STATI UNITI ED EUROPA
L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna in territorio positivo con il future che segna un rialzo del +0,2%. Poco mossi anche i futures sull’S&P 500 (+0,1%) e quelli sul Nasdaq 100 (-0,2%).
Le due principali tematiche che hanno dominato i mercati finanziari nel corso dell'anno, il conflitto con l'Iran e gli investimenti nell'intelligenza artificiale, si sono intrecciate in senso negativo nelle ultime 24 ore, determinando una seduta particolarmente difficile per gli investitori. A pesare sul sentiment è stato soprattutto il nuovo balzo del Brent, tornato sopra i 100 dollari al barile, mentre una soluzione diplomatica della crisi con l'Iran appare ancora lontana.
Le tensioni sono aumentate dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ad Axios di stare valutando un `attacco massiccio` contro l'Iran e di essere `vicino a prendere una decisione`. In precedenza aveva anche affermato che, qualora gli Houthi continuassero gli attacchi, `una grave punizione militare sarà inflitta anche all'Iran`. Teheran ha risposto avvertendo che reagirà, prendendo di mira anche le infrastrutture energetiche della regione, se Trump darà seguito alla minaccia di colpire ponti e centrali elettriche iraniane. L'escalation verbale ha alimentato i timori di uno shock stagflazionistico più duraturo, provocando forti vendite sui mercati globali e spingendo i rendimenti obbligazionari su nuovi massimi pluriennali su entrambe le sponde dell'Atlantico.
L'impennata del petrolio e i timori di stagflazione hanno esercitato una forte pressione sui mercati azionari. L'S&P 500 ha perso il -1,2%, mentre il Nasdaq ha lasciato sul terreno il -2,2%. A pesare sono stati soprattutto i risultati trimestrali di Tesla e Alphabet, già diffusi il giorno precedente. Tesla è crollata del -14,5%, mentre Alphabet ha perso il -7,1%. Di conseguenza, l'indice dei cosiddetti Magnificent Seven ha registrato una flessione del -4,8%, la più ampia dalla settimana delle turbolenze seguite al Liberation Day del 2025. Le vendite hanno coinvolto anche i listini europei, penalizzati dall'aumento dei prezzi dell'energia. Lo Stoxx 600 ha chiuso in ribasso del -1,2%, mentre il Cac 40 ha perso il -1,6%, il Dax il -1,6% e il Ftse Mib il -2,8%.
Il mercato continua quindi a ipotizzare un possibile rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve già nella riunione della prossima settimana, con una probabilità implicita nei future pari al 34% alla chiusura della seduta. Nell'Eurozona vengono ora scontati complessivamente 47 punti base di ulteriori rialzi dei tassi della Banca centrale europea entro la riunione di dicembre, in aumento di +1,1 punti base rispetto alla giornata precedente.
La Banca centrale europea, nella riunione di politica monetaria di ieri, ha lasciato invariato il tasso sui depositi al 2,25%, in linea con le attese del mercato, lasciando intendere che ulteriori rialzi restano probabili. Sia il comunicato finale sia la conferenza stampa della presidente Christine Lagarde hanno evidenziato che lo scenario macroeconomico è rimasto sostanzialmente invariato rispetto alle proiezioni di giugno, elaborate ipotizzando tre rialzi complessivi dei tassi nel ciclo in corso, due dei quali ancora da realizzare dopo l'intervento di giugno. Lagarde ha inoltre affermato che la funzione di reazione della Bce è `ben compresa` dai mercati, senza contestare le aspettative incorporate nelle quotazioni.
Sul fronte commerciale, durante la notte l'amministrazione Trump ha definito i dettagli dei nuovi dazi previsti dalla Sezione 301, che interesseranno circa 60 partner commerciali degli Stati Uniti. In linea con quanto anticipato al termine delle indagini sulle presunte pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura, la maggior parte dei principali partner commerciali, tra cui Unione europea, Regno Unito, Canada e Messico, sarà soggetta a un dazio del 10%, mentre Giappone, Corea del Sud e Australia subiranno un'aliquota del 12,5%. Le nuove misure entreranno in vigore alla scadenza dei dazi temporanei del 10% introdotti ai sensi della Sezione 122, adottati dopo che la Corte Suprema aveva annullato a febbraio le tariffe introdotte sulla base dell'International Economic Emergency Powers Act.
ASIA
In Asia prevale ancora un clima negativo. Il Kospi perde il -5,6%, azzerando gran parte dei guadagni accumulati a inizio settimana, penalizzato dalla debolezza dei produttori di semiconduttori sulla scia del comparto tecnologico statunitense. Il Nikkei arretra del -2,9%, avviandosi verso la terza settimana consecutiva di ribassi. In Cina il CSI 300 cede il -1,2%, pur restando in linea per interrompere una serie di quattro settimane negative. L'Hang Seng perde il -1,3%, mantenendo comunque la prospettiva di una quarta settimana consecutiva di rialzi, mentre l'S&P/ASX 200 arretra del -0,9%. Il comparto tecnologico ha ricevuto un sostegno dai risultati di Intel, che ha previsto ricavi per il terzo trimestre compresi tra 15,8 e 16,8 miliardi di dollari, superiori alla stima media di 15,1 miliardi. Nelle contrattazioni after-hours il titolo è salito del +4,5%.
I dati diffusi questa mattina mostrano che l'inflazione giapponese è rimasta sostanzialmente in linea con le attese nel mese di giugno. L'indice dei prezzi al consumo core è cresciuto dell'1,6% su base annua, in linea con le previsioni, mentre la misura `core-core`, particolarmente osservata dalla Bank of Japan, è rallentata all'1,7% dall'1,8% di maggio, restando al di sotto dell'obiettivo della banca centrale e leggermente inferiore alle attese. L'inflazione complessiva è accelerata all'1,7% annuo dall'1,5% precedente, raggiungendo il livello più elevato dell'anno.
In Australia l'attività del settore privato ha accelerato nel mese di luglio. L'indice S&P Global Flash Composite PMI è salito a 52,6 da 50,4 di giugno, segnando il secondo mese consecutivo di espansione e il livello più elevato dall'inizio dell'anno. L'indice PMI dei servizi è aumentato a 53,0 da 50,5, mentre quello manifatturiero è passato a 51,7 da 51,5, confermando una crescita dell'attività in entrambi i comparti.
SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO
Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 4%, sui livelli più elevati degli ultimi due anni, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 85 punti base.
Dopo le indicazioni emerse al termine della riunione della Banca centrale europea, gli operatori continuano a scommettere su una ripresa dei rialzi dei tassi a partire da settembre. Il petrolio ha raggiunto quota 100 dollari al barile, rafforzando le attese di un ulteriore irrigidimento della politica monetaria per contenere i rischi inflazionistici.
Sul mercato primario, il Tesoro comunicherà i dettagli dell’asta dei Bot semestrali in programma mercoledì 29 luglio.
PETROLIO
Il petrolio Brent si mantiene in prossimità dei 100 dollari al barile dopo che gli attacchi degli Houthi contro alcune petroliere nel Mar Rosso hanno aperto un nuovo fronte nel conflitto in Medio Oriente, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di estendere gli attacchi americani contro l'Iran.
Il benchmark globale è rimasto sostanzialmente stabile nella seduta di venerdì, dopo aver guadagnato circa il +14% nell'arco della settimana e aver superato nella seduta precedente la soglia dei 100 dollari al barile per la prima volta negli ultimi due mesi. Il West Texas Intermediate si è attestato intorno ai 92 dollari al barile. Trump ha minacciato una `grave risposta militare` in caso di ulteriori attacchi contro le navi nel Mar Rosso e ha dichiarato ad Axios di stare valutando un `attacco massiccio` contro l'Iran.
Il mercato deve inoltre fare i conti con gli attacchi ucraini al terminal del Caspian Pipeline Consortium, sulla costa russa del Mar Nero, attraverso il quale viene esportata la maggior parte del petrolio del Kazakistan. Le scorte mondiali risultano già ridotte dopo mesi di conflitto in Medio Oriente, aumentando il rischio di una carenza di approvvigionamenti e di uno shock economico di più ampia portata.
Le quotazioni del greggio sono salite nel corso del mese con l'intensificarsi delle ostilità tra Stati Uniti e Iran nel Golfo Persico, che hanno ostacolato il traffico nello Stretto di Hormuz e rallentato i flussi di petrolio e gas naturale liquefatto. I primi attacchi contro petroliere saudite nel Mar Rosso da parte degli Houthi sostenuti dall'Iran hanno accresciuto le preoccupazioni per possibili interruzioni delle forniture energetiche nell'intera regione.
`Se il traffico nel Mar Rosso dovesse ridursi al minimo, prevediamo un prezzo del petrolio a 120 dollari al barile, che rappresenterebbe il punto di svolta per il mercato`, ha dichiarato Jay Hatfield, amministratore delegato di Infrastructure Capital Management. `Se il trasporto si blocca, diventa necessario ridurre i consumi. L'unico modo per ottenere questo risultato è attraverso prezzi più elevati`.
Il Mar Rosso è diventato una rotta di esportazione fondamentale per l'Arabia Saudita, consentendo al regno di aggirare lo Stretto di Hormuz e continuare a spedire milioni di barili di greggio al giorno ai clienti internazionali. Secondo alcuni operatori, diversi acquirenti asiatici sono in trattative con Saudi Aramco, controllata dallo Stato saudita, per valutare la possibilità di deviare le spedizioni attraverso il Canale di Suez e circumnavigare l'Africa dopo gli attacchi degli Houthi.
Ieri due petroliere cinesi cariche di petrolio saudita hanno lasciato il Mar Rosso attraversando lo stretto di Bab el-Mandeb nonostante gli attacchi. Il gruppo armato yemenita ha avvertito tutte le navi di evitare gli scali nei porti dell'Arabia Saudita.
Gli Stati Uniti bombardano l'Iran da tredici giorni consecutivi e le due parti continuano a escludere un ritorno a breve ai negoziati. Teheran ha avvertito che colpirà le infrastrutture energetiche della regione qualora Donald Trump desse seguito alla minaccia di distruggere ponti o centrali elettriche in risposta a eventuali attacchi iraniani contro navi nello Stretto di Hormuz.
Trump ha inoltre dichiarato che, da questo momento in avanti, qualsiasi danno arrecato a navi, carichi o ad altre attività collegate sarà risarcito utilizzando il denaro iraniano attualmente sotto il controllo degli Stati Uniti. Il presidente americano non ha fornito dettagli sulle modalità con cui tali pagamenti verrebbero effettuati nel messaggio pubblicato giovedì sera su Truth Social. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha replicato affermando che `confiscare i beni di un altro Paese per pagare future richieste non correlate rappresenta un precedente incendiario`.
Secondo Chris Weston, responsabile della ricerca di Pepperstone Group, il percorso di minore resistenza per i prezzi del petrolio resta orientato al rialzo. L'analista ritiene che il Brent possa raggiungere i 110 dollari al barile, a meno che non si assista a un cambiamento significativo verso negoziati bilaterali e all'emergere di un percorso chiaro verso un accordo di pace.
ORO
L'oro prosegue la fase di ribasso mentre l'allargamento del conflitto in Medio Oriente ha sostenuto i prezzi dell'energia e rafforzato le aspettative che la Federal Reserve possa irrigidire ulteriormente la politica monetaria per contrastare le pressioni inflazionistiche.
Il metallo prezioso è arrivato a perdere fino al -0,7%, scendendo intorno ai 4.020 dollari l'oncia, dopo aver registrato un calo del -2% nella seduta precedente, cancellando gran parte dei guadagni accumulati all'inizio della settimana, sostenuti soprattutto dagli acquisti emersi durante le fasi di debolezza.
Il conflitto è entrato in una nuova fase di escalation dopo il sostanziale fallimento della tregua siglata il mese scorso. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di intensificare gli attacchi contro l'Iran e ha dichiarato che riterrà Teheran responsabile di eventuali nuovi assalti alle navi nel Mar Rosso da parte degli Houthi yemeniti. Il Brent, riferimento internazionale per il petrolio, ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, mentre i rendimenti dei Treasury statunitensi a due anni sono aumentati per la sesta seduta consecutiva giovedì.
Ad aumentare l'incertezza è arrivata anche la decisione degli Stati Uniti di imporre dazi compresi tra il 10% e il 12,5% sulle importazioni provenienti dalla maggior parte dei principali partner commerciali, sostenendo che le rispettive catene di fornitura fanno ricorso al lavoro forzato. Si tratta dell'iniziativa più ampia adottata da Donald Trump per ripristinare il proprio regime protezionistico dopo che i precedenti dazi erano stati annullati dalla Corte Suprema.
L'aumento dei prezzi dell'energia, insieme alla tenuta del mercato del lavoro statunitense, rafforza l'ipotesi di un nuovo rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Tassi più elevati rappresentano un fattore negativo per l'oro, che non offre alcun rendimento.
Secondo gli analisti di China Zheshang Bank, il recente recupero delle quotazioni dell'oro non poggia su fondamentali solidi. In una nota hanno osservato che, qualora venisse meno il sostegno degli investitori rialzisti, il recupero rischierebbe di rivelarsi privo di basi concrete. Gli analisti aggiungono che, se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere chiuso, i prezzi del petrolio continuassero a mantenersi elevati e la Federal Reserve conservasse un orientamento restrittivo, il rimbalzo dell'oro non sarebbe sostenibile.
Il mercato degli swap attribuisce attualmente una probabilità del 34% a un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione della prossima settimana. Gli operatori scontano già almeno un aumento dei tassi nel mese di settembre e ritengono possibile un secondo intervento prima della fine dell'anno.
Dalla fine di giugno l'oro si è mantenuto prevalentemente intorno ai 4.000 dollari l'oncia, livello che diversi operatori considerano un importante supporto tecnico. Le quotazioni risultano comunque inferiori di circa un quarto rispetto ai livelli registrati dopo l'avvio degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran alla fine di febbraio, evento che ha interrotto un mercato rialzista pluriennale culminato con il massimo storico vicino ai 5.600 dollari l'oncia raggiunto nel mese precedente.
DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO
L'agenda odierna prevede la pubblicazione degli indici PMI preliminari di luglio nelle principali economie mondiali, dei dati sulle vendite di nuove abitazioni negli Stati Uniti a giugno, dell'indice sull'attività dei servizi della Federal Reserve di Kansas City, delle vendite al dettaglio del Regno Unito relative a giugno, dell'indice di fiducia dei consumatori GfK per la Germania di agosto, dell'indice dei prezzi alla produzione industriale e delle materie prime in Canada.
Tra gli appuntamenti con le banche centrali figurano l'indagine della Bce sulle aspettative dei consumatori di giugno, il sondaggio DMP della Bank of England e un intervento del capo economista della BCE Philip Lane. Sul versante societario sono attesi i risultati trimestrali di American Express, NextEra Energy, Verizon Communications, HCA Healthcare e SLB.
ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI
Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:
POSTE ITALIANE. Poste Italiane ha chiuso il primo semestre del 2026 con una crescita dei ricavi e degli utili, confermando gli obiettivi indicati per l’intero esercizio. La conference call con gli analisti è prevista alle 11:00.
THE ITALIAN SEA GROUP, SANLORENZO. The Italian Sea Group starebbe valutando, oltre all’interesse manifestato da Azimut-Benetti per alcuni asset, la creazione di un polo nautico a Carrara con il coinvolgimento di uno o due operatori industriali, tra i quali potrebbe figurare Sanlorenzo, secondo quanto riportato da La Repubblica. Azimut-Benetti avrebbe già sottoscritto un accordo di riservatezza e ottenuto l’accesso ai dati. Il progetto manterrebbe i marchi di The Italian Sea Group, la concessione e la gestione del cantiere e potrebbe essere aperto anche ai fornitori. Interesse sarebbe stato manifestato anche da un gruppo tedesco attivo nella cantieristica navale, che potrebbe prendere in considerazione un’alleanza con un grande gruppo italiano.
STMICROELECTRONICS. STMicroelectronics investirà circa 2,4 miliardi di euro nello stabilimento di Catania tra il 2026 e il 2028 per potenziare la capacità produttiva nel carburo di silicio a 8 pollici. Altri 1,4 miliardi saranno destinati al sito di Agrate Brianza, dove il gruppo punta a raggiungere una produzione di 8.000 wafer alla settimana entro la fine del 2027, ha dichiarato l’amministratore delegato Jean-Marc Chery a La Repubblica.
MARE GROUP. Mare Group ha firmato un accordo vincolante per rilevare l’intero capitale di CTMAVIO per un corrispettivo di 9 milioni di euro. L’operazione prevede il pagamento di 6 milioni in contanti e l’assegnazione di nuove azioni per un valore di 3 milioni. Il perfezionamento dell’acquisizione è atteso entro il 15 novembre ed è subordinato all’autorizzazione prevista dalla normativa Golden Power, secondo quanto comunicato dalla società.
ENI. Il disegno di legge Concorrenza approvato dal governo prevede la creazione di un fondo da 120 milioni di euro per il periodo compreso tra il 2028 e il 2030, destinato ai gestori di impianti di distribuzione di carburante che decidano di convertirli in stazioni di ricarica per veicoli elettrici o in strutture per la produzione di biocarburanti. La misura, illustrata in una nota del ministero dell’Ambiente, riconosce a ciascun titolare un contributo massimo di 60.000 euro, entro il limite del 50% delle spese sostenute.
CALTAGIRONE EDITORE. Il consiglio di amministrazione di Caltagirone Editore si riunisce per esaminare i risultati del primo semestre.
ZUCCHI. Il consiglio di amministrazione di Zucchi è convocato per l’approvazione dei conti semestrali.
A livello internazionale sono da monitorare:
ALPHABET, META PLATFORMS, MICROSOFT, AMAZON. Alphabet, Meta Platforms, Microsoft e Amazon avevano anticipato ad aprile investimenti complessivi fino a 725 miliardi di dollari nel corso dell’anno per sostenere i rispettivi programmi legati all’intelligenza artificiale.
INTEL. Intel ha presentato una previsione sui ricavi del trimestre in corso superiore alle aspettative, segnalando che l’accelerazione degli investimenti nei data center sta contribuendo al rilancio dell’attività del produttore di semiconduttori.
SAP. I ricavi cloud di SAP sono aumentati a un ritmo superiore alle stime degli analisti, grazie al progressivo passaggio dei clienti dalle licenze installate nei propri sistemi alle soluzioni online, in vista della scadenza fissata dalla società per interrompere il supporto ai software precedenti.
VOLKSWAGEN. Volkswagen ha ridotto le previsioni sui ricavi dell’intero esercizio, mentre il calo delle vendite in Cina aumenta la pressione sul piano di riorganizzazione del maggiore costruttore automobilistico europeo portato avanti dall’amministratore delegato Oliver Blume.
ALLIANZ, HSBC. Allianz ha raggiunto un accordo per acquistare da HSBC la divisione assicurativa di Singapore per 2,7 miliardi di dollari di Singapore, equivalenti a circa 2,1 miliardi di dollari statunitensi. L’operazione consentirà al gruppo assicurativo tedesco di rafforzare la propria presenza nel centro finanziario asiatico dopo il precedente tentativo non andato a buon fine.
ADVANCED MICRO DEVICES, NVIDIA. Advanced Micro Devices ha presentato una serie di nuovi prodotti destinati ai data center che, secondo la società, offriranno prestazioni superiori rispetto alle soluzioni della concorrente Nvidia. Il gruppo punta così a conquistare nuove quote nel mercato in forte espansione delle infrastrutture di calcolo per l’intelligenza artificiale.

di Francesco Sicuro














































