Pressioni dall’Asia e fragilità del mercato
Dicembre si apre con una nuova ondata di vendite che ha colpito Bitcoin e le principali altcoin. Come emerge nell’analisi firmata da André Dragosch, Head of Research di Bitwise per l’Europa, il Bitcoin ha ceduto fino al 6% nelle prime ore di scambio oggi, mentre Ether è arretrato oltre il 7% verso area 2.800 dollari. La reazione degli altri token principali, come Solana, conferma il clima di avversione al rischio che domina il comparto.
La criptovaluta resta fragile dopo la lunga fase correttiva iniziata a ottobre, quando circa 19 miliardi di dollari in posizioni a leva sono stati liquidati dopo il massimo storico vicino ai 126.000 dollari. Un recupero moderato aveva riportato Bitcoin sopra i 90.000 dollari nella settimana precedente, ma il mese di novembre si è chiuso con una perdita del 16,7%.
Il nuovo calo è legato a un insieme di notizie negative arrivate dall’Asia. La Banca Popolare Cinese ha assunto un tono rigido sugli asset digitali. Allo stesso tempo, l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi spinge la Bank of Japan verso un rialzo dei tassi, influenzando il sentiment globale. Le vendite sono state aggravate dalle liquidazioni forzate attraverso futures perpetui su Bitcoin, fattori che hanno alimentato la volatilità.
Un ciclo che non segue più solo il modello post-Halving
Il dibattito sul comportamento di Bitcoin rispetto ai precedenti cicli post-Halving è centrale. Dragosch osserva che, anche se non si attende una replica del classico schema quadriennale, l’andamento finora è stato sorprendentemente simile al modello storico. Il prezzo mediano post-Halving ha raggiunto il massimo 525 giorni dopo l’evento nelle passate fasi, mentre in questo ciclo il nuovo record è arrivato 534 giorni dopo il dimezzamento dell’aprile 2024.
La differenza principale riguarda la composizione della domanda. Nel 2025 la domanda istituzionale proveniente da società di tesoreria globali e dai veicoli quotati su Bitcoin ha superato il deficit di offerta generato dal dimezzamento per oltre sette volte. In sintesi, i miner non rappresentano più il fulcro della struttura di mercato. Bitcoin è passato da un sistema guidato dall’offerta a un sistema guidato dalla domanda, un cambiamento che modifica in profondità la lettura del ciclo.
Bitcoin dentro il sistema finanziario
Dal punto di vista strutturale, la domanda legata all’adozione di individui, aziende, asset manager e Stati dovrebbe continuare a crescere. Dragosch chiarisce che, dal punto di vista ciclico, i fattori macro tradizionali stanno acquisendo un ruolo decisivo. L’integrazione crescente di Bitcoin con il sistema finanziario globale rende la criptovaluta più sensibile alle aspettative sulla crescita economica e all’orientamento della politica monetaria.
L’indebolimento delle aspettative sulla crescita globale ha pesato sul prezzo nelle ultime settimane, un movimento coerente con la nuova natura più interconnessa del mercato crypto. Bitcoin risponde oggi in modo più marcato ai driver macro, segnale della maturazione dell’asset class.
Valutazioni depresse e possibili spazi per un rimbalzo
Esiste però un elemento favorevole. Le valutazioni di Bitcoin riflettono già livelli di pessimismo estremi, simili a quelli registrati durante il crollo legato al Covid nel 2020 o durante l’esplosione di FTX nel 2022. Dragosch evidenzia che il mercato sta già prezzando uno scenario di crescita recessiva, il che indica che molte notizie negative sono state integrate e che i rischi al ribasso appaiono più contenuti da una prospettiva contrarian.
Nello stesso tempo, l’allentamento monetario avviato dalle principali banche centrali dovrebbe sostenere gli indicatori anticipatori nei prossimi sei-nove mesi. Una dinamica che può favorire un ritorno dell’appetito per il rischio e aprire spazio a una fase più costruttiva per Bitcoin e per l’intero mercato crypto.

di Francesco Sicuro













































