GAM: il mercato azionario cinese ritrova slancio
Nel terzo trimestre, la Borsa cinese ha messo a segno una ripresa significativa, con l’indice MSCI China in rialzo del 20,7% in dollari (+35,9% circa YTD), segnale di un ritorno di fiducia dopo mesi di volatilità. Secondo Jian Shi Cortesi, Investment Director di GAM, il miglioramento del clima politico a Pechino e i risultati incoraggianti delle aziende hanno alimentato un rinnovato interesse degli investitori, con forti flussi di capitale sia domestici che esteri.

Il comparto dei materiali ha guidato il rialzo, spinto dal balzo dei prezzi di oro (linea gialla – +55,6% YTD) e rame (linea arancione – +26% YTD), mentre i settori legati all’innovazione — sanità, tecnologia, beni di consumo discrezionali e comunicazione — hanno beneficiato delle politiche a sostegno della crescita. Al contrario, comparti più difensivi come finanza, utilities ed energia hanno sottoperformato.

Tra le migliori performance si distinguono Foxconn Industrial Internet, favorita dalla domanda di server per l’intelligenza artificiale; Futu Holdings, che ha beneficiato dei volumi di scambio su Hong Kong e USA; e Hangzhou Chang Chuan, sostenuta dalle prospettive legate al rafforzamento della filiera cinese dei semiconduttori.
Innovazione e crescita sostenibile: la nuova traiettoria di Pechino
Per GAM, la Cina ha superato un punto di svolta: il mercato azionario del Paese offre oggi un’interessante combinazione di valutazioni contenute e crescita guidata dall’innovazione. Programmi come “Made in China 2025” stanno favorendo un modello economico fondato su ricerca, sviluppo e tecnologia. I settori chiave includono manifattura avanzata, energie pulite, veicoli elettrici, farmaceutica e intelligenza artificiale, pilastri di una crescita più autonoma e sostenibile.
Nonostante la debolezza del real estate, il sentiment sta migliorando: le azioni cinesi trattano ancora con uno sconto significativo rispetto ai mercati di Stati Uniti, Europa, India e Giappone. Secondo GAM, l’indice MSCI China dovrebbe apprezzarsi di oltre il 40% per tornare ai massimi storici, a conferma di un notevole margine di rialzo.

Gli investitori mostrano un crescente interesse per i temi strutturali:
- Consumi esperienziali, legati a viaggi, intrattenimento e servizi;
- Adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese;
- Autonomia tecnologica nei semiconduttori e nell’hardware;
- Transizione energetica, con investimenti pluridecennali nelle rinnovabili.
Per GAM, questi quattro pilastri rappresentano il nucleo del futuro mercato cinese, capace di garantire una crescita qualitativa e meno dipendente dal commercio globale.
PIMCO: l’economia reale mostra segnali di rallentamento
Pur riconoscendo la resilienza del sistema, gli economisti di PIMCO, Tiffany Wilding e Stephen Chang, evidenziano che le fondamenta della crescita cinese stanno scricchiolando. Il Paese deve ora fare i conti con l’indebolimento della domanda interna, un eccesso di capacità industriale e l’inasprimento delle barriere commerciali.
Il crollo del settore immobiliare, iniziato nel 2021, è paragonabile per impatto a quello del Giappone degli anni ’90 e degli Stati Uniti del 2008: l’edilizia residenziale nominale è scesa del 40%, ma la Cina ha mantenuto un ritmo di crescita del 4,5-5% annuo, grazie al sostegno pubblico a manifattura, infrastrutture e export.
Nel 2024, i materiali destinati all’edilizia sono stati reindirizzati ai mercati emergenti, mentre la produzione di veicoli elettrici, batterie e pannelli solari ha trovato sbocchi in Europa. Tuttavia, con il real estate ridotto al 6% del PIL dal 10% precedente, il modello basato su esportazioni e investimenti mostra i suoi limiti.
Un equilibrio sempre più difficile da mantenere
Le barriere tariffarie imposte da Stati Uniti ed Europa, insieme alla concorrenza crescente nei mercati emergenti, hanno rallentato la crescita del commercio estero cinese. Nel frattempo, la domanda interna privata (consumi e investimenti) ha registrato la peggiore contrazione trimestrale dal periodo Covid, e persino le imprese statali hanno ridotto gli investimenti.
PIMCO osserva che l’economia continua a crescere “per accumulo di scorte”: un segnale di debolezza strutturale che, se non corretto, rischia di alimentare la deflazione e di spingere la Cina a esportare a prezzi più bassi per smaltire la sovrapproduzione.
Gli stimoli fiscali, pur in arrivo, hanno avuto un impatto limitato, e le pressioni deflazionistiche potrebbero diffondersi a livello globale, colpendo in particolare i Paesi europei a bassa protezione doganale.
Due visioni complementari: trasformazione o transizione?
Le analisi di GAM e PIMCO offrono due prospettive divergenti ma complementari. Da un lato, GAM vede nella Cina una potenza in piena trasformazione, capace di rinnovarsi attraverso innovazione, consumi evoluti e sostenibilità; dall’altro, PIMCO richiama alla prudenza, segnalando la fragilità del motore economico tradizionale e la necessità di una ristrutturazione profonda.
Il futuro della Cina, insomma, dipenderà dalla capacità di riequilibrare la crescita: passare da un modello trainato da esportazioni e investimenti a uno fondato su consumi, tecnologia e produttività. Una transizione complessa ma decisiva, da cui dipenderà non solo la traiettoria dell’economia cinese, ma anche quella dei mercati globali nei prossimi anni.

di Gino Ercole Zincone













































