Il dollaro scivola, Trump minimizza
La pressione sul dollaro si è intensificata dopo che Donald Trump ha dichiarato apertamente di non essere preoccupato dal recente crollo della valuta americana, definendolo addirittura “positivo”. Una presa di posizione che ha sorpreso i mercati e accelerato il movimento di vendita. Il dollaro è sceso ai minimi degli ultimi quattro anni contro un paniere di valute, perdendo oltre il 2,5 per cento dall’inizio del 2026, e avvicinandosi ai minimi di gennaio 2022.

Euro e sterlina hanno toccato i livelli più alti dal 2021, mentre lo yen ha proseguito un recupero rapido, alimentato dalle speculazioni su un possibile intervento coordinato tra Stati Uniti e Giappone per sostenere la valuta nipponica.

Secondo molti operatori, il messaggio implicito è che l’amministrazione americana non considera più la forza del dollaro una priorità, aumentando così il premio per il rischio associato agli asset denominati in valuta Usa. Le tensioni con gli alleati Nato, il confronto acceso su Groenlandia e commercio, l’incertezza sulla futura guida della Federal Reserve e persino il rischio di uno shutdown del governo federale stanno convergendo in un unico fattore di pressione sulla moneta americana.
Oro protagonista del nuovo “sell America”
In questo contesto, l’oro si è imposto come il grande vincitore. Il metallo giallo ha superato prima quota 5.200 e poi 5.300 dollari l’oncia, aggiornando una serie di record e portando il rialzo da inizio anno oltre il 20 per cento. Il movimento è stato rapido e violento, con sedute caratterizzate da guadagni giornalieri tra i più ampi mai registrati.

Il legame con il dollaro è diretto: una valuta Usa più debole rende l’oro più conveniente per gli investitori internazionali, amplificando i flussi in entrata. Ma il rally va oltre il semplice effetto cambio. Sempre più investitori vedono nell’oro un’alternativa strutturale ai titoli di Stato dei Paesi sviluppati, che non offrono più la protezione automatica tipica delle fasi di avversione al rischio. Come osservano diversi strategist, i bond sovrani non reagiscono più come “paracadute” nelle fasi di stress, lasciando spazio al metallo prezioso come bene rifugio dominante.
Dalla geopolitica alla sfiducia nelle istituzioni
Alla base del rally dell’oro c’è anche una crescente inquietudine per il contesto geopolitico e istituzionale. Le guerre, le tensioni diplomatiche e soprattutto il precedente del congelamento delle riserve russe nel 2022 hanno spinto molte banche centrali ad aumentare le riserve auree, riducendo l’esposizione al dollaro. A questo si aggiungono i timori legati a politiche fiscali espansive nei Paesi avanzati, che alimentano la percezione di una possibile “diluizione” del valore delle valute nel lungo periodo.
Parallelamente, anche gli investitori privati stanno aumentando l’esposizione all’oro attraverso ETF e acquisti fisici, rafforzando un trend che appare sempre meno episodico e sempre più strutturale. In questo scenario, il metallo prezioso viene visto non solo come copertura contro l’inflazione o la volatilità, ma come assicurazione contro l’imprevedibilità della politica economica statunitense.
Uno spartiacque per i mercati globali
Il combinato disposto di dollaro debole e oro in forte ascesa sta diventando il segnale più evidente di un cambio di regime nei mercati finanziari. Molti analisti ritengono che il tema del “sell America” non sia più una scommessa tattica, ma una narrativa destinata a durare, soprattutto se l’incertezza politica a Washington continuerà a prevalere sulla stabilità istituzionale.
Al tempo stesso, l’Europa sta beneficiando indirettamente di questo riequilibrio: dati macro in miglioramento e aspettative di maggiore spesa fiscale stanno rendendo euro e sterlina più attraenti agli occhi degli investitori globali. In un mondo in cui la fiducia conta quanto i fondamentali, la corsa dell’oro e il declino del dollaro raccontano la stessa storia: i mercati stanno cercando nuovi punti di riferimento, meno esposti al rischio politico americano.

di Gino Ercole Zincone













































