Borsa giapponese ai massimi storici: AI, difesa e politica spingono Tokyo

Borsa giapponese ai massimi storici: AI, difesa e politica spingono Tokyo

Il 2025 si chiude con un record storico per la Borsa di Tokyo. Le azioni giapponesi hanno raggiunto il livello più alto di sempre a fine anno, sostenute dal boom dell’intelligenza artificiale, dall’aumento della spesa per la difesa e dalla capacità del Giappone di assorbire shock geopolitici e tensioni commerciali. Un risultato che conferma il mercato nipponico tra i grandi protagonisti globali dell’anno.

Un finale d’anno senza precedenti per il Topix

L’indice Topix ha chiuso l’ultima seduta del 2025 a 3.408,97 punti, in rialzo del 23,7% dall’inizio dell’anno, segnando per la prima volta una chiusura annuale sopra quota 3.000.

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Il dato consolida il terzo anno consecutivo di forti guadagni, dopo l’aumento di circa il 17% nel 2024 e del 26,7% nel 2023, certificando una fase strutturalmente positiva per il mercato azionario giapponese.

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Alla base del rally c’è soprattutto il comparto tecnologico, che ha beneficiato dell’accelerazione globale sugli investimenti in AI e data center, rendendo Tokyo una delle piazze più esposte al tema dell’innovazione.

Tecnologia e AI trascinano i titoli migliori

Il titolo simbolo del 2025 è stato Kioxia, produttore di chip per la memoria, protagonista di un’ascesa spettacolare: le azioni sono salite di oltre il 540% in un solo anno, grazie alla domanda crescente di capacità di archiviazione legata all’intelligenza artificiale.

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In generale, i titoli tecnologici legati ai semiconduttori hanno guidato i rialzi, rafforzando la percezione del Giappone come snodo chiave della catena globale dell’AI, alternativa credibile agli Stati Uniti e sempre più rilevante nel contesto asiatico.

Difesa, banche e nuovo corso politico

Accanto alla tecnologia, hanno brillato anche le aziende della difesa, favorite dall’aumento della spesa militare e dalle crescenti preoccupazioni sulla sicurezza regionale. I grandi gruppi bancari hanno sovraperformato grazie alle attese di ulteriori rialzi dei tassi nel 2026, dopo che la Bank of Japan ha portato i tassi al livello più alto degli ultimi 30 anni, in risposta a un’inflazione in accelerazione.

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Sullo sfondo, il cambio politico di fine ottobre, con la nomina di Sanae Takaichi come prima donna primo ministro, ha rafforzato la fiducia degli investitori: i piani di stimolo fiscale e l’elevato consenso iniziale hanno contribuito a sostenere il sentiment sui mercati.

Dazi Usa, yen debole e rimbalzo dagli shock

Il record di fine anno arriva dopo mesi di forte volatilità. In primavera, l’annuncio improvviso dei dazi “liberation day” da parte del presidente Usa Donald Trump aveva colpito duramente gli esportatori giapponesi, portando il Topix a toccare il minimo annuale il 7 aprile. Da allora, l’indice ha messo a segno un rimbalzo di circa il 50%, sostenuto anche dall’accordo commerciale con Washington entrato in vigore a settembre, che ha fissato un dazio base del 15% sulle importazioni giapponesi, molto inferiore alle ipotesi iniziali.

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A favorire il recupero è stata anche la debolezza dello yen, rimasto su livelli simili a quelli di inizio anno contro il dollaro, elemento che ha continuato a sostenere la competitività degli esportatori.

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Un “nuovo normale” per gli investitori globali

Non tutti i settori hanno beneficiato del rally. Le tensioni diplomatiche con la Cina hanno pesato sui titoli più esposti ai consumatori cinesi o in competizione diretta con prodotti provenienti dal Dragone. Nel complesso, però, il 2025 ha segnato una svolta nel modo in cui gli investitori guardano al Giappone.

Il mercato di Tokyo si è affermato come vincente in un contesto di “nuovo normale”, dove contano meno i parametri tradizionali e più la capacità di adattarsi a un mondo fatto di AI, geopolitica instabile e commercio frammentato. Un messaggio chiaro con cui la Borsa giapponese entra nel 2026.

Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
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