Manager di RBC BlueBay, Taiwan è il principale componente con un peso del 27%, seguita dalla Corea del Sud con il 25%. Il peso della Cina è sceso sotto il 20%, mentre l’India rappresenta appena l’11%.

Di conseguenza, la concentrazione dell’indice MSCI EM è oggi insolitamente elevata: i cinque maggiori componenti rappresentano il 35% del benchmark. Se si osserva la performance, l’attuale ristrettezza del mercato è senza precedenti: meno del 25% dei titoli ha sovraperformato il benchmark nell’ultimo anno.

Sebbene l’attuale livello di concentrazione sia estremo per gli standard dei mercati emergenti, è importante riconoscere che è stato accompagnato da una significativa crescita degli utili e da una reale leadership tecnologica.

Al di fuori dell’intelligenza artificiale, anche le riforme strutturali hanno sostenuto il mercato sudcoreano. Per la prima volta nella storia, stiamo assistendo all’introduzione nella legislazione di significative riforme di corporate governance, che stanno favorendo una maggiore attenzione agli azionisti e contribuendo a ridurre il tradizionale sconto di valutazione del mercato azionario sudcoreano. Riteniamo che questo potente trend sia ancora nelle sue fasi iniziali e che continuerà a sostenere il mercato del Paese negli anni a venire, grazie al miglioramento dei rendimenti per gli azionisti e delle pratiche di governance.

Stiamo inoltre osservando come la crescita degli investimenti passivi stia amplificando i movimenti di mercato: la sovraperformance porta a un aumento del peso nell’indice, che a sua volta genera altri flussi passivi e rafforza ulteriormente gli stessi titoli. Quando un’azione sovraperforma, il suo peso nel benchmark aumenta, attirando nuovi flussi passivi e consolidando la posizione dei maggiori componenti dell’indice. Questo può creare un circolo vizioso in cui la concentrazione del benchmark diventa sempre più scollegata dall’ampiezza dell’universo di opportunità sottostante. Di conseguenza, Taiwan e Corea del Sud hanno visto aumentare il proprio peso nell’indice, mentre India e Cina lo hanno progressivamente ridotto.

Un’altra interessante dinamica tecnica osservata su titoli come TSMC e, più recentemente, Samsung è che, una volta superati determinati limiti di esposizione degli investitori, tipicamente intorno al 10%, questi titoli hanno spesso registrato una debolezza delle quotazioni a causa della scarsità di nuovi acquirenti. Ciò ha contribuito ad ampliare il numero di titoli considerati beneficiari dell’AI, poiché gli investitori hanno cercato esposizioni alternative per colmare le proprie posizioni sottopesate.

Oltre la concentrazione: le opportunità emergenti

Da una prospettiva di mercato di breve termine, i movimenti estremi osservati e le incertezze sulla capacità di monetizzare l’intelligenza artificiale giustificano una certa prudenza. La storia suggerisce che i periodi di concentrazione estrema raramente persistono a lungo, anche se è molto difficile prevedere tempi e modalità dell’aggiustamento.

Per quanto riguarda il posizionamento di portafoglio, il nostro obiettivo non è assumere posizioni troppo estreme, né a favore né contro il tema AI, ma concentrarci soprattutto sulla selezione dei titoli. Manteniamo un leggero sottopeso nel settore IT complessivo dei portafogli e siamo stati particolarmente attivi nella gestione dell’esposizione all’intelligenza artificiale.

In contesti di mercato come quello attuale, riteniamo particolarmente importante concentrarsi sulle valutazioni ed evitare gli eccessi. Abbiamo gradualmente ridotto l’esposizione ai titoli che hanno registrato le performance più forti, reinvestendo parte dei proventi in aree non legate all’AI.

Da una prospettiva di lungo periodo, riconosciamo che l’intelligenza artificiale ridefinirà economie e settori industriali nei prossimi decenni.

Riteniamo inoltre che la prossima fase di beneficiari sarà rappresentata dalle società in grado di implementare e monetizzare con successo le applicazioni dell’intelligenza artificiale. Storicamente, alcune delle opportunità di investimento più interessanti non sono nate dall’investire direttamente nella piattaforma dominante, ma dall’individuare i beneficiari di secondo e terzo livello dell’innovazione.

Guardando al futuro, crediamo che l’insieme delle opportunità stia ampliandosi, con i benefici dell’AI che si estendono ben oltre gli attuali leader di mercato. Individuiamo opportunità interessanti nella progettazione di semiconduttori, nello sviluppo di microprocessori ASIC, nelle infrastrutture energetiche, nelle tecnologie di raffreddamento, nelle apparecchiature di test, nel networking e nell’automazione industriale.

Detto questo, siamo consapevoli che l’innovazione tecnologica crea sia vincitori sia vinti: alcuni settori e modelli di business prospereranno, mentre altri saranno destinati a essere trasformati o addirittura sostituiti. Alcuni segmenti dell’hardware legato all’AI rischiano inoltre di diventare commodity con l’aumento della concorrenza nei prossimi anni. Per questo motivo riteniamo necessario un approccio altamente selettivo, focalizzato sulle aziende che dispongono di reali vantaggi competitivi e solide capacità tecnologiche.

Al di fuori dell’AI, vediamo numerose aree che appaiono attualmente interessanti. In particolare, i titoli di qualità e i settori domestici, come consumi e finanziari, sono stati trascurati dal mercato e presentano valutazioni relativamente contenute a fronte di elevati livelli di ROE. Abbiamo iniziato ad aumentare selettivamente l’esposizione a queste aree e riteniamo che siano ben posizionate per i prossimi anni.

Da una prospettiva di medio termine, crediamo che le azioni dei mercati emergenti possano continuare a sovraperformare quelle dei mercati sviluppati, grazie a fondamentali migliori, a una crescita degli utili in accelerazione e a un dollaro statunitense più debole. A differenza dei cicli precedenti, riteniamo che questa nuova fase sarà caratterizzata dalla crescente resilienza e indipendenza dei mercati emergenti rispetto all’Occidente e sarà sostenuta dall’espansione della domanda interna e dall’innovazione.

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