Biotech, il mercato dei capitali torna a scaldarsi

Biotech, il mercato dei capitali torna a scaldarsi

Dopo una lunga fase di gelo, il settore biotech statunitense sta ritrovando accesso ai mercati finanziari. Le emissioni azionarie hanno registrato il trimestre più forte dal 2021, sostenute dal ritorno delle fusioni e acquisizioni, da valutazioni in recupero e da un rinnovato appetito per il rischio. Un cambio di passo che potrebbe aprire la strada a una nuova stagione di IPO nel 2026.

Equity e M&A riaccendono il settore

Il mercato azionario biotech negli Stati Uniti ha vissuto il trimestre più dinamico degli ultimi quattro anni, con vendite di azioni — tra aumenti di capitale e collocamenti secondari — pari a 13,7 miliardi di dollari nel quarto trimestre, il livello più alto dal primo trimestre del 2021 secondo dati Bloomberg.

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Solo nelle ultime settimane dell’anno, le società del settore hanno raccolto oltre 4 miliardi, segnando una netta inversione rispetto alla paralisi che aveva caratterizzato il comparto nei mesi precedenti.

Il rimbalzo arriva dopo un periodo particolarmente difficile, segnato da tassi d’interesse elevati, incertezza regolatoria e pressioni politiche su prezzi e approvazioni dei farmaci, fattori che avevano di fatto chiuso il mercato dell’equity per molte biotech prive di flussi di cassa stabili. La svolta è stata innescata soprattutto dal ritorno dell’M&A: le grandi case farmaceutiche, alle prese con un’imponente scadenza di brevetti, hanno ripreso a cercare pipeline innovative per sostenere la crescita futura.

Operazioni come l’acquisizione di Metsera da parte di Pfizer (linea bianca), conclusa a un prezzo che ha garantito un premio superiore al 260% rispetto all’IPO, hanno rappresentato un punto di svolta simbolico. A seguire sono arrivati altri deal rilevanti, tra cui l’accordo di Merck (linea blu) con Cidara Therapeutics e l’annuncio di Novartis (linea rossa), pronta a investire 12 miliardi di dollari per Avidity Biosciences, la maggiore acquisizione biotech degli ultimi dieci anni. Queste operazioni hanno rafforzato la convinzione che le valutazioni abbiano toccato il fondo e che il settore stia entrando in una nuova fase del ciclo.

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Selettività, dati clinici e sguardo alle IPO

Il miglioramento del sentiment si riflette anche negli indici: lo S&P Biotechnology Select Industry Index (linea bianca) ha guadagnato quasi il 23% nel quarto trimestre e il 36,5% da inizio anno a fronte di un progresso molto più contenuto dell’S&P 500 (linea blu) pari a circa il +15% YTD. Tuttavia, la ripresa non è indiscriminata. Gli investitori restano altamente selettivi, premiando soprattutto le società in grado di presentare dati clinici solidi o un chiaro potenziale di acquisizione.

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Non a caso, molte aziende hanno lanciato aumenti di capitale subito dopo la pubblicazione di risultati positivi, replicando un meccanismo ben noto nel settore. È il caso di Terns Pharmaceuticals, che ha raccolto 747,5 milioni di dollari dopo la diffusione di dati clinici promettenti, o di Kymera Therapeutics e Structure Therapeutics, che hanno ampliato le dimensioni delle offerte grazie a una domanda superiore alle attese. Questo ritorno degli investitori sull’equity viene visto anche come un test cruciale in vista delle IPO, dopo anni di attività ridotta.

Il 2025 si avvia infatti a chiudersi come uno degli anni più deboli dell’ultimo decennio per nuove quotazioni biotech, con una raccolta complessiva intorno ai 500 milioni di dollari. Ma il miglioramento delle valutazioni e la riattivazione dell’M&A stanno cambiando le aspettative: secondo diversi operatori, il 2026 potrebbe segnare un ritorno significativo delle IPO, con almeno una ventina di operazioni considerate il livello minimo plausibile se le condizioni di mercato resteranno favorevoli.

Il messaggio che arriva dai mercati è chiaro: il biotech sembra aver superato la fase più dura, sostenuto da capitali freschi e da un rinnovato interesse strategico delle big pharma. Resta un settore ciclico e volatile, sensibile ai tassi e al flusso di notizie cliniche, ma se l’attuale slancio verrà confermato, il mercato dei capitali potrebbe tornare a essere una leva strutturale di crescita per l’industria già dal prossimo anno.

Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
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