Scenario macro, un contesto in evoluzione
Il quadro europeo che, al termine del 2025, appare più solido rispetto alle attese dei mesi precedenti. Come si legge nell’analisi di Sebastian Schrott, European equity portfolio manager di T. Rowe Price, la stabilizzazione dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti e l’aumento della spesa pubblica in difesa e infrastrutture offrono un sostegno rilevante all’economia continentale, mentre i tassi dell’Eurozona si sono ridotti dal 4% al 2% in poco più di un anno. In parallelo, i bilanci di famiglie e imprese si mantengono robusti, un elemento che contribuisce a preservare la resilienza del ciclo interno.
Nel medio periodo, spiega Schrott, la trasformazione legata all’intelligenza artificiale potrebbe diventare un driver determinante. Le innovazioni di processo, le nuove applicazioni industriali e l’integrazione nei servizi digitali rendono plausibile un miglioramento della produttività, della crescita economica e della redditività aziendale lungo l’intera area europea. È un cambiamento che si accompagna a maggiore selettività, sia nei settori sia nei singoli titoli, e che richiede un’attenzione più mirata ai fondamentali.
Divari fiscali, un’Europa a velocità diverse
La solidità fiscale non è omogenea all’interno dell’Unione e rappresenta uno dei principali elementi di differenziazione nei portafogli. Schrott evidenzia come Germania, Paesi nordici e alcune economie del Sud Europa presentino parametri più solidi rispetto a Francia e Regno Unito, dove gli sviluppi politici continuano a generare incertezza. Questa divergenza influenza direttamente il posizionamento: la preferenza resta orientata verso Germania e Nord Europa, mentre la Francia rimane sottopesata per via delle sue dinamiche interne più fragili.
Le tensioni politiche in alcune aree e il diverso grado di disciplina fiscale rendono probabile un’Europa ancora segmentata nel prossimo ciclo. La selezione geografica diventa quindi parte integrante dell’asset allocation, in un contesto in cui i mercati tendono a premiare i Paesi con bilanci pubblici più solidi e percorsi di crescita più stabili.
Rischi globali, le incognite del 2026
Tra i fattori di incertezza figura innanzitutto la possibilità di un rallentamento dell’economia statunitense, mentre entrano in vigore dazi più elevati e si registra una crescita occupazionale più debole. Un quadro che, secondo Schrott, potrebbe ripercuotersi sulla domanda globale e sul sentiment degli investitori europei.
Restano presenti anche elementi geopolitici di rilievo. Il conflitto in Ucraina e la persistente instabilità internazionale continuano a pesare sulla fiducia di consumatori e imprese, alimentando quella prudenza che in molti settori resta il tratto dominante. Nonostante ciò, puntualizza Schrott, il mercato europeo mostra una capacità di assorbire gli shock maggiore rispetto al periodo recente, sostenuto da una base macroeconomica più equilibrata.
Scelte di portafoglio, qualità e selettività
La preferenza di T. Rowe Price è orientata verso società growth di alta qualità, in un contesto in cui i titoli value restano comunque interessanti rispetto alla loro storia, nonostante tre anni consecutivi di performance solide. Per Schrott, il mercato ha imboccato un nuovo regime, caratterizzato da pressioni inflazionistiche persistenti e tassi più vicini alla normalità, un assetto distante da quello osservato tra il 2008 e il 2022.
Le società a bassa e media capitalizzazione occupano una posizione centrale nella strategia di T. Rowe Price. Queste aziende risultano più isolate dalle tensioni commerciali con gli Stati Uniti, beneficiano di un euro più forte e di tassi europei più bassi, e oggi scambiano con uno sconto del 5-10% rispetto al mercato più ampio, un livello distante dal premio storico di circa il 15%. Nonostante utili ancora contenuti, le valutazioni restano in linea con le medie di lungo periodo, con multipli P/E forward tra 14 e 15 volte.
Settori chiave, dove si concentrano le opportunità
Il posizionamento settoriale rimane bilanciato ma con enfasi su aree che presentano fondamentali solidi e opportunità idiosincratiche. Nel settore finanziario, la performance degli ultimi mesi è stata robusta, ma la selezione è diventata essenziale. L’interesse di T. Rowe Price si concentra su banche e assicurazioni con valutazioni attraenti e un percorso di crescita chiaro, mentre la dispersione interna richiede maggiore attenzione rispetto al recente passato.
Nel comparto healthcare, l’incertezza regolamentare che aveva rallentato il settore a inizio anno si sta attenuando, aprendo spazi interessanti nel MedTech e nelle Life Sciences. La tecnologia e gli industriali, invece, appaiono per T. Rowe Price tra i principali beneficiari dell’espansione delle applicazioni di intelligenza artificiale e degli investimenti legati all’infrastruttura dei data center. Pur essendo necessario monitorare con attenzione l’intensità degli investimenti nei data center, l’adozione dell’AI resta nelle fasi iniziali e offre un potenziale significativo per il ciclo dei prossimi anni.

di Francesco Sicuro













































