STATI UNITI ED EUROPA
L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna in territorio positivo con il future che segna un rialzo del +0,3%. Sulla stessa scia anche i futures sull’S&P 500 (+0,3%) e quelli sul Nasdaq 100 (+0,8%). La giornata si preannuncia caratterizzata da scambi contenuti, complice la chiusura di Wall Street per la festività dell'Independence Day negli Stati Uniti, che ridurrà la liquidità sui mercati internazionali.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, l'amministrazione del presidente Donald Trump e i suoi alleati starebbero valutando nuove iniziative per modificare gli equilibri all'interno della Fed, attraverso la sostituzione o la rimozione di alcuni esponenti chiave dell'istituto centrale. Nonostante la recente decisione della Corte Suprema che ha consentito alla governatrice Lisa Cook di rimanere in carica, proseguirebbero i tentativi di contestarne la posizione facendo leva su aspetti procedurali. Anche l'ex presidente della Fed Jerome Powell sarebbe oggetto di crescente attenzione politica e legale, circostanza che potrebbe aprire la strada a un suo eventuale allontanamento.
Parallelamente, l'amministrazione statunitense starebbe cercando di influenzare la banca centrale anche attraverso le prossime nomine, tra cui quella del presidente della Fed di Atlanta, incarico considerato strategico per il peso esercitato nelle analisi economiche e nelle future decisioni di politica monetaria.
La seduta precedente si è conclusa con un andamento complessivamente positivo sui mercati, favorito da un rapporto sull'occupazione statunitense inferiore alle attese che ha rafforzato le aspettative di una Fed meno aggressiva nel corso dell'anno. Questo contesto ha sostenuto un ampio recupero dei mercati azionari, con lo Stoxx 600 in progresso del +1,4% e il Dax in rialzo del +2,2%, entrambi su nuovi massimi storici. In Germania il clima è stato ulteriormente favorito dall'annuncio di un nuovo pacchetto di riforme economiche. L'unica eccezione è arrivata ancora una volta dal comparto dei semiconduttori, che ha continuato a registrare forti vendite. Lo S&P 500 ha così chiuso praticamente invariato.
Il rapporto sull'occupazione statunitense ha soddisfatto le aspettative degli investitori sotto diversi aspetti. A giugno l'economia americana ha creato 57.000 nuovi posti di lavoro e il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2%, il livello più basso degli ultimi dodici mesi. Il dato conferma una crescita ancora positiva dell'occupazione e sostiene le prospettive economiche di breve periodo. Allo stesso tempo, il numero dei nuovi occupati è risultato inferiore alle attese degli analisti, ferme a 113.000 unità. Le revisioni al ribasso dei dati di aprile e maggio, pari complessivamente a 74.000 posti di lavoro, hanno inoltre ridotto la media trimestrale delle nuove assunzioni a 111.000 unità, rafforzando la percezione di un graduale rallentamento del mercato del lavoro.
Alla luce di questi dati sono ulteriormente diminuite le aspettative di un rialzo dei tassi nella riunione della Fed di luglio. Dopo le dichiarazioni del presidente Kevin Warsh al Forum della Bce di Sintra, secondo cui i rischi legati all'inflazione si sono ridotti, la probabilità implicita di una stretta monetaria era già scesa dal 34% al 27%. Dopo il rapporto sull'occupazione la stessa probabilità è diminuita fino al 18%. Anche le aspettative per la fine dell'anno si sono ridotte, con il mercato che prezza ora soltanto 30 punti base di rialzi entro dicembre, il livello più basso dall'ultima riunione della Fed di alcune settimane fa.
Anche nell'Eurozona gli investitori hanno ulteriormente ridimensionato le aspettative di nuovi rialzi dei tassi da parte della Bce. La probabilità di una stretta entro settembre è scesa sotto il 50%, mentre quella di un intervento entro dicembre è diminuita al 70%. A contribuire è stato anche il calo delle quotazioni del petrolio durante la seduta europea. In un'intervista, la presidente della Bce Christine Lagarde ha ribadito di essere convinta della correttezza della decisione assunta a giugno, aggiungendo che gli effetti di secondo livello sull'inflazione non si sono ancora manifestati.
Secondo Bloomberg, diversi Paesi europei avrebbero accettato l'ipotesi che le navi in transito nello Stretto di Hormuz debbano versare tariffe a favore dell'Iran e dell'Oman. Le modalità di applicazione di queste misure restano ancora incerte, ma la prospettiva conferma che il passaggio strategico potrebbe non tornare alle condizioni precedenti allo scoppio del conflitto.
In Germania il governo ha annunciato un ampio pacchetto di riforme che comprende alleggerimenti fiscali, interventi sul sistema pensionistico e misure di semplificazione amministrativa. Secondo gli economisti di Deutsche Bank il piano dimostra la capacità dei partiti della coalizione di trovare un compromesso. L'obiettivo indicato dall'esecutivo è completare l'attuazione delle riforme entro la fine dell'anno, una prospettiva che potrebbe sostenere la fiducia e favorire un rafforzamento della crescita economica nella seconda parte dell'anno.
ASIA
I mercati asiatici mostrano segnali di recupero dopo la debolezza delle ultime sedute, sostenuti soprattutto dal rimbalzo del comparto tecnologico. Il Kospi avanza del +4,6%, trainato da Samsung Electronics, che guadagna il +8,2% dopo indiscrezioni secondo cui Anthropic PBC sarebbe in trattative con il gruppo sudcoreano per sviluppare un chip dedicato all'intelligenza artificiale. In rialzo anche i listini cinesi, con il CSI 300 in progresso del +1,2% dopo due sedute consecutive di ribasso, mentre lo Shanghai Composite sale del +0,7%. L'Hang Seng guadagna il +1,6%, portando il rialzo settimanale intorno al +4,0%. In Australia l'S&P/ASX 200 cresce del +1,4%, sostenuto da dati migliori delle attese sull'attività del settore dei servizi.
I dati macro diffusi in mattinata mostrano che il settore dei servizi cinese ha registrato a giugno una crescita superiore alle attese, sostenuta dalla solidità della domanda sia domestica sia internazionale. Il RatingDog Services PMI è sceso marginalmente a 54,1 dai 54,4 di maggio, mantenendosi comunque al di sopra delle attese ferme a 53,0. L'indagine evidenzia un ulteriore aumento dei nuovi ordinativi, alimentato sia dalla domanda interna sia da quella estera, con le esportazioni di servizi che hanno registrato il ritmo di crescita più elevato dall'ottobre 2024. In Australia, l'indice S&P Global Services PMI è salito a 50,5 dai 48,7 del mese precedente, segnalando un moderato recupero dell'attività.
SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO
Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,69%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 77 punti base.
Nella seduta di ieri i rendimenti dei titoli di Stato dell'area euro hanno registrato un moderato rialzo, pur restando vicini ai minimi toccati nel corso della settimana. A sostenere il comparto continua a essere l'aspettativa degli investitori che la Bce non adotterà un approccio particolarmente aggressivo con ulteriori rialzi dei tassi d'interesse nella seconda parte dell'anno.
PETROLIO
Le quotazioni del petrolio si mantengono sostanzialmente stabili in una seduta caratterizzata da volumi ridotti, mentre continua ad aumentare il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, contribuendo a rafforzare l'offerta di greggio nel breve termine. Intanto proseguono i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il Brent tratta in area 72 dollari al barile dopo le oscillazioni registrate nella seduta precedente, mentre il West Texas Intermediate si mantiene intorno ai 69 dollari al barile. Per gran parte della settimana lo spread tra le scadenze più vicine del Brent è rimasto in contango, una configurazione che segnala un eccesso di offerta. Le esportazioni di greggio dell'Arabia Saudita hanno raggiunto circa il 90% dei livelli precedenti al conflitto, grazie al crescente numero di petroliere che riesce ad attraversare il passaggio strategico.
Nel corso di un'intervista rilasciata a CNBC, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i negoziati con l'Iran sono ancora in corso e che Teheran avrebbe accettato quasi tutte le condizioni richieste da Washington. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza delle trattative, i diplomatici avrebbero proposto lo sblocco di miliardi di dollari di fondi iraniani detenuti all'estero in cambio della rinuncia da parte di Teheran alle proprie rivendicazioni sul controllo dello Stretto di Hormuz e sull'introduzione di pedaggi per il transito delle navi. L'Iran, secondo le stesse fonti, non avrebbe però modificato la propria posizione.
Il Brent si avvia così a chiudere la settimana sostanzialmente invariato, dopo aver cancellato integralmente i rialzi accumulati durante il conflitto grazie ai progressi emersi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Qatar, finalizzati a trasformare la tregua provvisoria di 60 giorni in un accordo di pace duraturo. I flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo fondamentale tra i produttori del Golfo Persico e i mercati internazionali, continuano a normalizzarsi. Il recupero delle esportazioni saudite segue un andamento simile a quello registrato dagli Emirati Arabi Uniti, mentre cresce anche il volume di greggio iraniano accumulato in mare.
Secondo gli analisti di Citigroup, i fondamentali del mercato stanno rapidamente tornando al centro dell'attenzione con l'attenuarsi delle interruzioni nello Stretto di Hormuz e la progressiva normalizzazione dei flussi marittimi. Gli esperti continuano a raccomandare di sfruttare eventuali rialzi estivi per ridurre l'esposizione e prevedono che il Brent possa scendere in un intervallo compreso tra 60 e 65 dollari al barile entro la fine dell'anno.
Gli stessi analisti sottolineano che il negoziato tra Stati Uniti e Iran resta comunque fragile e che rimangono aperte le divergenze sull'amministrazione dello Stretto di Hormuz e sui possibili pedaggi di transito. Tra i principali nodi irrisolti figurano anche il programma nucleare iraniano e la cessazione delle ostilità in Libano, temi destinati a rendere più complesso il raggiungimento di un accordo definitivo. Secondo alcune fonti, diversi Paesi europei ritengono ormai inevitabile l'introduzione di tariffe per l'attraversamento dello Stretto di Hormuz, con le navi che potrebbero essere chiamate a versare pagamenti sia all'Iran sia all'Oman.
Le recenti flessioni del Brent hanno inoltre spinto l'indice di forza relativa (RSI) a 14 giorni al di sotto della soglia di 30, livello generalmente considerato indicativo di un mercato in ipervenduto. Anche gli scambi restano contenuti: entro la metà della giornata a Singapore erano stati negoziati meno di 24.000 contratti futures, un volume inferiore alla media. L'attività sul mercato statunitense è destinata a rimanere limitata anche per effetto della festività dell'Independence Day.
ORO
Le quotazioni dell'oro estendono il recupero per la seconda seduta consecutiva dopo la pubblicazione di dati sul mercato del lavoro statunitense più deboli delle attese, che hanno ridotto le aspettative di un rialzo dei tassi d'interesse da parte della Fed nel corso dell'anno. Il metallo prezioso arriva a guadagnare fino al +1,8%, portandosi in area 4.195 dollari l'oncia, dopo il rialzo del +2,3% registrato nella seduta precedente, il più marcato delle ultime tre settimane. I dati diffusi ieri hanno evidenziato un netto rallentamento delle assunzioni negli Stati Uniti nel mese di giugno, segnalando che il mercato del lavoro continua a mostrare elementi di debolezza nonostante i segnali di tenuta osservati nei mesi precedenti.
Il rallentamento dell'occupazione riduce la pressione sulla Fed in vista della riunione di luglio, attenuando la necessità di ulteriori rialzi dei tassi. La prospettiva di un costo del denaro più elevato rappresenta infatti un fattore sfavorevole per l'oro, che non offre rendimenti periodici. Gli investitori hanno così rivisto al ribasso le aspettative di una stretta monetaria, con il mercato degli swap che attribuisce ora una probabilità di appena il 18% a un rialzo dei tassi nella prossima riunione della banca centrale, rispetto a circa un terzo all'inizio della settimana.
A sostenere il metallo prezioso contribuisce anche il calo delle quotazioni del petrolio, uno dei principali fattori che negli ultimi mesi ha alimentato le pressioni inflazionistiche. I prezzi del greggio sono tornati su livelli vicini a quelli precedenti al conflitto grazie al progressivo aumento del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. Le quotazioni hanno continuato a indebolirsi nel corso della settimana dopo i progressi emersi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Qatar, finalizzati a trasformare la tregua temporanea di 60 giorni in un accordo di pace duraturo.
Secondo Bart Melek di TD Securities, il calo dei prezzi dell'energia e il rallentamento della crescita dell'occupazione indicano che le pressioni inflazionistiche potrebbero attenuarsi nei prossimi mesi. L'analista osserva che la riduzione delle aspettative di un rialzo dei tassi avrebbe spinto molti operatori a ricoprire le posizioni corte aperte in precedenza sull'oro, riducendo anche gli incentivi a liquidare le posizioni lunghe, fattore che contribuirebbe a spiegare il recente recupero delle quotazioni.
Melek ritiene che l'oro possa estendere il rialzo fino all'area di 4.280 dollari l'oncia, individuata come principale livello di resistenza. TD Securities continua invece a prevedere il raggiungimento del proprio obiettivo di 5.300 dollari l'oncia soltanto nel corso del prossimo anno, considerando che le pressioni inflazionistiche restano ancora presenti.
Sul mercato continua inoltre a pesare il dibattito sull'indipendenza della Fed. Il tentativo del presidente Donald Trump di modificare la composizione dell'istituto centrale ha riacceso le preoccupazioni degli investitori, alimentando nuovamente il cosiddetto debasement trade, strategia che aveva contribuito a spingere l'oro sui massimi storici raggiunti nel mese di gennaio. Secondo fonti a conoscenza della situazione, Trump e i suoi alleati starebbero valutando diverse opzioni per rimuovere alcuni membri del Consiglio dei governatori della Fed e creare spazio per nuove nomine vicine all'amministrazione.
Nel corso di un'intervista rilasciata ieri a CNBC, Donald Trump ha inoltre ribadito l'intenzione di proseguire nel tentativo di ottenere la rimozione della governatrice della Fed Lisa Cook, nonostante la recente decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti che le ha consentito di mantenere il proprio incarico durante il procedimento legale avviato contro il tentativo dell'amministrazione di destituirla.
DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO
La giornata europea sarà dominata dalle letture finali di giugno degli indici Pmi servizi e compositi, in uscita tra le 9:45 e le 10:00 per le principali economie dell'Eurozona. Il quadro atteso resta debole, con Germania, Francia e area euro ancora sotto la soglia dei 50 punti, segnale di contrazione dell'attività. In Germania il Pmi servizi è previsto a 46,8 e il composito a 48,0, mentre in Francia le attese indicano rispettivamente 47,4 e 47,6. Per l'intera area euro il consenso stima il terziario a 48,9 e il composito a 49,5.
L’Italia e la Spagna rappresentano le principali eccezioni. Il Pmi servizi italiano è atteso a 50,5, in recupero dal 49,4 di maggio e di nuovo in territorio di espansione, mentre quello spagnolo è previsto a 50,9. Letture inferiori alle attese potrebbero rafforzare l'ipotesi di una pausa prolungata da parte della Bce, contribuendo ad allentare la pressione sui rendimenti dei Paesi periferici.
In agenda figurano inoltre gli interventi della presidente della Bce Christine Lagarde, dei membri del Consiglio direttivo Joachim Nagel e Gabriel Makhlouf, oltre a quello del governatore della Bank of England Andrew Bailey.
ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI
Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:
PIRELLI. Gli imprenditori cechi Michal Strnad e Pavel Tykac starebbero valutando l'acquisto di una parte della partecipazione detenuta in Pirelli dal gruppo cinese Sinochem. L'indiscrezione è riportata dal Corriere della Sera, che cita diverse fonti a conoscenza del dossier.
SAIPEM. L'autorità australiana garante della concorrenza (ACCC) ha deciso di avviare la seconda fase dell'istruttoria sulla fusione tra Saipem e Subsea7. L'authority intende approfondire i possibili effetti dell'operazione sulla concorrenza nel mercato domestico dei progetti offshore legati al petrolio e al gas.
UNICREDIT. Si conclude oggi a mezzanotte il periodo supplementare di adesione all'offerta pubblica di scambio lanciata su Commerzbank. I risultati definitivi saranno resi noti mercoledì prossimo. Nella prima finestra, terminata il 16 giugno, avevano aderito azionisti rappresentativi del 12,5% del capitale della banca tedesca, secondo i dati ufficiali.
STELLANTIS. Nel secondo trimestre le vendite di veicoli leggeri del marchio Fiat-Chrysler negli Stati Uniti sono aumentate del +5,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, sulla base dei documenti societari e delle elaborazioni di Reuters.
RECORDATI. La Consob ha riattivato i termini istruttori per l'approvazione del documento relativo all'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Respighi BidCo, veicolo controllato da CVC e GBL. La nuova scadenza dell'istruttoria è fissata al 10 luglio, dopo la precedente sospensione decisa dall'autorità di vigilanza.
RAI WAY. Il consiglio di amministrazione ha preso atto della scadenza del memorandum d'intesa sottoscritto tra Rai, F2i e MFE senza che fosse raggiunta una base condivisa per proseguire il progetto di fusione con EI Towers. La società ha ribadito di restare pienamente concentrata sull'attuazione del piano industriale 2024-2027.
TINEXTA. Zinc BidCo, il veicolo partecipato da Advent e Nextalia, sulla base delle adesioni raccolte arriverà a detenere una quota superiore al 90% del capitale. Questo consentirà di esercitare il diritto di acquisto sulle azioni residue e di procedere al delisting della società.
H-FARM. Si è concluso l'aumento di capitale con sottoscrizioni pari all'87,71% dell'offerta, per un controvalore complessivo di 6,96 milioni di euro. I diritti di opzione rimasti inoptati saranno messi in vendita nelle sedute del 6 e del 7 luglio, salvo chiusura anticipata dell'operazione.
BORGOSESIA. Il consiglio di amministrazione ha approvato il comunicato relativo all'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Alba Srl, giudicando finanziariamente congruo il corrispettivo di 0,710 euro per azione.
A livello internazionale sono da monitorare:
TESLA. Le consegne di veicoli della società hanno superato con ampio margine le modeste aspettative formulate da Wall Street. I titoli dei principali fornitori cinesi della casa automobilistica hanno registrato un rialzo dopo che le consegne di Tesla in Cina sono aumentate del +24% su base annua nel mese di giugno.
SOFTBANK. Il gruppo giapponese e la propria divisione telecomunicazioni avvieranno dal prossimo esercizio fiscale il noleggio di risorse di calcolo dedicate all'intelligenza artificiale a clienti aziendali negli Stati Uniti.
RIVIAN. La casa automobilistica specializzata in veicoli elettrici ha rivisto al rialzo le previsioni di vendita per l'intero esercizio, un segnale incoraggiante mentre iniziano le consegne del nuovo Suv a prezzo più contenuto, considerato strategico per le prospettive della società.
ADANI ENTERPRISES. La società punta a raccogliere fino a 100 miliardi di rupie, pari a circa 1 miliardo di dollari, attraverso un collocamento di azioni destinato agli investitori istituzionali.

di Francesco Sicuro















































