Performance e contesto
Dal 2025, i mercati azionari dell’America Latina hanno registrato risultati superiori sia ai mercati sviluppati sia agli altri emergenti, sostenuti da una combinazione di fattori macro e politici. Come evidenzia Christoffer Enemaerke, EM Equity Portfolio Manager, RBC BlueBay, il contesto favorevole è stato determinato da tassi reali elevati, debolezza del dollaro e prezzi sostenuti delle materie prime.
In particolare, RBC BlueBay sottolinea come la regione tenda storicamente a performare meglio durante le fasi di indebolimento del dollaro statunitense, una dinamica che si è riproposta anche recentemente. A questo si è aggiunto un contesto politico percepito come più favorevole agli investitori, con un orientamento crescente verso governi di centro-destra.
Nonostante ciò, la regione non è rimasta immune dagli shock globali. Il conflitto con l’Iran ha infatti innescato una correzione significativa, soprattutto nei settori che avevano registrato le migliori performance, dimostrando la sensibilità dei mercati alla volatilità geopolitica.
Nuovi driver di crescita
Un elemento centrale nel quadro delineato da RBC BlueBay è il cambiamento politico in atto nella regione. L’ascesa di governi di centro-destra, a partire dall’Argentina con Javier Milei fino al Cile con José Antonio Kast, rappresenta un fattore chiave per la fiducia degli investitori. Secondo Enemaerke, anche le prossime elezioni in Brasile potrebbero avere implicazioni rilevanti per l’intera area.
Parallelamente, le materie prime restano il vero motore strutturale. Paesi come Cile e Perù, grandi esportatori di rame, sono ben posizionati per beneficiare della domanda globale, mentre il Brasile continua a essere sostenuto da esportazioni di minerale di ferro, petrolio e prodotti agricoli. In questo contesto, RBC BlueBay evidenzia come prezzi elevati delle commodity possano garantire un supporto duraturo alla crescita regionale.
Un altro trend fondamentale è quello del nearshoring. Le aziende stanno progressivamente riducendo la dipendenza da catene di approvvigionamento lontane, favorendo aree più vicine ai mercati finali. Il Messico emerge come uno dei principali beneficiari grazie alla sua prossimità agli Stati Uniti, ai costi competitivi e all’integrazione commerciale nell’ambito dell’USMCA. Tuttavia, come osserva RBC BlueBay, sarà cruciale monitorare la revisione dell’accordo prevista nel 2026.
Rischi e variabili globali
Nonostante le prospettive positive, il quadro resta esposto a variabili globali. Il dollaro statunitense rappresenta uno dei principali fattori di rischio, data la sua storica correlazione inversa con i mercati emergenti. Come sottolinea RBC BlueBay, la debolezza del dollaro nel 2025 ha sostenuto la regione, ma un eventuale rafforzamento prolungato potrebbe invertire questa dinamica.
Il conflitto con l’Iran ha già mostrato come shock geopolitici possano temporaneamente rafforzare il dollaro, creando pressione sugli asset emergenti. In questo scenario, le economie più dipendenti dalle importazioni energetiche risultano più vulnerabili, mentre l’America Latina, grazie alla sua esposizione alle materie prime, appare relativamente più resiliente.
Secondo Enemaerke, l’ipotesi di base resta quella di un conflitto di breve durata, ma un eventuale prolungamento rappresenterebbe un rischio concreto per l’intero universo emergente.
Settori e opportunità
Guardando alle opportunità, RBC BlueBay individua nel consumo interno e nel settore finanziario i principali driver di lungo termine. La crescita della classe media, l’urbanizzazione e la formalizzazione delle economie stanno creando un contesto favorevole per le aziende legate ai beni di consumo.
Allo stesso tempo, il settore finanziario offre un potenziale di espansione significativo, grazie ai bassi livelli di penetrazione di servizi bancari, assicurativi e dei mercati dei capitali. Come evidenzia RBC BlueBay, l’aumento dell’accesso ai servizi finanziari rappresenta un trend strutturale destinato a sostenere la crescita nel tempo.
Oltre alla regione, Enemaerke sottolinea come anche altri mercati emergenti mantengano un forte potenziale. In Asia settentrionale, Corea del Sud e Taiwan restano centrali nella catena dell’intelligenza artificiale, mentre l’India continua a distinguersi per crescita economica e dinamiche demografiche favorevoli.
In un contesto globale sempre più frammentato, l’America Latina si conferma dunque una regione in grado di offrire opportunità selettive ma strutturalmente solide, sostenute da trend macroeconomici, politici e industriali di lungo periodo.

di Francesco Sicuro













































