La geopolitica rimette benzina sul settore
Nelle prime settimane del 2026 l’indice Stoxx Europe Aerospace and Defence è salito di quasi il 15%, mettendo a segno in un solo mese oltre un quarto dei guadagni record dell’anno scorso.

Il movimento è stato guidato dai nomi più “sensibili” alla spesa europea: Saab (linea bianca) è avanzata del 35%, Rheinmetall (linea rossa) del 24%, BAE Systems (linea verde) e Leonardo (linea blu) del 22%. Secondo diversi operatori, il mercato sta prezzando l’idea che gli Stati europei non possano permettersi pause, perché le ultime crisi hanno riaperto il tema di fondo: l’Europa deve accelerare nel costruire una capacità industriale e militare più autonoma.

Il tema dell’autonomia strategica torna dominante
Il cambio di passo si lega a una sequenza di eventi che ha rimesso il rischio politico al centro delle strategie. La cattura di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti e le ripetute dichiarazioni di Donald Trump sul fatto che Washington debba “avere” la Groenlandia, con la possibilità di azioni militari mai del tutto esclusa, hanno alimentato le scommesse su nuovi aumenti strutturali della spesa per la difesa nel continente.
In questa cornice, la presenza Nato sull’isola viene descritta da Copenaghen come più “permanente”, mentre diversi Paesi europei, dalla Germania al Regno Unito, fino a Francia, Finlandia e Paesi Bassi, hanno annunciato schieramenti limitati di truppe. La lettura del mercato è che la combinazione tra tensioni esterne e fragilità dei vecchi equilibri stia trasformando la difesa in una priorità di lungo periodo, con benefici diretti per i fornitori locali.
Ordini, piani industriali e nuove ambizioni
La spinta non è solo narrativa: molte aziende arrivano al 2026 con portafogli ordini ai massimi, costruiti dal 2022 in poi, dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Saab, che produce il caccia Gripen e una gamma di sistemi d’arma e sensori, viene vista tra i principali beneficiari del riarmo svedese, anche alla luce della decisione di Stoccolma di investire 440 milioni di dollari in sistemi di droni militari.
BAE Systems, forte della produzione dei sottomarini nucleari per la Royal Navy, intercetta la crescita della spesa domestica e continua a contare su una presenza negli Stati Uniti potenzialmente favorita da politiche più espansive. Rheinmetall, intanto, sta provando a consolidare la propria trasformazione con obiettivi aggressivi: il gruppo ha indicato l’ambizione di arrivare a 50 miliardi di euro di ricavi annui nel 2030, un salto rispetto ai livelli del 2024, e sta allargando il perimetro verso nuovi segmenti, dalle navi ai satelliti.
Sullo sfondo, il mercato assorbe anche i segnali di consolidamento: Czechoslovak Group ha confermato piani per una quotazione ad Amsterdam nelle prossime settimane.

Europa più forte degli USA, ma i prezzi iniziano a pesare
Il rally non è solo europeo, ma l’Europa sta di nuovo correndo più degli Stati Uniti. L’equivalente sub-indice americano dell’S&P 500 nel comparto aerospace & defense è in rialzo di circa l’11% nel mese, dopo un 2025 già molto positivo.
Anche oltreoceano i grandi nomi si muovono con forza, ma il mercato resta prudente su quanto delle promesse politiche possa tradursi in numeri: l’ipotesi di un aumento del budget difesa USA del 50% fino a 1.500 miliardi di dollari viene giudicata da alcuni analisti più un’aspirazione che una misura già “finanziabile”, vista la sensibilità del tema deficit.
Il rischio valutazioni e la “fragilità” del consenso
Dopo una salita così rapida, però, cresce anche la parte del dibattito che invita alla cautela. Alcuni investitori avvertono che le valutazioni stanno incorporando gran parte dello scenario migliore, rendendo i titoli più esposti a correzioni se dovessero emergere ostacoli politici, ritardi nelle commesse o segnali di distensione sui fronti più caldi. In quest’ottica, anche i downgrade iniziano a comparire: Deutsche Bank ha ridotto il giudizio su alcuni big del settore come BAE, Leonardo e Thales, portandoli da buy a hold. Il messaggio implicito è che la storia resta potente, ma a questi prezzi la difesa può diventare un tema in cui la direzione è giusta e il timing molto più delicato.

di Gino Ercole Zincone













































