STATI UNITI ED EUROPA
L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna in territorio negativo con il future che segna un ribasso del -0,3%. Deboli anche i futures sull’S&P 500 (-0,2%) e quelli sul Nasdaq 100 (-0,3%).
L'inflazione è tornata al centro dell'attenzione dei mercati questa mattina, in un contesto di crescente escalation in Medio Oriente. Le ostilità tra Stati Uniti e Iran non mostrano segnali di attenuazione e gli Houthi hanno dichiarato ieri di aver colpito due petroliere nel Mar Rosso, alimentando i timori di un allargamento del conflitto. Il rialzo del petrolio, salito sui massimi delle ultime sette settimane, ha rafforzato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi di interesse. I future sui Fed Funds attribuiscono ora una probabilità del 36% a un aumento del costo del denaro già nella riunione della prossima settimana. In Europa il mercato prezza complessivamente 48 punti base di ulteriori rialzi della Bce entro la fine dell'anno, oltre ai 25 punti base già decisi il mese scorso, configurando il percorso più restrittivo atteso per la banca centrale negli ultimi mesi.
Le tensioni geopolitiche restano elevate e non emergono indicazioni di un possibile accordo di pace tra Washington e Teheran. Il presidente Donald Trump ha scritto che, qualora l'Iran colpisse una nave nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti `bombarderebbero e distruggerebbero un ponte o una centrale elettrica`. Successivamente ha dichiarato che l'Iran pagherà un prezzo elevato dopo la morte di soldati statunitensi. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto affermando che qualsiasi aggressione contro l'Iran provocherà una risposta `forte e decisiva` e che chiunque sostenga tali azioni sarà considerato un obiettivo legittimo. Durante la notte il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato una nuova serie di attacchi contro obiettivi iraniani, mentre il mercato petrolifero ha subito ulteriori pressioni dopo la notizia dell'attacco degli Houthi contro due petroliere nel Mar Rosso. L'episodio ha riacceso i timori sulle forniture, considerando che l'Arabia Saudita ha reindirizzato le proprie esportazioni di greggio verso il porto di Yanbu, sul Mar Rosso.
I mercati azionari hanno mostrato un andamento differenziato nelle ultime 24 ore. Negli Stati Uniti l'S&P 500 ha terminato la seduta in ribasso del -0,1%. I future di Wall Street hanno proseguito il calo durante la notte dopo la diffusione dei conti trimestrali di Alphabet e Tesla. Alphabet ha superato le attese su utili e ricavi, grazie a una crescita dell'82% su base annua dei ricavi del cloud, pari a 24,8 miliardi di dollari rispetto ai 22,5 miliardi stimati dal mercato. Nonostante ciò il titolo ha perso oltre il -3% nelle contrattazioni after-hours, dopo che la società ha aumentato le previsioni di spesa in conto capitale per il 2026 a un intervallo compreso tra 195 e 205 miliardi di dollari, superiore ai 186 miliardi previsti dal consenso. Tesla ha invece ceduto oltre il -4% dopo aver registrato il primo trimestre con flusso di cassa libero negativo da oltre due anni, penalizzata da un incremento del 47% dei costi operativi, che ha più che compensato il buon andamento delle vendite di automobili. In Europa lo Stoxx 600 ha chiuso la seduta con un progresso del +0,6%.
L'attenzione dei mercati è ora rivolta alla decisione di politica monetaria della Banca centrale europea, attesa alle 14:15 italiane. Il consenso prevede tassi invariati dopo il rialzo deciso nella riunione di giugno. Gli operatori seguiranno soprattutto le indicazioni prospettiche, in un contesto caratterizzato dall'aumento dei prezzi di petrolio e gas e da un mercato che continua a prezzare quasi due ulteriori rialzi dei tassi entro la fine dell'anno. Gli analisti di Deutsche Bank ritengono che la Bce manterrà una comunicazione neutrale durante la conferenza stampa, evitando indicazioni esplicite sul percorso futuro e ribadendo un approccio dipendente dai dati e valutato riunione per riunione. Allo stesso tempo prevedono un tono restrittivo sull'inflazione, coerente con un'elevata probabilità di un nuovo rialzo di 25 punti base a settembre.
ASIA
In Asia prevalgono invece gli acquisti, con il Kospi in rialzo del +4%, l'Hang Seng del +1,3% e il Nikkei del +0,5%. Fanno eccezione i listini della Cina continentale, con il CSI 300 in calo del -0,2% e lo Shanghai Composite in flessione del -0,2%.
Lo yen si è rafforzato temporaneamente dopo che Bloomberg ha riferito che alcuni funzionari della Bank of Japan sarebbero favorevoli a un ritmo di rialzi dei tassi più rapido rispetto a quello previsto dal consenso. Secondo l'indiscrezione, i responsabili della banca centrale sono consapevoli delle aspettative del mercato, che ipotizzano aumenti ogni sei mesi, ma sarebbero aperti a interventi anticipati. L'articolo evidenzia inoltre segnali di inflazione più persistente e ulteriori pressioni sui prezzi dovute all'indebolimento della valuta giapponese. Successivamente lo yen ha ridotto i guadagni e viene scambiato questa mattina a 163,06 contro il dollaro. I rendimenti a breve termine giapponesi hanno continuato a salire, con il biennale in aumento di 2,5 punti base all'1,48%, massimo dal 1995.
Sempre nella regione Asia-Pacifico, il dollaro australiano si è apprezzato nei confronti della valuta statunitense dopo la pubblicazione dei dati sull'occupazione di giugno, che hanno rafforzato le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia entro l'anno. L'occupazione è aumentata di 76.300 unità, ben oltre le 15.000 attese dagli analisti, registrando l'incremento mensile più elevato degli ultimi quattordici mesi.
SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO
Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,99%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 80 punti base.
Nella seduta di ieri i rendimenti del segmento a due anni, sia in Italia sia in Germania, hanno raggiunto i livelli più elevati degli ultimi due anni, risentendo delle pressioni esercitate dal rialzo delle quotazioni del petrolio.
Sul mercato primario, il Tesoro italiano renderà noti oggi i dettagli dell'asta di BTP Short e BTP€i in calendario martedì 28 luglio.
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha affermato che le informazioni disponibili non evidenziano scostamenti tali da modificare il quadro di crescita delineato dal governo nel Documento di finanza pubblica, che prevede per il 2025 un incremento del Pil dello +0,6%. Giorgetti ha inoltre precisato che l'imposta italiana sui pacchetti si aggiungerà a quella prevista dall'Unione europea.
Il ministro si è detto anche `cautamente ottimista` sulla possibilità di una revisione al ribasso del rapporto deficit/Pil per il 2025, attualmente pari al 3,1%. Un valore inferiore alla soglia del 3,0% fissata dalle regole europee consentirebbe all'Italia di uscire già quest'anno dalla procedura per disavanzo eccessivo.
PETROLIO
Le quotazioni del petrolio proseguono il rialzo dopo che i ribelli Houthi sostenuti dall'Iran hanno dichiarato di aver attaccato due petroliere saudite nel Mar Rosso, alimentando un'ulteriore escalation del conflitto in Medio Oriente e accrescendo i timori di nuove interruzioni delle forniture energetiche.
Il Brent è arrivato a guadagnare fino al +2,6%, portandosi in prossimità dei 96 dollari al barile dopo aver chiuso la seduta precedente sui massimi delle ultime sei settimane. Il West Texas Intermediate ha invece superato gli 88 dollari al barile. Gli Houthi hanno affermato di aver lanciato missili e droni contro le due navi, accusandole di aver violato il blocco imposto nell'area e identificandole come Encelia e Layla.
Pochi minuti prima della dichiarazione degli Houthi, la UK Maritime Trade Operations aveva comunicato che una nave era stata colpita da un proiettile a sud-ovest di Al Shuqaiq, sulla costa saudita del Mar Rosso, provocando un incendio a bordo. L'agenzia britannica non aveva reso noto il nome dell'imbarcazione coinvolta.
Dopo l'attacco, la petroliera per prodotti raffinati Encelia ha iniziato a trasmettere lo stato di `not under command`, segnalando la possibile perdita della capacità di manovra a causa dei danni subiti, secondo i dati di tracciamento navale raccolti da Bloomberg. La Layla, una petroliera VLCC destinata al trasporto di greggio, ha invece proseguito la navigazione utilizzando i propri sistemi di propulsione.
Gli attacchi rappresentano i primi raid contro petroliere nel Mar Rosso e aprono un nuovo fronte nel conflitto regionale, che aveva già compromesso il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz dopo la recente recrudescenza delle ostilità. Negli ultimi giorni l'Iran ha colpito diverse imbarcazioni lungo questo passaggio strategico per le esportazioni di greggio provenienti dal Golfo Persico.
L'attacco nel Mar Rosso rappresenta `una grave escalation` del conflitto, ha dichiarato Daniel Hynes, senior commodities strategist di ANZ Group. Secondo Hynes, un'eventuale interruzione di questa rotta aggraverebbe ulteriormente le tensioni già presenti sul mercato petrolifero.
Il Brent ha registrato un rialzo superiore al +30% dall'inizio del mese e alcuni analisti ritengono possibile un ritorno delle quotazioni sopra i 100 dollari al barile entro la fine dell'anno se le ostilità in Medio Oriente dovessero proseguire. Le forze statunitensi hanno condotto il dodicesimo giorno consecutivo di attacchi contro l'Iran, mentre Teheran ha risposto colpendo il Kuwait, che ha subito la parte più consistente delle rappresaglie iraniane.
Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, le forze americane hanno colpito obiettivi militari iraniani, comprese capacità marittime e siti di sorveglianza costiera. Il Centcom ha inoltre riferito che nove navi commerciali sono state reindirizzate e una è stata resa inutilizzabile per impedire l'ingresso o l'uscita delle imbarcazioni dai porti iraniani.
Priyanka Sachdeva, senior market analyst di Phillip Nova, ha spiegato che la tenuta del rialzo del petrolio dipenderà dal fatto che l'attacco nel Mar Rosso resti un episodio isolato oppure provochi interruzioni prolungate della catena di approvvigionamento. L'analista ha aggiunto che, in questo scenario, i rialzisti potrebbero puntare con fiducia a un Brent di 100 dollari al barile.
Washington e Teheran hanno entrambe ridimensionato la prospettiva di negoziati di pace, aumentando il rischio di un prolungamento delle ostilità con possibili ulteriori tensioni sul mercato petrolifero. Il presidente Donald Trump ha minacciato di bombardare ponti e centrali elettriche e ha ribadito le minacce di colpire Pickaxe Mountain, sito ritenuto collegato al programma nucleare iraniano.
All'inizio della settimana i ribelli Houthi avevano minacciato di bloccare il traffico marittimo saudita nel Mar Rosso. Questa rotta è diventata un canale strategico alternativo per le esportazioni dell'Arabia Saudita, consentendo di aggirare lo Stretto di Hormuz e spedire ogni giorno milioni di barili di petrolio verso i mercati internazionali.
ORO
L'oro ha mantenuto i guadagni grazie agli acquisti sulle fasi di debolezza, nonostante l'escalation delle ostilità in Medio Oriente abbia spinto il petrolio sui massimi di diverse settimane, riaccendendo i timori che le pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti possano indurre la Federal Reserve ad aumentare i tassi di interesse.
Il metallo prezioso viene scambiato intorno ai 4.130 dollari l'oncia, dopo aver registrato un rialzo del +3% nelle due sedute precedenti, sostenuto dagli acquisti emersi durante i ribassi. Il movimento si inserisce in un contesto in cui Stati Uniti e Iran hanno indicato di non essere pronti a tornare al tavolo dei negoziati dopo l'intensificarsi degli attacchi.
Sono stati inoltre segnalati attacchi contro petroliere in transito nel Mar Rosso, i primi dall'inizio del conflitto scoppiato alla fine di febbraio, con il rischio di un ulteriore ampliamento delle ostilità. Il Mar Rosso rappresenta una rotta fondamentale, soprattutto per il greggio saudita che non può transitare attraverso lo Stretto di Hormuz. La responsabilità degli attacchi è stata rivendicata dagli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran.
Gli operatori stanno valutando gli effetti del rialzo dei prezzi dell'energia insieme ai segnali di rallentamento dell'economia statunitense, nel tentativo di individuare indicazioni sul prossimo orientamento della Federal Reserve in materia di politica monetaria. Tassi di interesse più elevati rappresentano un fattore sfavorevole per l'oro, che non offre un rendimento. Il mercato resta diviso sulla possibilità che la banca centrale americana decida di aumentare il costo del denaro nella riunione della prossima settimana, mentre l'assenza di indicazioni prospettiche da parte del nuovo presidente Kevin Warsh contribuisce ad alimentare l'incertezza.
Nel corso del conflitto l'oro ha seguito prevalentemente un andamento inverso rispetto ai rendimenti dei Treasury, fino a quando questa settimana è riuscito a mantenersi sopra la soglia dei 4.000 dollari l'oncia, livello che alcuni operatori considerano un importante supporto tecnico. Nonostante il recente recupero, il metallo prezioso resta in calo di circa un quinto rispetto ai livelli registrati dopo l'avvio, a fine febbraio, degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, successivi a un lungo mercato rialzista che aveva portato l'oro a un massimo storico vicino ai 5.600 dollari l'oncia nel mese precedente.
Il recente recupero dell'oro è stato definito `insolito` da Bart Melek, responsabile globale della strategia sulle materie prime di TD Securities, alla luce del forte rialzo dei prezzi dell'energia seguito all'ultima escalation in Medio Oriente. Secondo Melek, il movimento non riflette un'aggressiva crescita delle posizioni lunghe, ma è stato alimentato soprattutto dalla chiusura di posizioni corte e dagli acquisti sui ribassi, dopo che i principali livelli di supporto tecnico hanno retto durante la precedente fase di vendite.
Melek ritiene che il contesto caratterizzato da tassi di interesse più elevati possa riportare l'oro verso un'area di supporto intorno a 3.900 dollari l'oncia. L'analista ha aggiunto che il metallo prezioso potrebbe incontrare una resistenza significativa in prossimità dei 4.200 dollari l'oncia.
DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO
La giornata si apre con la diffusione in Francia degli indici di fiducia dell'Insee relativi a luglio. Alle 8:45 sono attesi l'indice di fiducia delle imprese manifatturiere, previsto a 101,0, e l'indice generale di fiducia delle imprese, atteso a 95,0.
Nel pomeriggio, alle 14:30, dagli Stati Uniti arriveranno le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, per le quali il consenso degli analisti indica 212.000 domande, insieme all'indice sull'attività nazionale della Federal Reserve di Chicago relativo al mese di giugno.
Alle 16:00 sarà invece pubblicato il dato flash di luglio sulla fiducia dei consumatori dell'Eurozona, atteso a -17,0.
L'appuntamento principale della giornata resta il Consiglio direttivo della Banca centrale europea a Francoforte. La decisione sui tassi di interesse sarà annunciata alle 14:15, seguita alle 14:45 dalla conferenza stampa della presidente Christine Lagarde, dalla quale i mercati attendono indicazioni sulle prospettive della politica monetaria nei prossimi mesi.
ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI
Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:
MONCLER. Moncler ha archiviato il primo semestre con ricavi pari a 1,29 miliardi di euro, in aumento del +9,0% a cambi costanti, sostenuti dalla solidità del canale retail diretto e dalla forte crescita registrata in Asia. L'Ebit si è attestato a 245,4 milioni di euro, con un margine del 19,0%, mentre l'utile netto è salito a 164,7 milioni di euro dai 153,5 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.
SAIPEM. La Commissione europea ha avviato un'indagine approfondita sull'operazione di fusione con la società norvegese Subsea7, ritenendo che la combinazione possa determinare un aumento dei prezzi e una riduzione dell'innovazione nel settore.
LEONARDO. L'amministratore delegato Lorenzo Mariani ha dichiarato che l'eventuale ingresso di un nuovo Paese nel programma Gcap per lo sviluppo del caccia di nuova generazione, che coinvolge già Regno Unito, Italia e Giappone, dovrebbe avvenire preferibilmente entro la fine del 2026 o, al più tardi, nei prossimi dodici mesi.
BFF. BFF ha reso noto che la Banca d'Italia ha ridotto i requisiti patrimoniali MREL. Il requisito MREL TREA scende al 19,67% dal precedente 20,0%, mentre il requisito MREL LRE passa al 5,33% dal precedente 5,40%.
A livello internazionale sono da monitorare:
ALPHABET. Alphabet prevede ora investimenti in conto capitale fino a 205 miliardi di dollari nel corso dell'anno, un livello superiore alle precedenti indicazioni della società e ben oltre le attese di Wall Street. Il management ha spiegato agli analisti che l'incremento della spesa è destinato ad accelerare lo sviluppo della capacità di calcolo per l'intelligenza artificiale, in risposta alla forte crescita della domanda.
NOKIA, UNICREDIT, STMICROELECTRONICS, BNP PARIBAS, NESTLÉ, ROCHE. Nokia ha riportato un utile superiore alle attese del mercato. UniCredit ha pubblicato un utile migliore delle previsioni degli analisti. STMicroelectronics ha indicato una crescita dei ricavi nel trimestre in corso. BNP Paribas ha registrato ricavi e utile superiori al consenso. Nestlé ha comunicato che le vendite organiche del primo semestre sono aumentate del +3,6%, oltre la crescita del +3,51% prevista dagli analisti. Roche ha diffuso risultati che evidenziano una ripresa del farmaco Vabysmo più lenta rispetto alle aspettative.
HYUNDAI MOTOR. Le immatricolazioni di automobili in Europa sono aumentate nel mese di giugno, sostenute soprattutto dalla crescita delle vendite di veicoli completamente elettrici, offrendo un sollievo ai costruttori europei alle prese con l'aumento dei costi e con la concorrenza dei produttori cinesi. Hyundai Motor ha invece riportato un utile del secondo trimestre inferiore alle attese degli analisti, penalizzato dal calo delle vendite globali al dettaglio.
TEXAS INSTRUMENTS. Texas Instruments, il maggiore produttore di chip analogici e processori embedded, ha diffuso una previsione di ricavi superiore alle stime del mercato, senza però convincere gli investitori, che avevano già sostenuto il titolo con forti acquisti nel corso dell'anno.
SOUTHWEST AIRLINES. Southwest Airlines ha presentato una previsione per l'intero esercizio superiore alle aspettative degli analisti.
SEMIGHT INSTRUMENTS. Semight Instruments sta valutando una seconda quotazione alla Borsa di Hong Kong, secondo fonti vicine al dossier, dopo che il titolo del produttore cinese di strumenti di test per semiconduttori ha registrato un rialzo di circa il +2.200,0% dal debutto in Borsa avvenuto ad aprile.

di Francesco Sicuro












































