Criptovalute, meno hype e più fondamentali: le prospettive su Bitcoin, Ethereum, Solana e Ripple

Criptovalute, meno hype e più fondamentali: le prospettive su Bitcoin, Ethereum, Solana e Ripple

Dopo un 2025 segnato dalla svolta dell’adozione istituzionale e dalla maggiore chiarezza normativa, il mercato delle criptovalute entra in una fase più matura. I potenziali rialzi restano interessanti, ma più selettivi, mentre la stabilità del settore cresce grazie a flussi strutturali, nuovi prodotti regolamentati e un contesto macro in evoluzione.

Dal boom alla maturità del mercato cripto

Il 2025 ha rappresentato un punto di svolta per il mondo degli asset digitali. Come si legge nell’analisi di 21Shares, adozione istituzionale, chiarezza normativa e innovazione di prodotto hanno iniziato a muoversi finalmente nella stessa direzione. Gli ETF spot hanno assorbito flussi rilevanti di capitale, aziende e investitori sovrani hanno ampliato le riserve in asset digitali e la tokenizzazione è passata da concetto teorico a pratica operativa. Il settore è così entrato in una fase di maggiore maturità, in cui i rialzi potenziali risultano più contenuti rispetto ai primi anni, ma anche le correzioni appaiono meno violente, contribuendo a un quadro complessivamente più stabile.

Guardando al 2026, le criptovalute poggiano su fondamentali più solidi, sostenuti da flussi strutturali verso i nuovi prodotti indicizzati, da un riallineamento macroeconomico e da un contesto normativo più chiaro. Le tensioni geopolitiche e commerciali restano un fattore di rischio, in grado di alimentare volatilità e avversione al rischio, ma politiche monetarie e fiscali più accomodanti e il progressivo indebolimento del dollaro potrebbero continuare a spingere gli investitori verso il comparto in cerca di rendimenti più elevati.

Bitcoin, tra riserva di valore e asset ad alta beta

L’accessibilità di Bitcoin è aumentata in modo significativo grazie agli ETP in Europa e, più recentemente, agli ETF negli Stati Uniti. Oggi persino enti sovrani contribuiscono alla domanda, aprendo la strada alla possibilità che BTC venga progressivamente riconosciuto come asset macroeconomico nella categoria delle riserve di valore.

Allo stesso tempo, 21Shares invita alla cautela. Bitcoin non viene ancora scambiato come un vero bene difensivo, ma piuttosto come un asset high-beta, mostrando correlazioni con l’azionario nelle fasi di aumento dell’avversione al rischio e una sensibilità marcata alle aspettative sui tassi e all’inflazione. Per uno scenario strutturalmente rialzista sarebbe necessario un allentamento dei rendimenti reali, un’espansione dei bilanci delle banche centrali e una distensione delle guerre commerciali.

In questo contesto, gli scenari per il 2026 delineati da 21Shares vedono uno scenario base tra 100mila e 110mila dollari, con afflussi moderati negli ETF e rendimenti reali stabili. Lo scenario rialzista spinge le quotazioni tra 150mila e 180mila dollari, grazie a politiche monetarie più favorevoli e forti flussi di capitale. Lo scenario ribassista, tra 60mila e 75mila dollari, riflette invece un contesto di avversione al rischio prolungata, restrizioni normative e tensioni geopolitiche.

Ethereum, crescita limitata dai ricavi del protocollo

Per Ethereum, la traiettoria nel 2026 dipende in larga misura dai flussi negli ETF dedicati e dalla capacità del protocollo di trasformare l’attività economica in ricavi sostenibili. Dopo gli ultimi aggiornamenti, i rendimenti da staking derivano soprattutto dalle ricompense ai validator e dalle commissioni, mentre il consumo di token ha un ruolo più marginale, riducendo l’attrattiva dell’asset.

La crescente efficienza dei Layer 2 favorisce gli utenti, ma riduce la quota di valore che resta su ETH per ogni dollaro transato. Questo squilibrio emerge anche nei dati sugli ETF, che hanno registrato deflussi netti per 1,4 miliardi di dollari. Nello scenario base, ETH potrebbe muoversi tra 3.400 e 3.700 dollari, sostenuto da afflussi modesti e condizioni macro neutrali. Uno scenario rialzista tra 3.900 e 4.200 dollari richiederebbe una ripresa del burn di ETH e un’accelerazione dei flussi negli ETF. Lo scenario ribassista, tra 1.700 e 2.200 dollari, riflette invece una persistente compressione dei ricavi e nuove ondate di deflussi.

Solana, alto volume ma bassa cattura di valore

Solana elabora oggi circa 2,2 miliardi di transazioni a settimana e registra in media 16,7 milioni di indirizzi attivi settimanali. Nonostante questi numeri, la maggior parte del valore economico generato resta sulle dApp e non si riversa sul protocollo. Dei circa 10 milioni di dollari di fee giornaliere, meno del 10% confluisce direttamente nel network, delineando un modello ad alto volume e bassa resa che limita il potenziale di crescita strutturale.

Nel tempo, però, Solana è diventata più resiliente e stabile, migliorando la fluidità delle transazioni e riducendo i rischi operativi, elementi fondamentali per attrarre capitali istituzionali. Secondo 21Shares, lo scenario base per il 2026 vede SOL a 150 dollari, con un miglioramento delle fee ma senza un cambio strutturale. Lo scenario rialzista a 197 dollari richiederebbe una crescita significativa dei ricavi e un’accelerazione regolamentare, mentre lo scenario ribassista a 95 dollari riflette concorrenza crescente e indebolimento della domanda di staking.

Ripple, il passaggio dalla speculazione ai fondamentali

Per XRP, il 2026 rappresenta un possibile punto di svolta. La risoluzione del contenzioso con la SEC ha ridotto il rischio normativo e consentito il lancio di ETF dedicati, aprendo la strada a una valutazione più ancorata ai fondamentali istituzionali. La variabile chiave resta l’adozione effettiva nei portafogli.

Nello scenario base, XRP potrebbe attestarsi intorno a 2,45 dollari, sostenuto da afflussi costanti e maggiore utilità. Lo scenario rialzista, a 2,69 dollari, presuppone una crescita degli RWA istituzionali e una contrazione dell’offerta. Lo scenario ribassista, a 1,60 dollari, riflette invece un’adozione stagnante e deflussi di capitale.

Oro, Bitcoin e la strategia BOLD

Accanto alle criptovalute, il 2025 e l’inizio del 2026 hanno visto una crescita straordinaria dell’oro, che ha superato i 5.500 dollari l’oncia, sostenuto da tensioni geopolitiche e dalla domanda di asset rifugio. In un contesto in cui queste tensioni appaiono destinate a persistere, 21Shares sta promuovendo la strategia BOLD ETP, che combina esposizione a oro e Bitcoin in un portafoglio ponderato per il rischio e ribilanciato mensilmente.

La logica è sfruttare la protezione inflazionistica dell’oro e la crescente adozione di BTC come riserva di valore, attraverso un meccanismo automatico che privilegia l’asset meno rischioso in ogni fase di mercato. Secondo Massimo Siano, Vicepresidente e Responsabile per il Sud Europa di 21Shares, il mercato cripto sta vivendo un’evoluzione strutturale, passando da una domanda prevalentemente speculativa a flussi sempre più regolamentati, istituzionali e legati a casi d’uso concreti, con opportunità ancora significative ma sempre più selettive e orientate al lungo periodo.

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