Asset digitali, resilienza che sorprende i mercati in un contesto di pressione macro e normativa

Asset digitali, resilienza che sorprende i mercati in un contesto di pressione macro e normativa

Tre fattori di pressione convergenti potrebbero pesare sui prezzi delle criptovalute nel prossimo mese: il deterioramento della situazione in Iran, una retorica più restrittiva da parte della Fed e la riduzione delle probabilità che il CLARITY Act venga approvato in questo ciclo legislativo. Nonostante questi elementi avversi, gli asset digitali hanno mostrato una resilienza sorprendente rispetto ad altre classi di attivo.

La Fed mantiene i tassi, ma con toni più aggressivi

La Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati, ma la decisione è stata accompagnata da un orientamento insolitamente restrittivo. Come si legge nell’analisi a cura di James Butterfill, Head of Research e Marc Des Ligneris, Senior Portfolio Manager di CoinShares, sono stati registrati quattro voti contrari, di cui tre a favore di un’impostazione più hawkish e uno solo – quello di Stephen Miran – a favore di un taglio dei tassi. Alcuni osservatori interpretano questa linea dura come un segnale indirizzato al futuro presidente Kevin Warsh.

Jerome Powell ha dichiarato di voler restare nel board con un profilo più defilato, citando preoccupazioni legate ad attacchi legali contro la Fed e alle indagini sulle ristrutturazioni. Ha inoltre sottolineato come anche i membri non votanti si oppongano a un allentamento della politica monetaria, lasciando intendere che nelle prossime settimane il tono pubblico potrebbe restare restrittivo. Particolarmente significativa per CoinShares la posizione sui prezzi dell’energia, che lascia aperta ogni possibilità in vista della riunione di giugno. Il mercato dei Treasury ha reagito negativamente, con un appiattimento della curva inferiore alle attese. Powell ha comunque ribadito che il mercato del lavoro non rappresenta una fonte di inflazione, mantenendo aperta la possibilità di futuri tagli, ma spostandone più avanti il timing.

CLARITY Act: nodo politico e tempi stretti

Il CLARITY Act è stato approvato alla Camera nel luglio 2025 con 294 voti favorevoli e 134 contrari, ma da allora è rimasto bloccato al Senato. La Commissione Agricoltura ha dato il via libera alla propria versione nel gennaio 2026, ma l’esame da parte della Commissione Bancaria continua a slittare. L’ostacolo principale è rappresentato dal senatore Thom Tillis, che ha subordinato il proprio sostegno all’introduzione di norme etiche volte a limitare i conflitti di interesse dei funzionari pubblici, inclusi quelli legati alla famiglia Trump. Tuttavia, spiega CoinShares, Tillis ha recentemente richiesto l’avvio del markup a maggio, con un’audizione attesa nella settimana dell’11 maggio. Lo scenario base prevede che la Commissione Bancaria approvi il testo lungo linee di partito, aumentando le probabilità di approvazione finale, recentemente scese al 46% secondo i dati Polymarket.

Un voto di commissione su base partitica non rappresenterebbe un ostacolo in aula: 18 senatori democratici hanno già sostenuto il GENIUS Act, di cui 11 siedono nelle commissioni competenti. Anche perdendo alcuni voti democratici, il provvedimento potrebbe comunque superare la soglia dei 60 voti.

Il vero vincolo resta il calendario. L’ultimatum del senatore Moreno – approvazione entro fine maggio o rinvio indefinito – si scontra con una finestra legislativa molto limitata:

-pausa del Memorial Day dal 21 maggio

-pausa estiva ad agosto e successiva campagna elettorale

-circa una dozzina di settimane effettive prima di novembre, già occupate da temi prioritari come finanziamento del DHS, crisi iraniana, riforma elettorale e nomina del nuovo presidente della Fed

Ethereum e altcoin in prima linea

In caso di approvazione, precisa CoinShares, i principali beneficiari sarebbero Ethereum e le altcoin, più che Bitcoin:

-Bitcoin: già considerato de facto regolamentato, con benefici marginali.

-Ethereum: principale vincitore, grazie a una classificazione normativa come commodity che eliminerebbe le incertezze su staking, DeFi e allocazioni istituzionali.

Al contrario, un fallimento o uno slittamento al 2027 potrebbe innescare una fase di risk-off sulle altcoin, con possibili ribassi tra il 15% e il 25% per ETH, SOL e XRP rispetto a Bitcoin, che dovrebbe mostrare maggiore tenuta, mentre i capitali istituzionali resterebbero in attesa.

Opzioni IBIT: un segnale chiaro della svolta istituzionale nel crypto

L’open interest delle opzioni su IBIT ha registrato una crescita rapida subito dopo il lancio, arrivando a livelli in linea con le principali piattaforme crypto-native alla vigilia dell’inversione di mercato e mantenendosi su quei livelli anche nelle settimane successive. Ora che l’open interest sembra aver trovato un punto di stabilizzazione, secondo CoinShares è plausibile attendersi una nuova fase di espansione.Al di là del dato tecnico, il messaggio è più ampio: il mercato degli asset digitali sta attraversando una fase di progressiva istituzionalizzazione, con la finanza tradizionale che intercetta una quota crescente dei flussi. Il vero elemento abilitante dell’adozione non è più soltanto l’innovazione tecnologica, ma la presenza di strumenti riconoscibili e di un quadro di maggiore credibilità per gli investitori.

Crisi iraniana e dinamiche dei flussi

L’oro è penalizzato dalle aspettative di tassi reali più elevati, mentre il Bitcoin ha registrato un indebolimento, pur mantenendo una buona resilienza. L’attività delle cosiddette whales è tornata negativa, con vendite in aumento nelle ultime settimane, segnalando un atteggiamento prudente in questa fase del ciclo.

Anche i flussi confermano questo clima per CoinShares: gli ETP su asset digitali hanno registrato deflussi per circa 605 milioni di dollari nella settimana in corso, interrompendo una serie di quattro settimane consecutive di afflussi.

Allo stesso tempo, gli investimenti in Bitcoin e azioni legate alla blockchain restano solidi, con afflussi pari a 624 milioni di dollari nelle ultime quattro settimane – un livello doppio rispetto a precedenti fasi simili. Gli investitori stanno quindi diversificando le modalità di esposizione, individuando nelle azioni un canale efficace per beneficiare della crescita delle stablecoin e della diversificazione dei ricavi dei miner verso l’intelligenza artificiale.

Il quadro che emerge è chiaro per CoinShares: mentre l’esposizione diretta alle criptovalute viene ridotta per cautela macroeconomica, quella indiretta attraverso l’equity continua a rafforzarsi. Un segnale costruttivo che si cela dietro una debolezza solo apparente.

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