AI e Magnifiche 7, il sentiment degli investitori cambia
Si raffreddano le aspettative sulla corsa dei titoli legati all’intelligenza artificiale: gli investitori retail stanno diventando più prudenti, anche quando si parla di Magnifiche 7. È quanto emerge dall’ultimo Retail Investor Beat (RIB), sondaggio condotto su base trimestrale dalla piattaforma di trading e investimento eToro su un campione di 11.000 investitori retail distribuiti in 13 paesi nel mondo, di cui 1.000 in Italia.
Come evidenzia l’analisi eToro, condotta tra il 12 e il 27 febbraio 2026, quindi prima della recente escalation in Medio Oriente, si registra una flessione nel numero degli intervistati che si aspettano un aumento dei prezzi dei titoli legati all’AI nel 2026: la percentuale scende dal 52% al 43% trimestre su trimestre, segnando il livello più basso da quando la domanda è stata introdotta nel quarto trimestre del 2024.
Analogamente, secondo eToro, il 40% ritiene che le Magnifiche 7 sovraperformeranno il mercato più ampio nel 2026, rispetto al 47% del trimestre precedente, anche in questo caso il livello più basso dal quarto trimestre del 2024.
Il raffreddamento del sentiment riguarda anche l’Italia. Come sottolinea eToro, la quota di investitori retail italiani che si aspettano un aumento dei prezzi degli asset legati all’AI passa dal 47% del quarto trimestre 2025 al 42%, mentre quella di chi vede le Mag7 sovraperformare il mercato scende dal 46% al 38%.
Massimo Citoni, Country Head Italia di eToro, commenta: “I titoli del comparto tecnologico legati alla corsa all’AI hanno registrato performance solide, ma si trovano ora a scontare delle aspettative molto alte. Questo si traduce in reazioni forti del mercato anche a fronte di risultati finanziari positivi, come si è potuto osservare durante l’ultima stagione degli utili. Questo cambiamento nelle aspettative suggerisce che gli investitori retail stanno adottando un approccio più misurato, piuttosto che allontanarsi del tutto dal tema dell’intelligenza artificiale”.
Secondo Citoni, i dati di eToro, pur precedenti all’ultima escalation geopolitica, confermano un trend già in atto: una maggiore consapevolezza del rischio e un crescente interesse per la diversificazione, elementi che appaiono strutturali e non legati a eventi temporanei.
Geopolitica e recessione, cambiano le priorità di rischio
L’ultima edizione del Retail Investor Beat evidenzia anche un cambiamento significativo nella percezione dei rischi. Secondo eToro, il 22% degli investitori retail globali considera oggi i conflitti internazionali come la principale minaccia per i propri investimenti, in aumento rispetto al 17% del trimestre precedente.
Si tratta della stessa percentuale di chi individua nello stato dell’economia globale e nel rischio di recessione le minacce più rilevanti, segnalando un riequilibrio delle preoccupazioni rispetto a un anno fa. All’epoca, infatti, al primo posto si collocava la condizione dell’economia globale (23%), seguita dall’inflazione (21%) e dai conflitti internazionali (18%).
Anche in Italia emerge un cambiamento nella percezione del rischio. Secondo eToro, le condizioni economiche globali restano la principale minaccia per gli investimenti (22%), ma cresce il peso dei conflitti internazionali (20%), seguiti dall’inflazione (19%), che un anno fa occupava la prima posizione.
Massimo Citoni, Country Head Italia di eToro, afferma: “Negli ultimi anni i mercati hanno dovuto confrontarsi con diversi focolai di tensione, una situazione che ha reso gli investitori sempre più sensibili al potenziale impatto degli eventi geopolitici. Il fatto che i conflitti internazionali siano percepiti come una minaccia pari al rischio di recessione, anche prima dell'escalation in Medio Oriente, evidenzia quanto gli investitori retail seguano da vicino le dinamiche globali e ne riconoscano le possibili implicazioni per i mercati e per la costruzione dei portafogli”.

di Francesco Sicuro













































