Inflazione italiana: Istat conferma il rallentamento al +3,0% a giugno
L'Istat ha diffuso ieri i dati definitivi sui prezzi al consumo di giugno 2026: l'indice nazionale NIC registra una variazione congiunturale nulla e un aumento tendenziale del +3,0% annuo, in calo dal +3,2% di maggio, confermando la stima preliminare. Il lieve rallentamento riflette la frenata degli alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,4%), dei servizi ricreativi e dei servizi di trasporto. In accelerazione, invece, i prezzi degli energetici, sia regolamentati (da +5,6% a +9,2%) sia non regolamentati (da +12,5% a +13,3%).
Il tasso di variazione del cosiddetto carrello della spesa scende da +1,9% a +1,3%, mentre l'inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, si riduce lievemente da +1,7% a +1,6%. L'inflazione acquisita per il 2026 si mantiene al +2,6% per l'indice generale e sale all'1,7% per la componente di fondo. Il dato conferma una traiettoria di graduale disinflazione, ma la persistente accelerazione dei prezzi energetici resta un fattore di rischio per le prospettive di politica monetaria.
Fonti: Istat, ANSA, Borsa Italiana/Teleborsa, Adnkronos
Selloff dei chip: oltre 1.300 miliardi bruciati, il Philadelphia Semiconductor Index cede il 10,8%
Il settore dei semiconduttori ha vissuto una delle correzioni più violente degli ultimi anni: da inizio luglio il Philadelphia Semiconductor Index (SOX) ha ceduto oltre il 10,8%, mentre il VanEck Semiconductor ETF ha perso circa il 13% in dieci sedute. I capitali bruciati a livello globale hanno superato i 1.300 miliardi di dollari. Tra i singoli titoli, Intel ha perso il 21% in sette sedute di scambio, Micron è arretrata del 17% dai massimi, mentre SK Hynix ha subito lunedì 13 luglio la peggiore perdita giornaliera della sua storia, con un crollo superiore al 15% in Corea del Sud.
Il sell-off non è stato innescato da un deterioramento dei fondamentali — gli utili del settore rimangono robusti — ma da una rivalutazione delle valutazioni, dopo che le azioni dei chipmaker avevano guadagnato in media il 65% nel solo primo semestre 2026. A pesare sulla psicologia del mercato il piano di Meta di affittare la propria capacità computazionale in eccesso, i ritardi di Intel sul processo produttivo 18A e l'orientamento più restrittivo della Federal Reserve guidata da Kevin Warsh. La correzione si è rapidamente propagata dalle Borse asiatiche a quelle europee e agli indici americani, con rotazione verso titoli finanziari e difensivi.
Fonti: Reuters via elettronicanews.it, TruthandNews, Intellectia AI, Yahoo Finance Italia, Borsa Italiana/Teleborsa
Poste Italiane-TIM: Consob approva il documento d''offerta, OPAS al via il 20 luglio
Poste Italiane ha comunicato che la Consob ha approvato il documento di offerta relativo all'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) totalitaria e volontaria promossa sulle azioni ordinarie di Telecom Italia (TIM). Si tratta di un'operazione dal valore complessivo di circa 10,8 miliardi di euro: Poste, già primo azionista di TIM con il 27%, punta al controllo totale del gruppo. Il periodo di adesione avrà inizio alle ore 8:30 del 20 luglio 2026 e si chiuderà alle ore 17:30 dell'11 settembre 2026, per un totale di 40 giorni di Borsa aperta.
Il corrispettivo per ciascuna azione TIM portata in adesione prevede una componente in denaro pari a 1,67 euro e una componente in azioni, rappresentata da 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione. Il pagamento è previsto per il 18 settembre 2026, salvo proroghe autorizzate dalla Consob. Qualora si verifichino le condizioni regolamentari, potrà essere disposta una riapertura dei termini di adesione dal 21 al 25 settembre, con regolamento il 2 ottobre. L'approvazione della Consob arriva dopo che nei mesi scorsi Poste aveva già ottenuto il via libera dell'Antitrust e della Banca d'Italia.
Fonti: Il Sole 24 Ore, Sky TG24, Il Post, QuiFinanza, ANSA, comunicato ufficiale Poste Italiane
Debito pubblico italiano: nuovo record storico a 3.181,1 miliardi a maggio
La Banca d'Italia ha comunicato che a maggio 2026 il debito delle amministrazioni pubbliche è salito di 26,6 miliardi rispetto ad aprile, raggiungendo il nuovo massimo storico di 3.181,1 miliardi di euro. Secondo l'istituto centrale, «l'incremento riflette il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (13,4 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (9,5 miliardi, a 51,9), nonché l'effetto degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio (3,6 miliardi)».
L'intera variazione è ascrivibile alle amministrazioni centrali, mentre la vita media residua del debito si è mantenuta stabile a 7,9 anni. La quota detenuta dalla Banca d'Italia ha continuato a scendere, collocandosi al 17,2% (da 17,3%), mentre la quota detenuta da investitori non residenti è salita al 35,7%. Il target di fine anno indicato nel Documento di finanza pubblica è fissato a 3.206 miliardi: con le proiezioni sui dati di giugno, c'è il rischio concreto che il debito superi per la prima volta la soglia dei 3.200 miliardi già nel mese in corso.
Fonti: Banca d'Italia, ANSA, Economy Magazine, Padovanews, Informatore.info

di Luca Ferrari














































