Fed verso una pausa prolungata, perché i falchi stanno guadagnando terreno

Fed verso una pausa prolungata, perché i falchi stanno guadagnando terreno

La Federal Reserve si avvicina alla riunione di domani con un orientamento sempre meno accomodante. Lo shock energetico e le nuove dinamiche inflazionistiche stanno ridefinendo gli equilibri interni al FOMC, rafforzando il fronte più restrittivo. I mercati hanno già iniziato ad adeguarsi, ma il vero segnale potrebbe arrivare dal tono di Powell.

Un consenso che cambia

La Federal Reserve (Fed) dovrebbe mantenere invariati i tassi nella riunione di questa settimana, ma il vero elemento di novità riguarda il cambio di equilibrio interno al Comitato. A dirlo sono gli esperti di State Street Markets, secondo cui se prima del conflitto in Medio Oriente la posizione sulla pazienza monetaria era accompagnata da un ampio spettro di opinioni, oggi il quadro appare più compatto.

L’impennata dei prezzi legata allo shock energetico ha infatti contribuito a creare nuove convergenze tra membri tradizionalmente distanti, spingendo anche le posizioni più accomodanti verso toni più cauti. Le recenti dichiarazioni pubbliche dei membri della Fed riflettono chiaramente questo spostamento: il linguaggio è diventato meno espansivo e, in alcuni casi, apertamente restrittivo.

I falchi guadagnano spazio

Tra gli interventi più significativi, secondo State Street Markets, spicca quello di Mary Daly, che ha sottolineato come mantenere i tassi invariati possa essere sufficiente per contenere l’inflazione senza danneggiare il mercato del lavoro. Un messaggio che rafforza l’idea di una pausa più lunga.

Ancora più rilevante è il cambio di tono di Christopher Waller. In passato più vicino a posizioni accomodanti, ha ora evidenziato rischi al rialzo per l’inflazione, legati sia alla guerra sia alla tenuta del mercato del lavoro. Anche Adriana Kugler, considerata tra le più “colombe”, ha rivisto le proprie aspettative, riducendo il numero di tagli previsti.

Il risultato è un FOMC che si posiziona sempre più vicino alla neutralità, con un progressivo ampliamento del gruppo dei membri orientati verso un approccio più prudente.

Mercati già allineati

Questa evoluzione non è passata inosservata agli investitori. Come spiegano State Street Markets, i mercati hanno già iniziato a scontare uno scenario più restrittivo, posticipando il prossimo taglio dei tassi alla fine del 2027. È un segnale chiaro: cresce la convinzione che il ciclo di allentamento monetario sia ormai concluso.

All’interno del Comitato emergono anche indicazioni sulla necessità di riconoscere rischi “bilaterali” nelle decisioni future, cioè sia al rialzo sia al ribasso. Un eventuale cambiamento nel linguaggio del comunicato – in particolare nel riferimento agli “ulteriori aggiustamenti” – potrebbe rappresentare uno dei passaggi più rilevanti della riunione, anche se non è ancora certo che il FOMC sia pronto a compierlo.

Resta inoltre sotto osservazione la possibile revisione della valutazione dell’economia, finora definita “solida”, alla luce del taglio delle stime sul PIL del quarto trimestre.

Il peso della conferenza di Powell

Come spesso accade, sottolinea State Street Markets, il momento chiave sarà la conferenza stampa. In questo caso potrebbe avere un peso ancora maggiore, anche perché potrebbe trattarsi dell’ultima apparizione di Jerome Powell alla guida della Fed.

Le condizioni per una pausa prolungata sembrano essersi rafforzate. I dati macro mostrano segnali contrastanti ma nel complesso stabili: vendite al dettaglio e occupazione in recupero, mentre la crescita economica è stata rivista al ribasso. In questo contesto, Powell ha poche ragioni per adottare un tono accomodante.

I mercati, del resto, non si aspettano tagli significativi nel breve periodo, e qualsiasi apertura in tal senso sarebbe una sorpresa. Non mancheranno domande sul futuro dello stesso Powell, soprattutto dopo la conclusione dell’indagine del Dipartimento di Giustizia, ma è probabile che il presidente continui a evitare risposte dirette.

Con l’assenza del SEP e con tassi destinati a rimanere invariati, sarà quindi il tono del messaggio – più che le decisioni formali – a guidare le reazioni dei mercati.

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