Azioni sotto pressione tra valutazioni e utili, il mercato ha già scontato i rischi geopolitici?

Azioni sotto pressione tra valutazioni e utili, il mercato ha già scontato i rischi geopolitici?

Il prolungarsi del conflitto in Medio Oriente sta mettendo alla prova i mercati azionari, spingendo gli investitori a interrogarsi su quanto rischio sia già incorporato nei prezzi. Tra valutazioni in calo e utili ancora solidi, il quadro resta complesso e in evoluzione, con l’energia al centro delle dinamiche macro. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il repricing è sufficiente o destinato a proseguire.

Valutazioni in aggiustamento

Con il protrarsi del conflitto in Medio Oriente diventa fondamentale interrogarsi su quanto di questo scenario sia già incorporato nei prezzi azionari. Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm, osserva che l’analisi deve concentrarsi su due elementi chiave: valutazioni di mercato e aspettative sugli utili.

Flax evidenzia come le valutazioni abbiano registrato un progressivo recupero dai minimi del 2022, sostenute da una crescita solida degli utili, in particolare nel settore tecnologico statunitense, che ha rafforzato la fiducia degli investitori. Tuttavia, dall’inizio delle ostilità, Flax nota che le valutazioni hanno iniziato a ridimensionarsi, avvicinandosi alle medie di lungo periodo e riflettendo un aumento delle preoccupazioni legate al contesto geopolitico.

Secondo Flax, per un investitore con orizzonte di lungo termine, questo movimento può rappresentare un elemento costruttivo, poiché livelli di partenza più contenuti sono spesso associati a prospettive di rendimento più interessanti nel tempo.

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Utili solidi ma a rischio revisione

Sul fronte delle aspettative sugli utili, Flax ricorda che l’anno si è aperto con previsioni di crescita robuste a livello globale e incrementi a doppia cifra attesi negli Stati Uniti, nel Regno Unito, nell’Eurozona e nei mercati emergenti. Questo scenario ha sostenuto valutazioni sopra la media e migliorato il sentiment, soprattutto nei mercati emergenti.

Flax sottolinea però che le revisioni sugli utili tendono a manifestarsi con ritardo: analisti e imprese spesso evitano di modificare rapidamente le stime in presenza di eventi geopolitici incerti. Di conseguenza, i prezzi di mercato si adeguano prima delle aspettative sugli utili.

In questo contesto, Flax evidenzia che il forte rialzo del prezzo del petrolio rappresenta uno shock macroeconomico rilevante, con potenziali effetti su crescita e inflazione. Gli impatti potrebbero estendersi a diversi settori, influenzando prezzi che vanno dai carburanti ai beni alimentari fino ai componenti tecnologici e agli input produttivi critici come l’elio utilizzato nei semiconduttori.

Rischi già scontati o ancora sottovalutati?

Flax sottolinea che le domande cruciali riguardano la durata delle pressioni sui prezzi e sulle catene di approvvigionamento, nonché l’entità dell’impatto sugli utili aziendali. Flax ritiene plausibile che i prezzi dell’energia restino elevati più a lungo del previsto, aumentando il rischio di revisioni al ribasso delle stime sugli utili.

Una parte di questo scenario, secondo Flax, è già riflessa nei prezzi di mercato. Tuttavia, se tali revisioni dovessero concretizzarsi, le valutazioni potrebbero rivelarsi meno contenute di quanto appaiano oggi.

Flax osserva che il recente calo dei mercati azionari è stato relativamente contenuto, suggerendo che gli investitori non si aspettano, almeno per ora, un impatto estremamente severo. Nelle prossime settimane, con la pubblicazione dei risultati del primo trimestre delle aziende statunitensi, sarà possibile ottenere indicazioni più concrete.

Secondo Flax, è probabile che emergano segnali di maggiore cautela e che alcune stime sugli utili vengano riviste leggermente al ribasso. In questo contesto, Flax conclude che appare opportuno mantenere un posizionamento moderatamente prudente sull’azionario, in attesa che le aspettative sugli utili riflettano pienamente le implicazioni del quadro geopolitico attuale.

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