Europa ancora attrattiva per gli investimenti
L’Europa continua a essere considerata un contesto solido e competitivo per investimenti e crescita internazionale, anche in una fase segnata da tensioni geopolitiche e incertezza economica globale. È questa la fotografia che emerge dal report Europe’s Opportunity Outlook, realizzato da ADVANT (associazione europea di studi legali rappresentata in Italia da ADVANT Nctm) che raccoglie le opinioni di oltre 800 Responsabili degli Affari Legali (General Counsel) attivi in Europa e negli Stati Uniti.
L’indagine ha coinvolto GC e figure equivalenti operanti in imprese con fatturato superiore ai 100 milioni di dollari in Francia, Germania, Italia e Stati Uniti, ed è stata affiancata da una serie di interviste qualitative condotte con responsabili legali in Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti. Come evidenzia il report di ADVANT, la percezione complessiva resta positiva: l’82% dei General Counsel ritiene che l’Europa possa beneficiare dell’arrivo di nuovi investimenti internazionali.
Il continente viene inoltre considerato la principale destinazione di espansione estera per molte imprese. Secondo la ricerca, il 66% del campione identifica l’Europa come prima meta di sviluppo internazionale, mentre l’83% delle aziende prevede di consolidare la propria presenza nei mercati europei già presidiati. Parallelamente, una quota analoga – pari all’82% – intende espandersi in nuovi Paesi europei nei prossimi tre-cinque anni.
Anche i General Counsel italiani condividono questa visione. Come emerge dal report ADVANT, il 69% dei responsabili legali italiani ritiene che l’Europa possa continuare a beneficiare di nuove opportunità di crescita a livello globale, confermando il ruolo del continente come area strategica per i programmi di internazionalizzazione delle imprese.
Stabilità europea e competitività regolatoria
Uno dei punti centrali emersi dall’analisi riguarda la percezione della stabilità istituzionale europea. Secondo il report di ADVANT Nctm, l’84% dei General Counsel considera il contesto europeo stabile e affidabile, un fattore che contribuisce a rafforzare l’attrattività del continente per le imprese internazionali.
Curiosamente, il livello di fiducia appare ancora più elevato tra i responsabili legali statunitensi. L’87% dei GC americani ritiene infatti che l’Europa possa beneficiare dell’espansione globale delle imprese, una percentuale superiore a quella registrata tra i GC europei: 71% in Francia, 76% in Germania e 69% in Italia, come evidenzia la ricerca di ADVANT.
Accanto a questa fiducia diffusa, emerge però anche la richiesta di un ulteriore sforzo di semplificazione normativa. Secondo i dati del report, la riduzione della complessità regolamentare e una maggiore armonizzazione delle regole rappresentano la principale priorità per rafforzare la competitività dell’Unione Europea e attrarre investimenti.
Circa un intervistato su cinque (20%) indica la semplificazione normativa come la riforma più urgente, seguita dalla necessità di incentivi fiscali più incisivi (16%) e da un maggiore supporto all’innovazione (15%). Il quadro regolamentare europeo viene comunque considerato nel complesso affidabile, anche se alcuni GC segnalano una minore capacità di stimolare l’innovazione e facilitare l’attività d’impresa.
In questo ambito, i General Counsel italiani mostrano una percezione leggermente più positiva rispetto ad altri Paesi europei. Come sottolinea l’analisi di ADVANT, il 39% dei GC italiani valuta positivamente l’apertura del sistema giuridico europeo all’innovazione, rispetto al 33% registrato in Germania e al 31% in Francia.
Allo stesso tempo, resta forte la convinzione che l’Europa continuerà a svolgere un ruolo guida nella regolamentazione della sostenibilità. Secondo il report ADVANT, l’85% degli intervistati ritiene che l’Unione Europea manterrà la leadership globale nelle politiche ESG.
Intelligenza artificiale e cybersecurity tra rischi e opportunità
Il report evidenzia inoltre come intelligenza artificiale e cybersecurity siano diventate due delle principali priorità per i dipartimenti legali delle aziende. Come sottolinea ADVANT, questi ambiti rappresentano sia un terreno di sviluppo normativo sia una nuova fonte di rischio operativo per le imprese.
Secondo i risultati della survey, il 41% dei General Counsel considera l’intelligenza artificiale un’area che richiede interventi normativi urgenti, soprattutto alla luce del divario strutturale tra Europa, Stati Uniti e Cina nello sviluppo delle tecnologie AI.
Parallelamente, il 38% degli intervistati individua nella cybersecurity un’altra priorità regolamentare, in un contesto in cui il continente europeo è percepito come uno dei principali bersagli della criminalità informatica.
Queste trasformazioni stanno modificando anche il lavoro dei team legali interni. Secondo il report ADVANT, il 42% dei General Counsel considera AI e cybersecurity tra i principali rischi interni da gestire, poiché richiedono nuove competenze in materia di compliance, governance tecnologica e gestione dei rischi.
I responsabili legali italiani mostrano tuttavia un atteggiamento leggermente più aperto verso l’innovazione tecnologica. Nella ricerca di ADVANT, solo il 38% dei GC italiani considera l’intelligenza artificiale una potenziale minaccia per il lavoro quotidiano, segnalando un orientamento relativamente più positivo rispetto alla media del campione.
Il ruolo sempre più strategico dei General Counsel
Uno degli aspetti più interessanti emersi dal report riguarda l’evoluzione del ruolo dei Responsabili degli Affari Legali all’interno delle imprese. Come evidenzia la ricerca di ADVANT Nctm, i General Counsel sono sempre più coinvolti nelle decisioni strategiche e nella gestione dei rischi geopolitici.
Secondo l’indagine, il 72% dei GC afferma di supportare regolarmente il management nella valutazione dei rischi geopolitici, segno di un ampliamento significativo delle responsabilità rispetto al tradizionale perimetro giuridico.
Anche la scelta dei consulenti legali esterni sta cambiando. Il report ADVANT mostra che il 36% dei General Counsel considera l’uso della tecnologia – inclusa l’intelligenza artificiale – un fattore decisivo nella selezione degli advisor legali, una percentuale che sale al 40% tra i responsabili legali italiani.
Parallelamente, si afferma un modello sempre più ibrido di consulenza. Il 39% dei GC preferisce strutture di supporto che combinino presenza regionale e competenze specialistiche, evidenziando la crescente importanza di network legali capaci di operare su scala europea.
Secondo Guido Fauda, Partner di ADVANT Nctm e membro dello Steering Group di ADVANT per l’Italia, l’Unione Europea ha fissato obiettivi chiari per rafforzare competitività e prosperità attraverso la semplificazione normativa e l’allineamento tra politiche europee e nazionali. Resta però aperta la questione della rapidità e dell’efficacia di queste riforme.
Fauda sottolinea infatti che la complessità e il volume della regolamentazione potrebbero rappresentare uno svantaggio competitivo rispetto ad altre giurisdizioni con regole meno onerose. Allo stesso tempo, aggiunge il partner di ADVANT Nctm, l’Europa rimane una delle principali economie globali, caratterizzata da un sistema giuridico prevedibile e affidabile, capace di offrire alle imprese un contesto resiliente anche in un ambiente geopolitico ed economico in rapido cambiamento.
Proprio per questo, conclude Fauda, i risultati della survey mostrano come i General Counsel italiani continuino a credere nelle forti potenzialità dello sviluppo europeo, dimostrando anche una maggiore apertura verso temi cruciali come l’innovazione tecnologica. Un segnale importante per il futuro della competitività europea e per il ruolo sempre più strategico delle funzioni legali nelle imprese.

di Francesco Sicuro













































