Un 2025 da rendimenti elevati ma con leadership in movimento
Il 2025 si sta per chiudere come un altro anno particolarmente positivo per i mercati azionari globali, con rendimenti intorno al 20% per il terzo anno consecutivo in dollari statunitensi. Secondo Jeremy Richardson, Senior Portfolio Manager di RBC Global Equity, RBC BlueBay, l’elemento più interessante è che questa volta la performance è stata trainata in larga parte dai mercati non statunitensi, mentre gli Stati Uniti hanno inizialmente mostrato un passo più lento rispetto al mercato globale nel suo complesso.
Nel corso della tarda primavera e all’inizio dell’estate, però, la dinamica si è modificata. Gli Stati Uniti hanno iniziato a recuperare terreno rispetto al resto del mondo, in un contesto in cui la debolezza del dollaro ha rappresentato un tema chiave per gran parte dell’anno. A questo si sono aggiunte le difficoltà legate ai criteri di sostenibilità, che hanno inciso in modo disomogeneo sulle performance di alcuni comparti e strategie di investimento, contribuendo ad accentuare la dispersione dei rendimenti.
Settori vincenti e perdenti tra sostenibilità e rotazioni tematiche
La dispersione settoriale è stata uno degli aspetti più evidenti del 2025. Richardson osserva come il settore aerospaziale e difesa abbia registrato performance eccezionali, in netto contrasto con comparti come quello dei prodotti alimentari, rimasti indietro. Una dinamica analoga si è osservata nel confronto tra tabacco e sanità, così come tra titoli ad alte e basse emissioni: le utility elettriche hanno messo a segno buoni risultati, mentre i titoli finanziari diversificati a basse emissioni hanno deluso.
Queste differenze riflettono non solo fattori ciclici, ma anche il modo in cui i mercati stanno ricalibrando le priorità tra transizione energetica, sicurezza geopolitica e ritorni di breve periodo. Secondo RBC BlueBay, il 2025 ha mostrato come i temi legati alla sostenibilità possano avere impatti molto diversi a seconda del contesto macro e delle scelte di policy, rendendo la selezione ancora più complessa.
Intelligenza artificiale e CapEx, il motore statunitense
Uno dei due grandi temi che hanno dominato i mercati nel 2025 è stato senza dubbio l’intelligenza artificiale. Richardson sottolinea come un catalizzatore chiave si sia manifestato intorno alla primavera, quando l’adozione dell’IA da parte delle imprese statunitensi ha iniziato a tradursi in un aumento tangibile del CapEx. L’indice Ramp AI, citato da RBC BlueBay, ha evidenziato un punto di flesso nell’utilizzo dell’IA da parte delle aziende private, segnando il passaggio di ChatGPT e di strumenti simili da semplici chatbot a soluzioni integrate nella vita lavorativa quotidiana.
Questo cambiamento ha rafforzato la narrativa sull’IA, rendendone più concreta la potenzialità economica. Le previsioni di spesa in conto capitale sono aumentate e questo ha alimentato una ripresa significativa dell’attività nei settori direttamente e indirettamente coinvolti. Negli Stati Uniti, l’IA ha così rappresentato il principale fattore di traino dei mercati, con un impatto profondo sulla composizione dei rendimenti.
Europa, il trade “banche e carri armati” e l’effetto sui mercati
Il secondo grande tema del 2025 è stato il cambiamento delle priorità di spesa dei governi europei. Secondo l’analisi di RBC BlueBay, la combinazione di un approccio fiscale più espansivo in Europa e di tassi di interesse ancora in calo ha dato vita al cosiddetto trade delle “banche e carri armati”. Il riarmo europeo, dopo decenni di sottoinvestimenti, ha sostenuto in modo marcato il settore aerospaziale e della difesa, mentre i tagli dei tassi da parte della BCE hanno inciso sulla parte breve della curva dei rendimenti.
Allo stesso tempo, l’elevato volume di debito in essere ha contribuito a un aumento dei rendimenti sulla parte lunga della curva. Questa configurazione si è rivelata favorevole per le banche, che hanno beneficiato di un ampliamento dei margini di interesse netti. Richardson evidenzia come questo tema abbia avuto un impatto molto potente sui mercati: a fine ottobre 2025, banche diversificate e difesa rappresentavano quasi la metà dei rendimenti totali dell’indice MSCI EAFE, con le dieci maggiori società dell’indice responsabili del 29% della performance complessiva, distribuita in modo relativamente uniforme.
Stati Uniti, AI dominante e concentrazione estrema
Il quadro statunitense è apparso profondamente diverso. Qui, secondo RBC BlueBay, la performance è stata fortemente concentrata sull’intelligenza artificiale. A fine ottobre 2025, i settori che contribuivano maggiormente ai rendimenti dell’indice MSCI US erano semiconduttori, media e servizi interattivi e software. La concentrazione è stata estrema: le dieci maggiori società statunitensi hanno generato quasi il 60% del rendimento totale, a fronte di un mercato cresciuto anch’esso di circa il 20%, ma con una composizione radicalmente diversa rispetto a quella europea e globale.
Questa divergenza ha accentuato le differenze tra mercati e stili di investimento, rendendo più complesso il lavoro degli investitori attivi che cercano un equilibrio tra qualità, valutazioni e crescita di lungo periodo.
Quality in difficoltà e Value divergente
Un altro elemento chiave del 2025 è stata la debolezza dello stile Quality a livello globale. Richardson osserva che negli Stati Uniti i titoli Quality non hanno brillato, ma è soprattutto nel resto del mondo che hanno incontrato difficoltà significative. I settori legati al tema “banche e carri armati” non rientrano tradizionalmente nella definizione di alta qualità: si tratta di comparti a basso rendimento strutturale da decenni e, nel caso delle banche europee, caratterizzati da un eccesso di capacità mai realmente risolto dopo la crisi finanziaria globale.
Secondo RBC BlueBay, l’impossibilità di trasferire il rischio oltre i confini nazionali, il ruolo dei contribuenti come ultima linea di difesa e la mancata attuazione di riforme strutturali, come quelle prospettate dal rapporto Draghi, hanno pesato sulla qualità del settore. In questo contesto, le aziende di qualità inferiore hanno paradossalmente ottenuto risultati migliori rispetto a quelle considerate più solide.
Lo stile Value ha mostrato una netta divergenza geografica. In Europa ha registrato performance particolarmente positive, mentre negli Stati Uniti è stato penalizzato da un approccio “anti-Value”, con investitori più orientati al futuro che al breve termine. Questa biforcazione ha creato, secondo Richardson, un ostacolo filosofico per gli investitori azionari attivi e di lungo periodo, come RBC BlueBay, che puntano su aziende eccellenti con valutazioni interessanti.
Mercati a forma di K e implicazioni per i portafogli
Guardando avanti, RBC BlueBay descrive un’economia e un mercato sempre più a forma di K. Negli Stati Uniti, chi dispone di risorse economiche continua a performare bene, mentre fasce come i giovani consumatori e i neolaureati restano sotto pressione. Una dinamica analoga si osserva nei mercati azionari, con una netta distinzione tra vincitori e sconfitti dell’intelligenza artificiale. Rispetto a fine 2024, quando il focus era sulle Magnificent 7, oggi il mercato appare guidato dall’IA in senso più ampio, con una selezione sempre più netta tra chi è destinato a prosperare e chi rischia di restare indietro.
In questo contesto, Richardson sottolinea come i portafogli debbano restare ben bilanciati, adottando una disciplina che consenta di prendere profitto sui titoli che si collocano nella parte alta della K, senza però ignorare società rimaste indietro ma con fondamentali solidi e valutazioni relativamente interessanti. Un approccio selettivo e flessibile diventa così essenziale in un mercato che continua a offrire opportunità, ma richiede una lettura sempre più attenta delle dinamiche sottostanti.

di Francesco Sicuro













































