STATI UNITI ED EUROPA
L’Euro Stoxx 50 dovrebbe aprire la seduta odierna poco distante dalla parità con il future che segna un ribasso del -0,1%. Poco mossi anche i futures sull’S&P 500 (-0,3%) e quelli sul Nasdaq 100 (-0,3%).
Con l'inizio del nuovo trimestre prende forma anche il bilancio dell'andamento dei mercati nel secondo trimestre e nella prima metà dell'anno. L'evento che ha inciso maggiormente è stato l'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran, che ha provocato un crollo del -38,4% delle quotazioni del Brent, segnando la peggiore performance trimestrale dall'inizio della pandemia nel primo trimestre del 2020. Il ridimensionamento dei timori di stagflazione ha sostenuto sia il comparto obbligazionario sia quello azionario. L'S&P 500 ha archiviato il miglior trimestre dal rimbalzo successivo alla pandemia nel secondo trimestre del 2020, con un rendimento complessivo del +15,2%. Ancora più marcata la performance del settore dei semiconduttori, con il Philadelphia Semiconductor Index in rialzo del +88%, il miglior trimestre dalla nascita dell'indice nei primi anni Novanta.
La chiusura del secondo trimestre ha confermato il buon momento degli asset più rischiosi. L'S&P 500 ha guadagnato ieri il +0,8%, mettendo a segno la seconda seduta consecutiva di rialzo. A trainare il listino è stato soprattutto il recupero dei titoli tecnologici. Le Magnificent 7 hanno registrato un progresso del +1,3% per la terza giornata consecutiva, mentre il Philadelphia Semiconductor Index ha aggiunto un ulteriore +3,9%. Le Borse europee hanno chiuso in rialzo ieri, con lo Stoxx 600 in progresso del +0,9% e su un nuovo massimo storico. In positivo anche il Dax (+1,5%), il Cac 40 (+0,4%) e il Ftse Mib (+1%).
Ci sono stati colloqui positivi tra funzionari statunitensi e i leader del Consiglio di Cooperazione del Golfo durante gli incontri di ieri in Qatar. Nella notte il Wall Street Journal ha scritto che il presidente Donald Trump è stato aggiornato sulle possibili opzioni militari, scegliendo però di proseguire lungo la strada negoziale. Secondo il quotidiano, Trump avrebbe comunicato ai propri collaboratori di essere favorevole a continuare i colloqui anche oltre la scadenza inizialmente fissata per il 18 agosto. L'orientamento della Casa Bianca resta quindi improntato alla prosecuzione del dialogo, evitando una ripresa delle operazioni militari e nuovi rialzi dei prezzi dell'energia in vista delle elezioni di metà mandato.
L'attenzione degli operatori si è concentrata soprattutto sulla solidità del mercato del lavoro e sulle dichiarazioni della presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack. Intervistata da CNBC, Hammack ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero avere bisogno di tassi d'interesse più elevati per riportare l'inflazione al target del 2% e, rispondendo a una domanda sulla riunione di luglio, ha dichiarato di mantenere aperta ogni opzione. Le sue parole hanno alimentato le aspettative di una stretta monetaria già tra quattro settimane, portando la probabilità implicita di un rialzo a luglio al 34%, rispetto al 32% della seduta precedente.
Le rilevazioni hanno rafforzato le aspettative di un dato sull'inflazione dell'Eurozona più contenuto e hanno spinto gli investitori a ridurre ulteriormente le attese di nuovi rialzi della Bce. Alla chiusura della seduta il mercato prezzava appena 23 punti base di aumenti entro dicembre, in calo rispetto ai 27 punti base del giorno precedente. Nel Regno Unito il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, ha avvertito che l'inflazione potrebbe tornare ad accelerare nella seconda parte dell'anno.
Il Forum annuale della Bce di Sintra entra oggi nella sua fase conclusiva con l'appuntamento più atteso dell'intero simposio. Al centro della giornata ci sarà il panel dedicato alla politica monetaria, che riunirà i principali governatori delle banche centrali: Christine Lagarde per la Bce, Andrew Bailey per la Bank of England, Tiff Macklem per la Bank of Canada e Kevin Warsh per la Fed. Per Warsh si tratta della prima grande uscita internazionale da presidente della banca centrale statunitense e gli investitori seguiranno con particolare attenzione le sue indicazioni sulle prospettive dei tassi d'interesse negli Stati Uniti.
ASIA
L'avvio della seconda metà dell'anno presenta un quadro contrastato sui mercati asiatici. Il Kospi perde il -0,7%, interrompendo una delle migliori performance trimestrali degli ultimi anni. Di segno opposto il Giappone e la Cina, sostenuti dal miglioramento dell'attività manifatturiera. Il Nikkei sale del +0,6%, il CSI 300 avanza del +0,4% e lo Shanghai Composite guadagna il +1,1%, mentre la Borsa di Hong Kong resta chiusa per festività.
In Asia l'attenzione resta concentrata su Giappone e Cina, da cui arrivano indicazioni incoraggianti per il comparto manifatturiero. In Giappone la lettura definitiva del PMI manifatturiero di giugno si attesta a 54,8, appena al di sotto della stima preliminare, confermando comunque il miglior trimestre per il settore dall'inizio del 2014. A rafforzare il quadro contribuisce anche l'indagine Tankan della Banca del Giappone: l'indice sulla fiducia delle grandi imprese manifatturiere sale a 22, ben oltre le attese di 16 e sui livelli più elevati degli ultimi otto anni, mentre quello relativo alle grandi aziende non manifatturiere raggiunge quota 37, superando il consenso di 35. L'aumento delle aspettative di inflazione da parte delle imprese alimenta inoltre le ipotesi di una nuova stretta monetaria da parte della Banca del Giappone nei prossimi mesi.
Anche dalla Cina arrivano segnali di tenuta dell'attività economica. A giugno il settore manifatturiero si espande per il settimo mese consecutivo, sostenuto dal continuo aumento della produzione e dei nuovi ordinativi. L'indice PMI elaborato da S&P Global e RatingDog si attesta a 51,7 punti, in lieve calo rispetto ai 51,8 di maggio ma superiore alle attese degli analisti, ferme a 51,6. La media del secondo trimestre raggiunge così 51,9 punti, il livello più elevato dalla fine del 2020.
Dalla Corea del Sud arrivano segnali di forte dinamismo dell'export. A giugno le esportazioni sono aumentate del +70,9% su base annua, dopo il +53,4% di maggio e ben oltre le aspettative del mercato. Il risultato è stato sostenuto soprattutto dalla domanda di semiconduttori alimentata dagli investimenti globali nell'intelligenza artificiale, rafforzando l'orientamento restrittivo della Bank of Korea in vista della riunione del 16 luglio. L'attività manifatturiera ha continuato a espandersi per il settimo mese consecutivo, pur mostrando un ritmo di crescita leggermente più contenuto a causa di una domanda estera meno dinamica.
Sul mercato valutario prosegue invece la debolezza dello yen, che torna sui livelli del 1986 e scivola ai minimi degli ultimi quarant'anni nei confronti del dollaro. Il movimento alimenta le aspettative di un possibile intervento delle autorità giapponesi sul mercato dei cambi, mentre il rafforzamento della valuta statunitense continua a essere sostenuto principalmente dall'aumento dei rendimenti dei Treasury americani.
SPREAD E ASTE TITOLI DI STATO
Il BTP decennale italiano apre la seduta con un rendimento del 3,59%, mentre lo spread con il Bund tedesco di pari durata si attesta a 65 punti base.
Sul mercato primario è inoltre in programma un'asta del Tesoro tedesco, che offrirà 3,5 miliardi di euro attraverso la riapertura del Bund con scadenza 15 novembre 2032 e cedola del 2,5%.
PETROLIO
Le quotazioni del petrolio si mantengono stabili dopo aver archiviato il peggior trimestre dall'inizio della pandemia, mentre gli operatori seguono gli sviluppi dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran e il graduale ritorno del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Brent tratta sopra i 73 dollari al barile dopo aver perso quasi un terzo del proprio valore negli ultimi tre mesi, mentre il West Texas Intermediate si mantiene in area 70 dollari. Un alto funzionario dell'amministrazione statunitense ha riferito che i negoziati condotti in Qatar da Jared Kushner e Steve Witkoff hanno prodotto risultati positivi e che i colloqui tecnici con l'Iran stanno procedendo. I due emissari si trovavano a Doha per negoziati indiretti finalizzati ad allentare le tensioni attorno al passaggio strategico che collega i produttori del Golfo Persico ai mercati internazionali.
Le quotazioni del greggio hanno continuato a indebolirsi negli ultimi giorni grazie al proseguimento del dialogo tra le parti impegnate nel conflitto per raggiungere un accordo più duraturo, anche se i recenti attacchi nell'area di Hormuz hanno complicato il percorso negoziale. Il traffico delle petroliere mostra segnali di ripresa ed è aumentato dopo lo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran avvenuto nel fine settimana.
Secondo Samantha Dart di Goldman Sachs, il conflitto dovrebbe concludersi entro la fine di luglio. L'analista ritiene che, una volta ripristinata la piena normalità dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, il mercato petrolifero entrerà in una fase di eccesso di offerta.
Goldman Sachs stima che il surplus possa raggiungere quasi 2 milioni di barili al giorno nel prossimo anno, anche considerando la ricostituzione delle riserve strategiche di greggio a livello globale dopo il conflitto con l'Iran. Anche Morgan Stanley ha avvertito del rischio di un eccesso di offerta, osservando che i flussi attraverso Hormuz stanno tornando alla normalità più rapidamente delle attese e riducendo per la seconda volta in circa due settimane le proprie previsioni sui prezzi del petrolio.
Il mercato deve inoltre fare i conti con un aumento dell'offerta proveniente da altre aree. L'Iran ha dichiarato di aver esportato oltre 40 milioni di barili di petrolio da quando gli Stati Uniti hanno revocato il blocco navale, mentre le spedizioni russe hanno raggiunto livelli record, determinando un significativo accumulo di greggio a bordo delle navi.
Teheran ha ribadito la volontà di mantenere il controllo del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, confermando che restano aperti alcuni nodi fondamentali dei negoziati, tra cui il programma nucleare iraniano e la fine delle ostilità in Libano, questioni che potrebbero complicare il confronto durante la finestra di cessate il fuoco di 60 giorni.
L'attenzione degli operatori si sposterà ora sui dati relativi alle scorte di petrolio negli Stati Uniti, attesi nella giornata di oggi. La scorsa settimana l'Energy Information Administration aveva comunicato che le riserve nazionali di greggio erano scese ai livelli più bassi dal 1984.
ORO
L'oro registra la terza seduta consecutiva di ribasso mentre gli investitori valutano i segnali provenienti dalla Fed, orientati verso una possibile stretta monetaria, e seguono gli sviluppi dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Il metallo prezioso scende sotto i 3.980 dollari l'oncia dopo aver perso il -2% nelle due sedute precedenti, toccando i livelli più bassi dallo scorso novembre. La presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha dichiarato di non riscontrare molti segnali che indichino un effetto restrittivo dei tassi sull'economia e ha aggiunto che la banca centrale americana potrebbe essere costretta ad aumentare ulteriormente il costo del denaro per riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2%.
Sul piano geopolitico proseguono i contatti tra Washington e Teheran. Un alto funzionario dell'amministrazione statunitense ha riferito che Jared Kushner e Steve Witkoff hanno avuto colloqui positivi con i leader regionali in Qatar e che i negoziati tecnici con l'Iran stanno avanzando.
Il metallo prezioso ha archiviato il secondo trimestre con una flessione del -14%, la peggiore dal 2013. Dopo aver raggiunto un massimo storico nel mese di gennaio, l'oro è stato penalizzato dalle aspettative di un possibile rialzo dei tassi da parte della Fed nel corso dell'anno per contrastare un'inflazione ancora persistente, nonostante il calo dei prezzi dell'energia seguito all'accordo provvisorio di pace tra Stati Uniti e Iran. Un contesto caratterizzato da tassi d'interesse più elevati continua infatti a rappresentare un elemento sfavorevole per un'attività che non offre rendimenti periodici.
In attesa della pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense prevista per domani, le ultime statistiche hanno confermato la tenuta dell'economia americana. A maggio le offerte di lavoro sono rimaste pressoché stabili, indicando che la domanda di occupazione continua a mantenersi solida insieme al recente rafforzamento della crescita dell'occupazione. Questo scenario offre alla Fed maggiori margini per mantenere invariati i tassi mentre valuta l'evoluzione dell'inflazione.
Anche l'analisi tecnica continua a mostrare segnali di debolezza. La media mobile a 200 giorni dell'oro è infatti scesa recentemente al di sotto della media mobile a 50 giorni, configurazione nota tra gli operatori come `death cross`, considerata da parte del mercato un possibile segnale della formazione di una tendenza ribassista di lungo periodo.
Secondo Li Xing Gan, strategist consultant di Exness, il `death cross` ha rafforzato le prospettive negative e contribuito a mantenere elevate le pressioni di vendita sul metallo prezioso. L'analista osserva comunque che si tratta di un indicatore ritardato, che potrebbe non riflettere eventuali recuperi di breve periodo qualora il sentiment degli investitori dovesse migliorare.
DATI MACRO E APPUNTAMENTI DI RILIEVO
La giornata sarà caratterizzata da un fitto calendario di dati sull'attività manifatturiera a livello globale, con la pubblicazione delle letture definitive degli indici PMI di giugno. In Europa l'attenzione si concentrerà inizialmente sull'Italia, dove il PMI manifatturiero è atteso a 52,4, per poi spostarsi sulla Francia, con un consenso di 50,7, sulla Germania, attesa a 50,0, e infine sull'intera Eurozona, il cui dato finale è previsto a 51,3, invariato rispetto alla stima preliminare.
Nel pomeriggio il focus si trasferirà negli Stati Uniti, dove saranno diffusi il PMI manifatturiero finale di S&P Global e soprattutto l'indice ISM manifatturiero di giugno, atteso a 54,0, uno degli indicatori più seguiti per valutare lo stato di salute del settore industriale americano.
Sempre in mattinata l'appuntamento macroeconomico principale sarà rappresentato dalla stima preliminare dell'inflazione dell'Eurozona relativa a giugno. Il mercato prevede un rallentamento dell'indice generale dei prezzi al consumo dal 3,2% al 3,0% su base annua, mentre l'inflazione core è attesa stabile al 2,6%. Il dato sarà osservato con particolare attenzione dopo le indicazioni fornite dalla presidente della Bce Christine Lagarde durante il Forum di Sintra. Lagarde ha ricordato che i rialzi dei tassi sono stati decisi perché i dati evidenziavano un problema concreto di inflazione e che le proiezioni dello staff della banca centrale indicavano un ritorno dell'indice dei prezzi verso l'obiettivo del 2% soltanto alla fine del 2027.
Sul fronte delle banche centrali sono attesi gli interventi di Kevin Warsh per la Federal Reserve, Christine Lagarde, Boris Vujčić, Piero Cipollone e Philip Lane per la Bce, Andrew Bailey per la Bank of England e Tiff Macklem per la Bank of Canada. Tra i risultati societari in calendario figurano anche quelli di Nike.
ULTIME NOTIZIE SUI TITOLI
Ecco le azioni di Piazza Affari da tenere sotto osservazione oggi:
ITALIAN SEA GROUP. Il consiglio di amministrazione ha approvato il deposito, previsto nella giornata odierna, della domanda prenotativa per accedere agli strumenti di tutela previsti dall'ordinamento. L'iniziativa è finalizzata a salvaguardare la continuità aziendale e a preservare il valore del patrimonio della società.
SNAM. Il gruppo punta a rafforzare la propria presenza nel business del gas naturale liquefatto e a semplificare la struttura di controllo delle attività, secondo quanto riportato da MF. Il quotidiano scrive che Snam LNG incorporerà OLT Offshore LNG Toscana e Greenture, la società del gruppo dedicata allo sviluppo delle infrastrutture, riunendo in un'unica realtà gli impianti di rigassificazione e la rete dei punti di rifornimento di GNL destinati al settore dei trasporti.
RAI WAY. I principali azionisti della società non hanno raggiunto un'intesa con EI Towers sui termini della fusione entro la scadenza fissata al 30 giugno, facendo così decadere il memorandum d'intesa tra le parti.
JUVENTUS. La UEFA ha sanzionato il club bianconero per la violazione delle norme sulla sostenibilità finanziaria nella stagione 2025-2026. La società dovrà pagare una multa di 20 milioni di euro, di cui 14 milioni subordinati al rispetto degli impegni previsti da un accordo triennale che richiede il pieno allineamento ai parametri entro la conclusione della stagione 2028-2029. La Juventus dovrà inoltre rispettare limitazioni nella registrazione dei nuovi calciatori nella Lista A delle competizioni UEFA, che prevede un massimo di 25 giocatori.
PIRELLI. Il consiglio di amministrazione ha nominato Marco Tronchetti Provera presidente esecutivo e Giovanni Tronchetti Provera vicepresidente. Nel corso della riunione il nuovo board è stato inoltre aggiornato su un piano pluriennale di investimenti negli Stati Uniti compreso tra 1 e 1,2 miliardi di dollari, già esaminato dal precedente consiglio.
BANCA SISTEMA. È stato depositato presso le sedi delle società coinvolte il progetto di fusione per incorporazione di Banca CF+ in Banca Sistema. Il testo diffuso riporta inoltre che il nuovo consiglio di amministrazione è stato informato di un piano pluriennale di investimenti negli Stati Uniti compreso tra 1 e 1,2 miliardi di dollari, già analizzato nel precedente mandato.
BANCA IFIS. La banca ha completato la cessione a Prelios del 100% di ARECneprix, società specializzata nella gestione di crediti deteriorati, asset immobiliari e operazioni complesse. In precedenza ARECneprix era interamente controllata da illimity Bank. L'operazione, del valore di 30 milioni di euro, determina per Banca Ifis un beneficio patrimoniale pari a circa 10 punti base sul CET1.
IT WAY. La società ha chiuso l'esercizio 2025 con un incremento del fatturato del 20%, salito da 59 a 70 milioni di euro. I margini operativi risultano invece in lieve flessione, con un EBITDA pari a 2,07 milioni di euro rispetto ai 2,28 milioni dell'esercizio precedente.
STELLANTIS. Il gruppo ha nominato Santo Ficili amministratore delegato di Maserati. Il manager manterrà anche l'incarico di amministratore delegato del marchio Alfa Romeo.
A livello internazionale sono da monitorare:
NIKE. Le azioni della società hanno perso circa il 1,5% nelle contrattazioni after-hours dopo che il management ha presentato prospettive improntate alla cautela, segnalando il permanere di un elevato livello di incertezza tra i consumatori. Le indicazioni diffuse hanno alimentato i dubbi degli investitori sulla velocità del percorso di rilancio del gruppo dell'abbigliamento sportivo.
COLES GROUP. La società ha confermato di essere in trattative per acquisire Greencross Pet Wellness, gruppo attivo nei negozi per animali e nei servizi veterinari. Secondo le indiscrezioni, l'operazione potrebbe raggiungere un valore di circa 4 miliardi di dollari australiani, pari a circa 2,8 miliardi di dollari statunitensi.
ANTHROPIC. Il governo degli Stati Uniti ha revocato le restrizioni che limitavano l'accesso internazionale al modello di intelligenza artificiale Fable 5 sviluppato dalla società. La decisione consente una distribuzione più ampia della tecnologia dopo che Anthropic ha adeguato il sistema ai requisiti di sicurezza richiesti dall'amministrazione Trump.
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di Francesco Sicuro















































