Il Tesoro assegna l’intero importo massimo: collocati 5,5 miliardi
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha concluso con esito positivo l’asta di titoli di Stato di oggi 28 luglio 2026, dedicata alle scadenze brevi e al comparto indicizzato all’inflazione. La Banca d’Italia, che svolge le operazioni di collocamento per conto del Tesoro, ha comunicato l’assegnazione complessiva di 5,5 miliardi di euro, corrispondente al massimo della forchetta annunciata.
L’offerta era composta da tre strumenti differenti: il BTP Short Term con cedola del 2,20% e scadenza a febbraio 2028, il BTP con cedola dello 0,50% e rimborso a luglio dello stesso anno e il nuovo BTP€i decennale, indicizzato all’inflazione dell’area euro, con scadenza nel febbraio 2037.
Nel complesso, gli operatori hanno presentato richieste per circa 8,95 miliardi di euro, oltre 3,45 miliardi in più rispetto all’ammontare assegnato. Il rapporto tra domanda complessiva e offerta si è quindi attestato intorno a 1,63, segnalando un interesse solido e distribuito su tutte le emissioni.
Il collocamento è avvenuto mediante asta marginale, il sistema utilizzato per BTP, CCTeu e titoli indicizzati. In questo meccanismo tutte le richieste accolte vengono regolate a un prezzo uniforme, corrispondente al prezzo marginale determinato al termine dell’operazione. I BOT vengono invece assegnati tramite asta competitiva, con rendimenti differenziati in base alle offerte dei singoli intermediari.
Il regolamento dell’asta è fissato al 30 luglio 2026, data dalla quale decorreranno anche gli effetti finanziari delle nuove assegnazioni.
BTP Short Term e BTP 2028: domanda robusta sulle scadenze brevi
Il titolo che ha ottenuto la domanda più elevata in rapporto all’offerta è stato il BTP Short Term con cedola annua del 2,20% e scadenza il 28 febbraio 2028, identificato dal codice ISIN IT0005692410.
Il Tesoro ha assegnato 1,25 miliardi di euro, vale a dire l’intero importo massimo annunciato, a fronte di richieste per poco meno di 2,379 miliardi. Il rapporto di copertura è risultato pari a 1,90, il dato più elevato tra i tre strumenti collocati.
Il rendimento lordo di aggiudicazione si è attestato al 2,92%, con un prezzo pari a 98,93. Rispetto all’asta precedente del 24 giugno, il rendimento è aumentato di 18 punti base, indicando un rialzo del costo di finanziamento per il Tesoro sul tratto più breve dell’offerta.
La differenza tra la cedola nominale del 2,20% e il rendimento del 2,92% è spiegata dal prezzo di aggiudicazione inferiore alla pari. L’investitore acquista infatti il titolo a 98,93 e, in assenza di eventi straordinari, riceve a scadenza il rimborso del valore nominale, oltre alle cedole previste. Dopo questa tredicesima tranche, l’ammontare complessivo in circolazione del titolo sale a 18,65 miliardi di euro.

Risultati positivi anche per il BTP con cedola dello 0,50% e scadenza il 15 luglio 2028, codice ISIN IT0005445306. Il titolo, originariamente emesso nel maggio 2021 come BTP settennale, presenta ormai una vita residua inferiore ai due anni.
Anche in questo caso il Tesoro ha collocato il massimo della forchetta, assegnando 1,25 miliardi di euro. Le richieste hanno raggiunto circa 2,243 miliardi, per un rapporto di copertura pari a 1,79.
Il rendimento lordo è stato fissato al 2,89%, poco al di sotto di quello registrato dal BTP Short Term, mentre il prezzo di aggiudicazione è risultato pari a 95,50. Il valore sensibilmente inferiore a 100 riflette la cedola nominale particolarmente contenuta, pari allo 0,50%, fissata quando le condizioni dei mercati obbligazionari erano profondamente differenti da quelle attuali.
Per ottenere un rendimento coerente con i livelli richiesti oggi dagli investitori, un titolo con una cedola così bassa deve essere acquistato con uno sconto rispetto al valore nominale. Una parte significativa del rendimento deriva quindi dalla differenza tra il prezzo pagato e il rimborso a 100 previsto alla scadenza.
Con la nuova assegnazione, l’ammontare in circolazione del BTP luglio 2028 sale a circa 16,994 miliardi di euro.
La domanda sostenuta raccolta dai due titoli conferma l’interesse degli investitori per le scadenze brevi, che presentano una sensibilità più contenuta alle variazioni dei tassi rispetto alle obbligazioni di maggiore durata. Il rendimento vicino al 2,9% deve tuttavia essere valutato nel contesto di una politica monetaria europea ancora restrittiva e di un quadro macroeconomico caratterizzato da elevata incertezza.

Debutto positivo per il nuovo BTP€i decennale: rendimento reale al 2,04%
La parte più rilevante dell’asta è stata rappresentata dal debutto del nuovo BTP€i con cedola reale del 2% e scadenza il 15 febbraio 2037, identificato dal codice ISIN IT0005725160.
Il titolo è stato collocato in prima tranche per 3 miliardi di euro, l’intero ammontare massimo previsto dal Tesoro. Le richieste hanno raggiunto 4,3305 miliardi, determinando un rapporto di copertura pari a 1,44.
Pur risultando inferiore ai valori registrati dai due BTP con scadenza nel 2028, il rapporto di copertura evidenzia comunque una domanda superiore del 44% rispetto all’offerta. Il dato assume particolare rilievo considerando che si trattava del debutto di un nuovo benchmark indicizzato e che l’importo collocato era più che doppio rispetto a quello assegnato su ciascuno degli altri titoli.
Il prezzo di aggiudicazione è stato fissato a 99,74, mentre il rendimento lordo reale si è attestato al 2,04%. Come precisato dalla Banca d’Italia, il rendimento è calcolato sulla base del capitale e degli interessi non rivalutati.
Nel caso dei BTP€i, infatti, il rendimento comunicato in asta rappresenta un rendimento reale, al quale si aggiunge l’effetto dell’inflazione maturata durante la vita del titolo. Sia il capitale sia le cedole vengono rivalutati in funzione dell’andamento dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo dell’area euro, con esclusione dei prodotti a base di tabacco.
La cedola nominale reale del 2% viene quindi applicata a un capitale che varia in relazione all’inflazione europea. In presenza di crescita dei prezzi, l’importo delle cedole aumenta e anche il capitale rimborsato a scadenza viene rivalutato. Il meccanismo offre una protezione contro la perdita di potere d’acquisto, pur lasciando l’investitore esposto alle oscillazioni del prezzo sul mercato secondario e all’evoluzione delle aspettative inflazionistiche.
Alla data di regolamento il coefficiente di indicizzazione è pari a 1, poiché il titolo è di nuova emissione. L’ammontare in circolazione coincide pertanto con i 3 miliardi di euro collocati nella prima tranche.
La scadenza nel 2037 consente al Tesoro di rafforzare la curva dei titoli inflation-linked sul tratto decennale, creando un nuovo punto di riferimento per gli investitori istituzionali interessati alla protezione dall’inflazione, come fondi pensione, compagnie assicurative e gestori obbligazionari.

Rendimenti e politica monetaria: il mercato guarda alla BCE
L’esito dell’asta si inserisce in un contesto monetario complesso. Nella riunione del 23 luglio 2026, la Banca centrale europea ha lasciato invariati i tre tassi ufficiali: il tasso sui depositi è rimasto al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e quello sui finanziamenti marginali al 2,65%.
La decisione è arrivata dopo l’aumento di 25 punti base stabilito a giugno, quando la BCE aveva reagito alle nuove pressioni inflazionistiche generate dall’incremento dei prezzi energetici e dalle tensioni geopolitiche.
Francoforte ha ribadito che le decisioni future continueranno a essere adottate riunione per riunione, senza un percorso dei tassi definito in anticipo. L’istituto centrale sta osservando soprattutto la durata dello shock energetico e la possibilità che l’aumento dei costi si trasmetta in modo più ampio ai prezzi di beni e servizi.
Questo scenario contribuisce a spiegare l’attenzione riservata al nuovo BTP€i. In una fase nella quale gli effetti completi del rincaro dell’energia sull’inflazione non sono ancora pienamente visibili, un titolo indicizzato può offrire agli investitori una copertura contro un eventuale aumento dei prezzi superiore alle attese.
Allo stesso tempo, il rialzo di 18 punti base registrato dal BTP Short Term rispetto all’asta precedente segnala che le condizioni richieste dal mercato sul tratto breve sono diventate meno favorevoli per il Tesoro. I rendimenti delle scadenze più ravvicinate reagiscono infatti in modo particolarmente rapido alle aspettative sulla politica monetaria e alla prospettiva che i tassi ufficiali rimangano elevati più a lungo.
Nel complesso, l’asta del 28 luglio può essere considerata positiva sotto il profilo della domanda. Tutti e tre i titoli sono stati assegnati per l’importo massimo previsto e le richieste hanno superato ampiamente l’offerta. Il risultato mostra tuttavia anche un mercato selettivo, nel quale il Tesoro continua a raccogliere capitali senza difficoltà ma deve confrontarsi con rendimenti coerenti con un quadro monetario e inflazionistico ancora incerto.

di Francesco Sicuro














































