Giappone: yen volatile, opportunità o rischio per gli investitori azionari?

Giappone: yen volatile, opportunità o rischio per gli investitori azionari?

Tra riforme strutturali, crescita degli utili e corsa globale all’intelligenza artificiale, il mercato azionario giapponese continua a distinguersi tra le grandi economie sviluppate. Ma dietro il rally di Tokyo si nasconde un equilibrio delicato: lo yen debole sostiene esportatori e industria tecnologica, mentre il rischio di una stretta monetaria della Bank of Japan potrebbe cambiare rapidamente lo scenario. Gli investitori guardano ora al Giappone come a uno dei mercati più strategici per cavalcare il boom di semiconduttori, automazione e infrastrutture AI, senza però sottovalutare i rischi legati alla valuta e alle valutazioni sempre meno convenienti.

Il ruolo dello yen giapponese

La maggior parte degli investitori azionari continua a considerare la volatilità dello yen come un fattore gestibile piuttosto che una minaccia fondamentale, sebbene il sentiment sia diventato più equilibrato rispetto all'inizio del rally. A dirlo è Daniel Hurley, Portfolio Specialist Equity Division di T. Rowe Price, secondo cui uno yen più debole continua a sostenere gli esportatori, i produttori e le società industriali esposte a livello globale grazie a una maggiore competitività degli utili. Tuttavia, la preoccupazione è che un'inversione di tendenza brusca o un apprezzamento sostenuto dello yen, potenzialmente guidato dalla normalizzazione della Banca del Giappone o da pressioni politiche degli Stati Uniti, possa comprimere le aspettative di utili.

Di conseguenza, spiega Hurley, gli investitori stanno diventando più selettivi all'interno del Giappone, privilegiando le società con un forte potere di determinazione dei prezzi, esposizione alla domanda interna e driver di crescita strutturali piuttosto che affidarsi esclusivamente ai venti favorevoli della valuta.

Giappone: può sovraperformare con uno yen più debole

Uno yen che si indebolisca gradualmente potrebbe continuare a sostenere gli utili degli esportatori e delle multinazionali, uno scenario che secondo Hurley sarebbe positivo per le azioni. Tuttavia, la relazione sta diventando meno lineare rispetto ai cicli precedenti perché il Giappone deve ora affrontare anche l’inflazione importata e l’aumento dei costi di produzione. Se la debolezza dello yen diventasse disordinata, gli investitori potrebbero iniziare a preoccuparsi maggiormente dell’inasprimento delle politiche monetarie, del potere d’acquisto delle famiglie e della stabilità finanziaria.

Secondo Hurley, i titoli azionari giapponesi possono continuare a sovraperformare con un moderato indebolimento dello yen, ma un calo incontrollato della valuta diventerebbe probabilmente un ostacolo piuttosto che un vantaggio. Allo stesso modo, un apprezzamento eccessivo e brusco dello yen peserebbe sugli esportatori. Lo yen è sottovalutato a questi livelli secondo molti indicatori diversi, ad esempio la parità di potere d’acquisto, e Hurley ritiene che lo yen si apprezzerà moderatamente nel tempo. L'esito più salutare e positivo per i titoli azionari giapponesi sarebbe un graduale apprezzamento dello yen, man a mano che la Banca del Giappone normalizza la politica monetaria.

Perché i titoli azionari giapponesi continuano a registrare un rialzo

I titoli azionari giapponesi hanno continuato a sovraperformare, spiega Hurley, perché gli investitori vedono ancora il Giappone come uno dei pochi principali mercati sviluppati in cui la ripresa ciclica e le riforme strutturali stanno avvenendo contemporaneamente. Gli utili societari rimangono resilienti, l’inflazione interna sta finalmente sostenendo la crescita nominale anziché danneggiare la domanda, la crescita dei salari sta contribuendo a migliorare le prospettive di consumo. Allo stesso tempo, le riforme di governance e le iniziative a favore del rendimento per gli azionisti continuano ad attrarre capitali globali. Inoltre, il Giappone rimane fortemente esposto a settori di spesa in conto capitale globale che continuano ad espandersi nonostante l’incertezza geopolitica, in particolare semiconduttori, automazione industriale, infrastrutture per l’IA e tecnologia industriale.

IA e domanda di tecnologia alimentano il rally

Una parte significativa del rialzo, evidenzia Hurley, è direttamente collegata agli investimenti nelle infrastrutture di intelligenza artificiale e alla domanda di semiconduttori. Il Giappone occupa una posizione critica nella catena di approvvigionamento tecnologica globale attraverso le apparecchiature per semiconduttori, i materiali speciali, la robotica, i sensori e l'automazione industriale. Le aziende legate alla produzione avanzata e alle tecnologie abilitanti per l'intelligenza artificiale hanno registrato sostanziali revisioni al rialzo degli utili e un forte interesse da parte degli investitori stranieri. Detto questo, la storia del Giappone va oltre la semplice tecnologia. Anche la reflazione interna, la riforma della governance aziendale, l'aumento dei rendimenti per gli azionisti e il miglioramento dell'efficienza del capitale hanno svolto un ruolo importante nel sostenere il mercato.

I rischi da tenere d''occhio nei prossimi sei mesi

Il rischio più grande nel breve termine è un apprezzamento dello yen più forte del previsto, guidato dall'inasprimento della politica monetaria della Banca del Giappone o da pressioni politiche esterne sulla politica valutaria. Una mossa del genere, sottolinea Hurley, potrebbe mettere rapidamente a dura prova le aspettative di utili per le società esportatrici e innescare un più ampio declassamento dopo la forte performance del mercato. Inoltre, le azioni giapponesi non sono più così convenienti come un tempo, il che significa che il mercato è più vulnerabile alle delusioni. Sebbene Hurley continua a preferire il Giappone all’Europa, date le sue prospettive di crescita più solide e lo slancio delle riforme, la prossima fase di rendimenti dipenderà probabilmente più dalla realizzazione degli utili e dalla resilienza dell’economia interna piuttosto che dalla sola espansione delle valutazioni.

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