Generali batte le stime e rafforza gli obiettivi al 2027: utile a 3,3 miliardi (+14%)

Generali batte le stime e rafforza gli obiettivi al 2027: utile a 3,3 miliardi (+14%)

Il Leone di Trieste chiude i primi nove mesi con crescita diffusa, premi a 73,1 miliardi, combined ratio in ulteriore miglioramento e un risultato operativo di 5,9 miliardi. La solidità del capitale e un impatto contenuto delle catastrofi naturali alimentano la fiducia del management nel superamento dei target del piano al 2027.

Conti sopra le attese e spinta dal segmento Danni

Nei primi nove mesi del 2025 Generali ha messo a segno risultati che hanno battuto le stime di diversi analisti. L’utile netto normalizzato è salito a 3,3 miliardi, in aumento del 14%, mentre l’utile complessivo si è attestato a 3,215 miliardi. Il trimestre estivo, in particolare, ha offerto un contributo decisivo: solo nei tre mesi, i profitti hanno superato la soglia del miliardo.

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I premi lordi sono cresciuti del 3,7% a 73,1 miliardi, sostenuti soprattutto dal ramo Danni, che ha segnato un incremento del 7,2% e ha beneficiato di una ripresa significativa nel terzo trimestre. In parallelo, la raccolta netta Vita è salita a 10,4 miliardi, trainata dalle linee di business considerate prioritarie, soprattutto le coperture puro rischio e malattia, insieme ai prodotti ibridi e unit-linked.

Questi risultati hanno permesso al gruppo guidato da Philippe Donnet di migliorare ulteriormente il proprio risultato operativo, salito del 10,1% a 5,9 miliardi, con un contributo particolarmente robusto del comparto Danni, cresciuto del 23,9% fino a 2,737 miliardi. Il combined ratio si è attestato al 92,3%, in miglioramento di 1,7 punti percentuali, mentre la versione non attualizzata è scesa al 94,2%, segnalando un progresso tecnico rilevante.

Capitale solido e gestione delle catastrofi sotto controllo

Il bilancio dei nove mesi è stato rafforzato dalla conferma di una posizione patrimoniale molto solida. Il Solvency Ratio è salito al 214%, sostenuto dalla continua generazione di capitale e dall’avanzamento del programma di buyback da 500 milioni. Successivamente, alcune variabili esterne – dal downgrade del rating sovrano francese all’uscita della Spagna dal perimetro del modello interno – hanno riportato il coefficiente intorno al 210%, un livello comunque considerato pienamente coerente con il profilo di rischio del gruppo.

Un altro elemento determinante riguarda il limitato impatto delle catastrofi naturali. Nei primi nove mesi queste voci hanno pesato per 573 milioni, pari a poco più della metà del budget annuale, con una dinamica favorevole anche nel periodo successivo. Una situazione che, come spiegato dal CFO Cristiano Borean, ha contribuito in modo decisivo a rafforzare la fiducia della compagnia nel superamento dei target del piano strategico `Lifetime Partner 27`.

Il management si è soffermato anche sul tema delle polizze CatNat, considerate un’esigenza sempre più urgente in un Paese caratterizzato da un elevato gap assicurativo. Il CEO di Generali Italia, Giancarlo Fancel, ha osservato come la scarsa diffusione di queste coperture mantenga i prezzi più alti rispetto al loro potenziale se adottate su vasta scala, sottolineando l’importanza di una maggiore penetrazione assicurativa.

Crescita in tutti i segmenti e reazione positiva del mercato

Tutte le principali linee di business hanno contribuito alla crescita. L’Asset & Wealth Management ha registrato un utile stabile a 843 milioni, penalizzato dalla minore contribuzione di Banca Generali, ma in linea con le previsioni. Nel comparto Vita, l’utile operativo è salito a oltre 3 miliardi, mentre la crescita organica rimane robusta e sostenuta dalla domanda nelle linee a maggiore valore aggiunto.

Le performance oltre le attese hanno trovato immediato riscontro in Borsa: il titolo Generali ha chiuso con un rialzo dell'1,4% a 34,31 euro, sostenuto anche dal minore impatto dei fenomeni catastrofali registrato fino a metà novembre. Gli investitori guardano ora al 2027 con attese crescenti, complice la dichiarata ambizione del gruppo di superare gli obiettivi fissati all’inizio del nuovo ciclo strategico.

Durante la call con gli analisti, il nuovo direttore generale Giulio Terzariol ha ribadito che sul fronte M&A non sono in corso operazioni imminenti, pur aprendo a valutazioni future qualora emergessero opportunità capaci di creare valore reale.

Il dossier Natixis e i prossimi snodi strategici

Oltre ai conti, l’attenzione del mercato resta concentrata sull’evoluzione del dossier Natixis, che riguarda gli accordi di gestione degli attivi tra il gruppo francese e Generali. Il confronto tra governo e parti coinvolte è in pieno svolgimento, con l’obiettivo di verificare l’esistenza di una soluzione praticabile entro l’inizio del 2025.

Una decisione definitiva è attesa dal CdA di Generali, con implicazioni su circa 800 miliardi di risparmio gestito, di cui 41,9 miliardi legati a Natixis. Quest’ultimo ha già annunciato un aumento della remunerazione dovuto alla discesa dello spread, portando la cifra a circa 40,6 miliardi a fine giugno.

Sul fronte industriale, il gruppo continua a implementare le leve previste dal piano `Lifetime Partner 27`, comprese le iniziative di aggiornamento dei sistemi, l’efficienza operativa e il rafforzamento delle reti commerciali. Nel contesto di un settore assicurativo europeo in piena salute – come testimoniato dall’aggiornamento della guidance 2025 di Allianz – Generali affronta i mesi finali dell’anno con un posizionamento rafforzato e parametri tecnici in netto miglioramento.

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Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
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