Rally record a Tokyo
La reazione dei mercati all’esito delle elezioni è stata immediata e potente. Il Nikkei 225 ha guadagnato fino al 5,7%, superando per la prima volta la soglia dei 57.000 punti, per poi chiudere la seduta con un rialzo vicino al 4%.

Anche il Topix ha toccato nuovi massimi storici, oltrepassando quota 3.800 e terminando la giornata in progresso di oltre il 2%.

Secondo gli operatori, il mercato ha premiato il ritorno del cosiddetto “Takaichi trade”, alimentato dall’aspettativa che la nuova premier possa contare su una maggioranza tale da tradurre rapidamente in azione la propria agenda economica, incentrata su crescita, investimenti e rafforzamento della competitività industriale.
Una maggioranza senza precedenti
Il voto ha consegnato a Sanae Takaichi una supermaggioranza dei due terzi nella Camera bassa, composta da 465 seggi, garantendo al Partito Liberal Democratico il risultato più ampio dalla sua fondazione nel 1955. Secondo fonti interne al partito, l’ampiezza della vittoria ha superato le stesse aspettative della dirigenza.

Per il mercato, il messaggio è chiaro: stabilità politica di lungo periodo e riduzione del rischio istituzionale. Un elemento che, secondo Mansoor Mohi-uddin di Bank of Singapore, rende il Giappone particolarmente attraente rispetto ad altre grandi democrazie attraversate da incertezza politica e polarizzazione.
Fiducia degli investitori, ma attesa sui dettagli
Nonostante l’entusiasmo iniziale, alcuni strategist invitano alla prudenza. Gli investitori di lungo periodo, osserva Tomochika Kitaoka di Nomura, attendono ora segnali concreti sull’attuazione delle politiche, più che sugli annunci. Il risultato elettorale rappresenta un punto di partenza, ma il giudizio finale dipenderà dalla capacità del nuovo governo di trasformare il consenso in riforme efficaci.
Intanto, la performance relativa del mercato giapponese resta impressionante. Secondo Goldman Sachs, il Giappone sta sovraperformando gli Stati Uniti di circa dieci punti percentuali dall’inizio dell’anno, un differenziale che potrebbe attirare nuovi flussi di capitale internazionale verso Tokyo.

Tecnologia e difesa al centro del rimbalzo
La spinta rialzista ha interessato soprattutto i titoli legati a tecnologia, semiconduttori e macchinari industriali, settori indicati dalla premier come prioritari nella strategia di rilancio economico. Advantest, leader mondiale nelle apparecchiature per il testing dei chip, ha chiuso la seduta con un balzo dell’11,5%.
Takaichi ha ribadito l’intenzione di adottare una politica di spesa “strategica”, indirizzata verso AI, semiconduttori e difesa, ambiti considerati cruciali sia per la crescita economica sia per il posizionamento geopolitico del Paese.
Yen sotto osservazione e nodo costituzionale
La netta vittoria elettorale riapre anche il dibattito su possibili riforme istituzionali. La premier ha segnalato la volontà di avviare un confronto parlamentare sulla revisione della Costituzione del 1947, inclusa la discussa “clausola pacifista”. Un percorso che resta complesso e richiede una doppia maggioranza parlamentare e un referendum nazionale.
Sul fronte valutario, gli analisti di Citi ritengono che il ritorno dei “Takaichi trades” possa indebolire lo yen verso quota 160 contro il dollaro, sollevando interrogativi su come il governo finanzierà i suoi ambiziosi piani. Per ora, la valuta giapponese resta relativamente stabile attorno a 156,5, mentre il rendimento dei titoli di Stato decennali ha registrato solo un lieve rialzo.


di Gino Ercole Zincone













































