Fed e la variabile Hassett
La settimana si è aperta con un movimento deciso dei rendimenti statunitensi a lunga scadenza, mentre la curva dei Treasury ha mostrato un marcato irripidimento. All’origine di questa dinamica, si legge nel report di Mark Dowding, Fixed Income CIO di RBC BlueBay AM, c’è un crescente interesse per la possibilità che Kevin Hassett diventi il prossimo presidente della Federal Reserve, una prospettiva che gli operatori leggono come potenzialmente più accomodante in tema di politica dei tassi rispetto ad altri candidati. L’analisi di Dowding mette in evidenza come questa narrativa stia contribuendo a stabilizzare le aspettative sui tassi a breve, pur generando inquietudine sul tratto lungo della curva, dove la percezione di un maggiore rischio inflazionistico legato alla futura guida della Fed resta evidente.
Il tema politico non è marginale. Lo stesso Dowding ricorda che Donald Trump spinge con insistenza per un abbassamento dei tassi, nel tentativo di stimolare il mercato immobiliare attraverso mutui più accessibili. Il paradosso risiede nel fatto che un’influenza presidenziale troppo evidente potrebbe ottenere l’effetto opposto, con un aumento dei costi sui mutui qualora i mercati iniziassero a dubitare dell’indipendenza dell’istituto. RBC BlueBay ritiene che chiunque guiderà la Fed manterrà un approccio più ortodosso, respingendo pressioni esterne e preservando la credibilità necessaria per gestire un ciclo economico ancora imprevedibile.
Su queste basi, gli strategist non vedono nel 2026 un numero di tagli così consistente come attualmente prezzato dai mercati. La prospettiva di un primo taglio nella riunione del FOMC di dicembre resta concreta, anche se Dowding invita alla prudenza nell’assumere posizioni short sulla duration prima di vedere i dati macro di novembre, potenzialmente influenzati dallo shutdown federale. L’idea di fondo resta che il posizionamento short sui tassi Usa possa diventare più interessante man mano che si entrerà nel nuovo anno.
Crescita Usa, mercato del lavoro e strategie sulla curva
L’economia statunitense continua a mostrare un quadro solido, sostenuta dai tagli fiscali, dalle misure di deregolamentazione e da una crescita degli investimenti in conto capitale legata all’intelligenza artificiale, che secondo Dowding manterrà alta l’attività nella prima metà del 2026. La crescita dell’occupazione appare più morbida, ma questo riflette una riduzione strutturale dell’offerta di lavoro dopo il cambio di rotta dei flussi migratori netti verso gli Stati Uniti. Ne deriva un mercato del lavoro che resta solido nel complesso.
Un punto che il manager di RBC BlueBay invita a monitorare con costanza riguarda le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. La soglia critica, secondo la sua analisi, si colloca oltre le 300.000 unità settimanali: un eventuale superamento segnerebbe un deterioramento più profondo delle condizioni del lavoro. Per ora la serie resta contenuta sotto le 220.000 richieste, un livello che conferma la tenuta dell’economia.
Sul fronte tattico, le curve dei rendimenti statunitensi hanno già mostrato movimenti significativi. Dowding non prevede un irripidimento molto più accentuato in assenza di tagli più profondi e, dopo il recente spostamento della curva, ha optato per la chiusura delle posizioni in steepening. La visione di RBC BlueBay punta a un 2026 in cui la solidità della crescita limiterà la portata dell’allentamento monetario, lasciando spazio a strategie calibrate lungo tutta la curva.
Europa tra divergenze di crescita e spread in convergenza
Anche in Europa la settimana si è caratterizzata per un irripidimento delle curve, in linea con quanto osservato negli Stati Uniti. I dati PMI hanno offerto una sorpresa positiva, con il composito regionale ai massimi da due anni. La dinamica interna, però, continua a mostrare un’Europa divisa: il Sud mantiene una crescita relativamente robusta, mentre il Nord risente della debolezza industriale, in particolare in Germania. Dowding osserva che la pressione sul cancelliere Merz resta elevata, con una coalizione fragile e un’economia in affanno.
Sul fronte geopolitico, la questione dell’utilizzo dei beni russi congelati per sostenere l’Ucraina apre un precedente di rilevanza internazionale. Se l’iniziativa dovesse essere ratificata, potrebbe alleggerire parte dei costi europei destinati al supporto di Kiev, in un momento in cui dagli Stati Uniti giunge un sostegno sempre meno certo.
Per quanto riguarda i mercati, gli spread sovrani dell’Eurozona hanno continuato a restringersi rispetto ai Bund, con lo spread tra i BTP decennali italiani e quelli tedeschi che è sceso sotto i 70 punti base per la prima volta dal 2009. RBC BlueBay conferma una posizione overweight sull’Italia e sugli spread europei in genere, sostenuta dall’idea che il processo di convergenza abbia ancora margini, soprattutto mentre l’offerta di Bund cresce rapidamente insieme a un orientamento fiscale più espansivo da parte della Germania.
Regno Unito tra rischi politici e nuove opportunità nei gilt
Il Regno Unito ha vissuto un miglioramento del sentiment sul mercato obbligazionario all’indomani del bilancio della scorsa settimana. Le prospettive di crescita più deboli indicano per Dowding la possibilità di tagli dei tassi da parte della Bank of England più profondi rispetto a quanto oggi prezzato. Questo differenzia il contesto britannico dall’outlook della Fed.
Le dinamiche tecniche stanno diventando più favorevoli ai gilt. La riduzione dell’offerta a lunga scadenza e la progressiva fine delle vendite di gilt legate al quantitative tightening creano una base di domanda più stabile per il 2026. Sul fronte politico, Dowding rileva che il mercato guarda con sollievo alla stabilità del ministro delle Finanze Rachel Reeves. Il timore che potesse essere sostituita da una figura più spostata a sinistra sembrava concreto fino a poco tempo fa, mentre oggi il manager di RBC BlueBay vede minori probabilità di un rimpasto destabilizzante.
Questa percezione ha spinto il team a mantenere un posizionamento leggermente overweight sui gilt, affiancato da una posizione short sulla sterlina, coerente con l’aspettativa di un’economia britannica ancora debole e con un possibile allentamento monetario nei prossimi mesi.
Giappone e il ritorno all’hawkishness
Il Giappone si avvicina alla riunione della Bank of Japan del 18-19 dicembre con un mercato che attribuisce una probabilità molto elevata a un rialzo dei tassi. Il discorso del governatore Kazuo Ueda, considerato “notabilmente hawkish” da Dowding, ha contribuito a rafforzare le aspettative di una stretta e a dissipare i timori che la premier Sanae Takaichi potesse ritardare la normalizzazione della politica monetaria.
La nuova comunicazione della BoJ ha avuto effetti immediati: lo yen si è stabilizzato e i titoli a lunga scadenza hanno mostrato un miglioramento relativo sulla curva dei rendimenti. Nel frattempo, i JGB decennali hanno continuato a muoversi verso il 2% nominale. Tra gli investitori domestici giapponesi prevale l’idea che un rendimento nella fascia tra il 2% e il 2,25% rifletta un valore equo, sulla base di un percorso di rialzi che potrebbe portare i tassi neutri vicino all’1,5% entro l’inizio dell’anno fiscale 2027.
Perché il dollaro resta un caso a parte
Il dollaro ha mostrato una certa debolezza nell’ultima settimana, riflettendo le aspettative di una Fed più morbida sotto un’eventuale presidenza Hassett. Dowding, però, invita a non sottovalutare l’eccezionalità della crescita statunitense attesa per il 2026. In un contesto globale caratterizzato da divergenze economiche e incertezza politica, la forza relativa dell’economia americana potrebbe limitare la possibilità di un indebolimento duraturo del biglietto verde.
In attesa delle banche centrali e del clima natalizio
La riunione del FOMC della prossima settimana è destinata a diventare l’evento cardine di questo finale d’anno. Dowding ritiene probabile che la Casa Bianca posticipi l’annuncio sul prossimo presidente della Fed fino a dopo la conclusione del meeting, una volta terminato il periodo di blackout. Seguiranno a ruota le riunioni di Bank of England e Bank of Japan, contribuendo a rendere vivace il quadro di dicembre.
I flussi dei fondi pensione olandesi potrebbero aumentare l’attività sul mercato dei tassi in euro all’inizio del 2026, anche se la liquidità complessiva inizierà a diminuire nella seconda metà del mese. In questo contesto stagionale, il carry potrebbe tornare centrale e accompagnare un sentiment più positivo, in linea con lo “spirito natalizio” che spesso caratterizza i mercati alla fine dell’anno, come sottolinea Dowding.

di Francesco Sicuro













































