Azionario globale 2026, rendimenti più moderati e selezione sempre più decisiva

Azionario globale 2026, rendimenti più moderati e selezione sempre più decisiva

Il ciclo azionario globale entra in una fase più matura, dopo anni di rialzi sostenuti e di forte concentrazione della performance. Il contesto resta costruttivo, ma le valutazioni elevate e un premio per il rischio ridotto impongono maggiore disciplina nelle scelte di portafoglio. In questo scenario, la capacità di selezionare aree geografiche, settori e singole società diventa un fattore centrale per intercettare le opportunità che emergeranno nel 2026.

Mercati globali solidi, ma il dollaro fa la differenza

Il 2025 si è confermato un anno positivo per i mercati azionari globali, nonostante le persistenti incertezze macro e geopolitiche. Secondo Bob Homan, Chief Investment Officer di ING, dopo il rialzo superiore al 25% registrato nel 2024, l’indice MSCI All Country World, calcolato in total return in euro, mostra un progresso del 9% circa da inizio anno. Se espresso in dollari, tuttavia, la performance superava il 21%, evidenziando il ruolo determinante della dinamica valutaria.

Per gli investitori dell’area euro, il deprezzamento del dollaro di circa il 12% ha eroso in modo significativo i rendimenti, ribaltando quanto osservato nel 2024, quando un dollaro forte aveva sostenuto le performance. Con il mercato statunitense che rappresenta circa il 65% dell’indice globale, Wall Street e il biglietto verde restano forze dominanti nella determinazione dei rendimenti complessivi, sottolinea ING.

Utili in crescita, valutazioni sotto osservazione

Alla base della solida performance dei mercati vi è soprattutto la dinamica degli utili. Secondo l’analisi di ING, gli utili delle società incluse nell’indice globale dovrebbero registrare nel 2025 una crescita di oltre il 9%, leggermente superiore alla previsione iniziale dell’8%. Il fatto che l’indice abbia guadagnato ancora di più riflette però anche un aumento delle valutazioni, con il rapporto prezzo/utili che è cresciuto sia sugli utili realizzati sia su quelli attesi.

Questa dinamica è in atto da due anni. Nel corso del 2025, il P/E dell’indice globale è aumentato di quasi il 10%, superando 19 volte gli utili attesi nei successivi dodici mesi. In un contesto di crescita economica globale stabile, inflazione in lieve rallentamento e tagli dei tassi da parte delle principali banche centrali, inclusa la Federal Reserve, gli utili nominali delle imprese potrebbero continuare ad accelerare. Tuttavia, secondo Homan di ING, a differenza degli ultimi anni, è probabile che le valutazioni subiscano pressioni al ribasso.

Le quotazioni particolarmente elevate delle azioni statunitensi sono destinate a normalizzarsi, con effetti di trascinamento anche sulla media globale. La crescita degli utili delle principali società tecnologiche dovrebbe restare sostenuta, ma progressivamente convergere verso la media di mercato. Con nove big tech statunitensi tra i dieci titoli a maggiore capitalizzazione al mondo, la loro influenza resta comunque decisiva per l’andamento complessivo degli indici.

Rendimenti attesi più contenuti e ruolo delle valute

Guardando al medio termine, ING ritiene plausibile una crescita media degli utili intorno al 10% per l’indice globale, leggermente inferiore al consenso degli analisti, che supera il 12%. Per il 2027, la crescita stimata è di circa l’8%, anche in questo caso al di sotto delle aspettative di mercato. Assumendo un rapporto P/E leggermente più basso, pari a 18,5 volte gli utili attesi per il 2027 a fine 2026, rispetto alle attuali 19,3 volte sui prossimi dodici mesi, il rendimento atteso dell’indice globale nel 2026 si collocherebbe intorno al 6% in dollari, includendo un dividend yield del 2%.

In questo contesto, i movimenti valutari continueranno a rappresentare un fattore chiave per gli investitori dell’area euro, in grado di amplificare o ridurre i rendimenti in funzione dell’andamento del dollaro. Secondo ING, questo elemento resta uno dei principali fattori di incertezza per il prossimo anno.

Un contributo positivo potrebbe arrivare dal real estate quotato, che dopo un 2025 deludente potrebbe beneficiare dei probabili tagli dei tassi negli Stati Uniti. Con un dividend yield relativamente interessante e modesti rialzi dei prezzi, Homan indica un rendimento totale atteso intorno al 5%, in grado di sostenere i risultati complessivi del portafoglio.

Selezione attiva, dispersione e nuovi vincitori

Nel complesso, lo scenario delineato da ING per il 2026 è quello di rendimenti azionari moderati, con un divario ridotto tra le prospettive di azioni e obbligazioni. Il premio per il rischio azionario è sceso ai livelli più bassi degli ultimi vent’anni, riflettendo l’aumento dei prezzi, valutazioni elevate e tassi di interesse che non sono diminuiti in modo significativo. Ciononostante, le azioni continuano a offrire opportunità selettive.

Secondo Bob Homan, emergeranno forti differenze di rendimento tra aree geografiche, settori e singole società, rendendo la gestione attiva più importante che mai. L’accelerazione dello sviluppo dell’intelligenza artificiale nel 2026 rappresenta uno dei principali fattori di dispersione. Gli investimenti continueranno a crescere e i benefici si estenderanno oltre il settore tecnologico, coinvolgendo ambiti come utilities e sanità, che potrebbero migliorare i margini grazie a una maggiore efficienza e a una domanda di elettricità più elevata.

Allo stesso tempo, la “distruzione creativa” implica che accanto ai vincitori emergeranno anche grandi perdenti, potenzialmente anche all’interno del comparto tecnologico. La disruption genera rischi e opportunità, rendendo cruciale evitare approcci passivi troppo concentrati.

Scenari alternativi e asset allocation

Come di consueto, ING affianca allo scenario di base due scenari alternativi. In uno scenario positivo, una crescita economica e un’inflazione più forti del previsto migliorerebbero sensibilmente le stime sugli utili e porterebbero gli investitori ad accettare valutazioni più elevate, con rendimenti azionari potenzialmente intorno al 18% in dollari. In uno scenario negativo, al contrario, un calo degli utili e valutazioni più basse potrebbero determinare una flessione dei mercati azionari di circa il 12%.

La storia dimostra quanto sia complesso prevedere con precisione i movimenti dei mercati. Per questo, sottolinea Homan di ING, l’analisi per scenari rappresenta soprattutto un quadro di riferimento, da aggiornare costantemente alla luce degli sviluppi reali. Le tensioni geopolitiche restano elevate e potrebbero innescare movimenti bruschi, rendendo fondamentale mantenere disciplina ed evitare decisioni emotive.

Alla luce delle prospettive attuali, ING mantiene un’allocazione tattica neutrale tra azioni e obbligazioni. Il real estate quotato risulta sovrappesato, mentre materie prime e investimenti alternativi restano neutrali all’interno del portafoglio complessivo, in attesa di segnali più chiari sul fronte macro e valutativo.

La presente pubblicazione è stata preparata da investireinformati.it esclusivamente a scopo informativo, educativo e divulgativo e non costituisce in alcun modo una consulenza in materia di investimenti, né un'offerta, sollecitazione o raccomandazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Le informazioni, le analisi e le opinioni espresse riflettono il punto di vista dell'autore al momento della pubblicazione e possono essere soggette a modifiche senza preavviso. I dati e le fonti utilizzati sono stati controllati e ritenuti affidabili dalla stessa redazione di investireinformati.it, ma non viene fornita alcuna garanzia circa la loro completezza, accuratezza o aggiornamento. Gli strumenti finanziari menzionati possono comportare rischi significativi, inclusa la possibile perdita totale o parziale del capitale investito. I rendimenti indicati, ove presenti, sono sempre al lordo della tassazione e non sono indicativi di risultati futuri. Prima di effettuare qualsiasi operazione di investimento è necessario consultare la documentazione ufficiale dell'emittente (KID, final terms e altri documenti disponibili sul sito dell'emittente) e valutare attentamente la propria situazione finanziaria, gli obiettivi di investimento e il profilo di rischio. Investireinformati.it, i suoi autori e collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per eventuali perdite, danni diretti o indiretti o decisioni di investimento assunte sulla base delle informazioni contenute nel presente articolo. Qualora l'articolo sia realizzato nell'ambito di contenuti sponsorizzati o collaborazioni commerciali, tale circostanza è chiaramente indicata. La presenza di una sponsorizzazione non altera l'indipendenza editoriale dei contenuti, che rimangono di natura informativa. In ogni caso, il lettore è invitato a rivolgersi a un consulente finanziario abilitato per ottenere una valutazione professionale personalizzata.
Potrebbero interessarti anche