Azioni
La recente tregua ha riportato calma sui mercati, eliminando una significativa componente di premio per il rischio e offrendo un temporaneo sollievo rispetto allo scenario peggiore. Sebbene l’impatto di medio termine resti incerto, i fondamentali aziendali sottostanti continuano a dimostrare solidità e supportano un approccio costruttivo. I mercati hanno registrato un rapido rimbalzo, a conferma della difficoltà di individuare il market timing (soprattutto quando può dipendere da un singolo “tweet”) e dell’importanza di restare investiti.
Sul mercato azionario, il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è arrivato al momento opportuno e, per ora, ha evitato gli scenari più estremi, consentendo una rapida ripresa degli asset rischiosi. Come si legge nell’analisi a cura di Jean-Marc Turin, CFA e Head of Patrimonial Funds di Indosuez WM, se questo rimbalzo dovesse rivelarsi sostenibile, il comportamento dei mercati potrebbe ricordare precedenti episodi geopolitici, in cui gli indici trovano generalmente un punto di minimo entro un mese dalle correzioni iniziali, per poi riprendere la traiettoria rialzista. Tuttavia, la natura imprevedibile dei conflitti militari implica che non si possa escludere un ritorno della volatilità, soprattutto in caso di nuovo aumento dei prezzi del petrolio. La stagione delle trimestrali fornirà maggiore chiarezza sull’impatto degli eventi recenti a livello aziendale. Finora, le revisioni sugli utili sono rimaste solide, anzi sono state riviste al rialzo, nonostante le valutazioni globali si siano compresse.
Negli Stati Uniti, spiega Turin, il mercato beneficia dell’indipendenza energetica, mentre l’IA continua a sostenere performance e utili, con un’attenzione costante alla sostenibilità dei flussi di investimento nel settore. Le aspettative di crescita economica restano relativamente solide e la politica monetaria continua a fornire supporto. In particolare, le società statunitensi a media capitalizzazione hanno sovraperformato, beneficiando dei guadagni di produttività attesi legati all’IA e degli effetti positivi della riduzione dei tassi d’interesse. Sebbene le valutazioni rimangano più elevate rispetto ad altre regioni, evidenzia Turin, risultano più attraenti rispetto al periodo precedente il recente conflitto, sostenute da ampia liquidita e da prospettive più sostenibili per i titoli tecnologici.
I mercati emergenti continuano a offrire vantaggi in termini di diversificazione. Dopo una fase di sovraperformance, a marzo Indosuez WM ha rimodulato il posizionamento per riflettere dinamiche di breve termine meno favorevoli, con l’Asia maggiormente impattata dall’aumento dei prezzi del petrolio e dal recente apprezzamento del dollaro. Tuttavia, la view strategica di Indosuez WM rimane costruttiva, basata su solidi fondamentali, momentum positivo degli utili e politiche economiche proattive. Alcune regioni e tematiche continuano a presentare opportunità interessanti, in particolare nel settore tecnologico in Asia e nei mercati latinoamericani, dove la maggiore domanda di materie prime offre ulteriore supporto. Al contrario, la maggiore esposizione del Giappone alle importazioni di energia e la debolezza della valuta suggeriscono un approccio più prudente.
In Europa lo scenario è diventato più complesso e Indosuez WM ha conseguentemente ridotto l’esposizione, in particolare sulle small cap europee dove la convinzione di Indosuez WM è diminuita. Sebbene la regione non sia minacciata da una recessione imminente e persistano opportunità nei settori legati alla tematica della “Autonomia Strategica”, l’Europa, come il Giappone, rimane altamente esposta agli shock energetici. La riapertura dello Stretto di Hormuz non eliminerà la necessita di ricostituire le scorte energetiche, e la competizione asiatica per le risorse è destinata a persistere. Sebbene la crescita degli utili sia positiva, le revisioni al rialzo sono rimaste inferiori rispetto ad altre regioni. Le valutazioni sono migliorate, ma meno che in altri mercati, e la performance delle small e mid cap richiede una costante attenzione in un contesto di condizioni finanziarie più restrittive e pressioni inflazionistiche legate all’energia.
Obbligazionario e mercati del credito
Nei mercati obbligazionari, il contesto resta caratterizzato da elevata volatilità e da uno shock energetico destinato a persistere. In questo scenario, Indosuez WM continua a mantenere bassa la duration e a restare prudenti sul debito sovrano. Le persistenti incertezze sulla politica fiscale e il crescente rischio di uno shock energetico duraturo dovrebbero esercitare pressioni sulle scadenze più lunghe.
Detto ciò, un’ulteriore normalizzazione dei tassi potrebbe creare opportunità più interessanti, in particolare nell’Area Euro, dove Indosuez WM ritiene che le aspettative di inasprimento monetario del mercato siano ancora eccessive. I mercati del credito continuano a confrontarsi con una serie di sfide, dal conflitto iraniano alle vulnerabilità emergenti nel credito privato, giustificando un approccio più cauto sull’high yield europeo. Tuttavia, la classe di attivo ha mostrato resilienza, con spread di credito contenuti e supportati da solidi fondamentali aziendali. Infine, in ottica di diversificazione, Indosuez WM continua a privilegiare il debito dei mercati emergenti in valuta locale, soprattutto in virtù dei rendimenti reali ancora interessanti.
Valute
Il dollaro statunitense ha registrato un rimbalzo, riflettendo il suo status di bene rifugio in un contesto di tensioni persistenti. Tuttavia, secondo Indosuez WM, la prospettiva di medio termine è meno favorevole, con un target EUR/USD a 1,23 entro il 2026. Una volta che i mercati azionari si saranno stabilizzati e i prezzi del petrolio avranno raggiunto il picco, il dollaro dovrebbe riprendere la tendenza al ribasso, guidato dalla diversificazione delle banche centrali e degli investitori globali lontano dalla valuta statunitense. L’evoluzione del sistema petrodollaro rafforza la visione di Indosuez WM, poiché i Paesi del Medio Oriente mostrano minore propensione a reinvestire i proventi petroliferi nei Treasury statunitensi. L’oro resta supportato da fattori strutturali, tra cui la diversificazione delle riserve delle banche centrali, i rischi geopolitici e l’elevato indebitamento dei Paesi sviluppati, nonostante le recenti vendite di alcune banche centrali dei mercati emergenti che hanno temporaneamente pesato sul metallo giallo.
In sintesi, dall’inizio del conflitto iraniano Indosuez WM è rimasta investita, effettuando alcuni aggiustamenti tattici per navigare questo periodo di volatilità, riducendo l’esposizione sul credito e sull’Europa, e ricostituendo parte dei buffer di liquidità. Qualora la de-escalation fosse confermata nelle prossime settimane e le infrastrutture energetiche evitassero ulteriori danni rilevanti, lo scenario centrale rimane costruttivo per l’azionario.


di Francesco Sicuro












































