Medio Oriente: nuova escalation e balzo del petrolio
La scorsa settimana si è chiusa in territorio negativo per i principali listini, appesantiti dal riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente. Gli attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran sono proseguiti senza sosta per diversi giorni, colpendo obiettivi sia in territorio iraniano sia in vari Paesi del Golfo. Alcune imbarcazioni sono state prese di mira durante il transito nello Stretto di Hormuz, dove il traffico navale si è ormai quasi azzerato.
In generale, si legge nella nota a cura del Team Advisory & Gestione di Intermonte, i toni si sono particolarmente inaspriti: Washington ha ipotizzato di colpire anche infrastrutture civili come ponti e impianti energetici, mentre Teheran ha chiesto agli Houthi yemeniti di intensificare la pressione nello Stretto di Bab el-Mandeb qualora tali minacce venissero attuate. Gli Stati Uniti hanno inoltre paventato un blocco navale con una commissione del 20% sul passaggio, poi sostituita dalla ricerca di nuovi accordi economici in cambio della libera navigazione.
In questo contesto, il Brent è tornato sopra i 90 dollari al barile e il WTI in area 85 dollari, sui massimi da oltre un mese. Pur restando lontani dai picchi toccati durante il conflitto, questi livelli hanno alimentato un intenso sell-off sui titoli obbligazionari a lunga scadenza: i rendimenti dei decennali tedesco e italiano sono risaliti in prossimità dei massimi dell'anno, rispettivamente al 3,10% e al 4%.
Stati Uniti: inflazione in frenata e Fed nel mirino
Sul fronte macroeconomico, spiega Intermonte, l'inflazione al consumo statunitense di giugno ha sorpreso al ribasso: il CPI mensile è diminuito dello 0,4% (contro attese di -0,1%) e la componente core è rimasta invariata (0,0% a fronte del +0,2% atteso). Su base annua il dato headline si è attestato al 3,5%, sotto le previsioni del 3,8% e in calo dal 4,2% precedente, mentre il core annuo è sceso al 2,6% (attese 2,8%).
Anche i prezzi alla produzione di giugno sono risultati inferiori alle stime e, di conseguenza, la probabilità implicita di un rialzo dei tassi da parte della Fed nella riunione di luglio è crollata da quasi il 50% a meno del 15%, sostenendo un rally sul tratto a breve della curva dei rendimenti. Le vendite al dettaglio di giugno, invece, sono risultate in lieve calo ma in linea con le attese (0,2%).
I dati si sono accompagnati alle audizioni di Warsh davanti alla Camera e al Senato, che ha ribadito la determinazione a riportare sotto controllo un'inflazione definita “intollerabilmente elevata”. Ha anche sottolineato l'importanza delle task force create per migliorare la qualità delle rilevazioni statistiche e l'efficacia della politica monetaria e, infine, ha nuovamente evidenziato il ruolo strategico dell'AI per la crescita economica.
Trimestrali solide, ma la rotazione penalizza i semiconduttori
La stagione delle trimestrali, osserva Intermonte, è partita con segnali incoraggianti. I principali istituti finanziari statunitensi hanno battuto le attese sia sui ricavi sia sugli utili per azione, mentre ASML e TSMC hanno confermato la solidità dei fondamentali delle società più esposte all'AI. Ciononostante, la rotazione settoriale è proseguita a scapito degli indici più tecnologici, come il Philadelphia Semiconductor Index (SOX) e il Kospi coreano.
Come emerso anche dall'ultima indagine mensile di Bank of America tra i gestori, la principale preoccupazione riguarda il rischio che gli investimenti in conto capitale legati all'AI si rivelino eccessivi rispetto a ritorni economici ancora incerti. A beneficiarne è stato invece il mercato cinese, sostenuto anche da diverse IPO, tra cui quella di Moonshot AI, società che avrebbe messo a punto un modello di intelligenza artificiale con prestazioni prossime a quelle dei migliori concorrenti statunitensi.
Europa e Italia
In Europa l'evento politico di maggior rilievo è stata la nomina di Andy Burnham come nuovo Primo Ministro laburista britannico, in sostituzione di Keir Starmer. In Italia, l'inflazione armonizzata al consumo di giugno è stata rivista ulteriormente al ribasso, con la variazione tendenziale scesa dal 3,2% al 3,0%: il rallentamento riflette soprattutto l'attenuazione delle pressioni sui prezzi degli alimentari non lavorati, dei trasporti e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona. È diminuito anche il tasso di crescita del “carrello della spesa” (dall'1,9% all'1,3%), così come l'inflazione di fondo (dall'1,7% all'1,6%).
Sul fronte del commercio estero, a maggio le importazioni sono cresciute dell'1,5% a fronte di un +0,2% delle esportazioni, mentre nel trimestre marzo-maggio 2026 l'export è salito del 4,6% e l'import del 7,2%, trainati rispettivamente dalle maggiori vendite di metalli e dagli acquisti di petrolio greggio e metalli.
Gli eventi in arrivo
I riflettori saranno puntati sulle trimestrali di diverse Big Tech statunitensi. Sul fronte macroeconomico, l'attenzione si concentrerà sugli indici PMI preliminari di luglio di Stati Uniti ed Eurozona, mentre l'appuntamento più atteso sarà la riunione della BCE, dalla quale non sono previste variazioni dei tassi di interesse.

di Francesco Sicuro














































