Il punto di svolta in Borsa e il cambio di percezione
Ferrari ha offerto oggi in Borsa l’immagine plastica di una ripartenza al semaforo. Come osserva Gabriel Debach, market analyst di eToro, il titolo arrivava all’appuntamento sui massimi di drawdown, oltre due deviazioni standard sotto la media mobile a 200 giorni, in un contesto tecnico fragile. L’apertura è stata tesa, con scambi inizialmente in parità, seguiti da circa mezz’ora di vendite nervose che hanno spinto le quotazioni in territorio negativo.
Alle 12:45 lo scenario cambia radicalmente. Scatta il verde. Parte una reazione impulsiva e netta che cancella i dubbi residui. Secondo Debach, il mercato sceglie di voltare pagina, archiviando le delusioni del 2025 e tornando a concentrarsi sulla solidità finanziaria e sulla traiettoria di medio periodo. Nel giro di pochi minuti, Ferrari passa da eccesso di debolezza a violenta opportunità d’acquisto.
Il movimento finale non sorprende. A metà seduta il titolo segna un +8,7%, un rialzo che non si vedeva dal +9,2% del 1° febbraio 2024, con le quotazioni che tornano proprio in quell’area di prezzo. Un segnale chiaro: quando Ferrari sorprende, lo fa con movimenti che parlano di riposizionamento e cambio di percezione, non di semplici rimbalzi tecnici o coperture di posizioni short, come sottolinea l’analisi di eToro.
Dal repricing alla nuova narrativa strategica
Il confronto con il recente passato è inevitabile. Il 9 ottobre, il titolo aveva perso circa 11 miliardi di euro di capitalizzazione, pagando la scelta di fissare un floor credibile sul futuro invece di un ceiling aggressivo. Oggi, secondo Gabriel Debach di eToro, Ferrari è riuscita a riportare l’attenzione esattamente dove voleva: non solo sui numeri trimestrali, ma sulla direzione strategica.
Non è un caso che il titolo del comunicato sia esplicito: “La solida performance del 2025 pone le basi per una continua crescita nel 2026”. Una formulazione diversa rispetto al Q3, “Costante esecuzione: forti risultati nel terzo trimestre”, e meno enfatica del Q4 2024, “Un altro anno di ottimi risultati, superati tutti i target 2024”. Cambia il tono, diventa più sobrio e consapevole del contesto, ma non cambia la sostanza. È una comunicazione che segnala controllo e determinazione, senza ricorrere a promesse eccessive.
I numeri del 2025 e la qualità della crescita
Il 2025 di Ferrari si chiude con un messaggio netto: il modello non si è incrinato, è stato messo alla prova. Come evidenzia Debach, i ricavi raggiungono 7,15 miliardi di euro, di cui 1,802 miliardi nel solo Q4, sopra le attese medie di 1,781 miliardi. L’EBIT si attesta a 2,11 miliardi, con un margine del 29,5%, mentre l’EBITDA sale al 38,8%. Il free cash flow industriale supera 1,5 miliardi di euro.
Il punto centrale non è la crescita in sé, pari a +7% sui ricavi, circa la metà del +14% registrato l’anno precedente. È la qualità della crescita. Il Q4, che il mercato temeva come trimestre di minimo ciclico, mostra margini in miglioramento e una transizione di gamma gestita senza sacrificare la redditività. Le consegne restano volutamente stabili a 13.640 unità, mentre il mix si arricchisce grazie alle famiglie 12Cilindri e SF90 XX, con l’avvio delle prime consegne della F80 nei tempi previsti.
Con circa 6 miliardi di euro di ricavi dal business Automobili e parti, ipotizzando 5,7 miliardi attribuibili alle sole auto, l’ASP medio passa da circa 396 mila euro a 423 mila euro, un incremento vicino al +7%. È in questo passaggio che, secondo eToro, si vede il modello Ferrari operare in modo coerente.
Cassa, guidance e tenuta del modello
Il free cash flow rappresenta il vero segnale di forza. +50% su base annua, debito industriale quasi azzerato e oltre 1,3 miliardi di euro già restituiti agli azionisti tra dividendi e buyback. Per Gabriel Debach di eToro, questo è il profilo tipico di un luxury compounder maturo, capace di investire, sostenere il brand e remunerare il capitale simultaneamente.
La guidance 2026 non alza l’asticella, ma la rende credibile. Ricavi attesi intorno a 7,5 miliardi di euro, crescita del 5–6%, EBITDA ≥39% ed EPS ≥9,45 euro. Non una promessa aggressiva, ma una traiettoria difendibile, in un anno segnato da un forte cambio di modelli, da un FX ancora negativo e dall’avvio del capitolo Ferrari Luce, presentato come scelta identitaria e strategica, non come scorciatoia finanziaria.
Non è il trimestre che riaccende l’entusiasmo in modo strutturale, nonostante la reazione violenta in Borsa. È il trimestre che chiude il dibattito sulla tenuta del modello. Dopo il repricing seguito al Capital Markets Day, Ferrari riparte da qui: da fondamentali fatti di scarsità, margini e cassa. Il resto, come spesso accade con il Cavallino, arriverà con il tempo, non con le promesse.

di Francesco Sicuro













































