Previsioni riviste: meno default nei prossimi 12 e 24 mesi
La previsione sui tassi di default dell’high yield europeo (EHY), ponderata per valore nominale, è stata migliorata in modo netto. Come si legge nel report a cura di Tom Southon, Responsabile ricerca High Yield EMEA di Columbia Threadneedle Investments, il tasso atteso scende al 2,1% nei prossimi 12 mesi (dal 5,1% di aprile 2025) e al 4,4% nei prossimi 24 mesi (dall’8%). Escludendo gli emittenti ibridi, la previsione di default è del 2,5% a 12 mesi e del 5,3% a 24 mesi.
Il dato viene confrontato con un tasso di default LTM (ultimi 12 mesi) pari al 3,8% in Europa a settembre 2025, secondo S&P. A titolo di confronto, Moody’s stima un tasso cumulativo medio di insolvenza globale di lungo termine per lo speculative grade pari al 4,1% su 12 mesi e all’8,2% su 24 mesi. In sintesi, la revisione segnala un miglioramento percepito del rischio di credito sull’EHY, pur in un contesto che resta selettivo per settori e singoli emittenti.
Cosa ha spinto la revisione al ribasso
Il miglioramento della previsione viene ricondotto principalmente al completamento di diverse operazioni di ristrutturazione e di liability management (LME) avvenute dopo aprile 2025. In particolare, SFRFP (Altice France) e INTRUM (Intrum) presentano oggi un margine finanziario migliorato. Queste due società, da sole, contribuiscono a quasi due punti percentuali di miglioramento nella previsione a 24 mesi.
In parallelo, diversi titoli ad alto rischio, come ARGID e KPERST, sono usciti dal perimetro previsionale, con un impatto complessivo di circa un punto percentuale. Sul mercato nel suo complesso, viene mantenuta un’impostazione più costruttiva, riflettendo la riduzione dell’incertezza sui dazi e un’attività di rifinanziamento più proattiva. Allo stesso tempo, viene segnalato un incremento della valutazione del rischio di default nei settori ciclici, con una serie di emittenti che scambiano a livelli di difficoltà finanziaria e avviano processi di LME, un elemento che introduce un freno alla lettura complessivamente positiva.
Settori: miglioramenti diffusi, ma con aree di stress da monitorare
Nel settore automobilistico, l’EHY è composto principalmente da fornitori auto con rating BB. La previsione di default si è moderata leggermente grazie a piani credibili di trasformazione e riduzione dei costi, cessioni di asset annunciate o potenziali e compensazioni sui costi ricevute in relazione ai dazi annunciati. I crediti Single B vengono descritti come più idiosincratici e dipendenti dal continuo sostegno degli azionisti, elemento ritenuto chiave per mantenere gestibili le metriche del credito, soprattutto per Aston Martin.
Nei beni capitali, il significativo miglioramento riflette l’uscita di ARGID (Ardagh) e KPERST (Kloeckner Pentaplast) dal benchmark nel periodo di previsione. Al di là di questo effetto, l’impostazione resta più costruttiva grazie alla riduzione dell’incertezza sui dazi.
Nel comparto energia, il cambiamento riflette l’ingresso di tre nuovi emittenti nel perimetro previsionale. Il settore resta comunque di dimensioni contenute e rappresenta circa lo 0,5% delle previsioni complessive, un peso che ne limita l’impatto sul dato aggregato.
Nei servizi finanziari, il miglioramento è ricondotto al completamento dell’LME di INTRUM, ma viene in parte compensato dal rientro di GFKLDE (Lowell) nell’indice dopo un processo di LME giudicato inefficace, che lascia il gruppo esposto a un rischio di default ancora elevato. È uno dei punti in cui il messaggio diventa più chiaro: non tutte le operazioni di gestione del passivo producono lo stesso grado di de-risking.
Nel settore sanità, il profilo resta relativamente resiliente alle pressioni cicliche, con esposizione limitata a dazi o azioni politiche negative. L’eccezione indicata è il comparto dei laboratori francesi, i cui profitti potrebbero essere colpiti da potenziali interventi regolatori a partire dal 2027, in un contesto di elevata leva successiva a operazioni rilevanti di M&A. Questo si riflette nella crescente probabilità di default prevista per Cerba e, in misura minore, per Biogroup.
Nel tempo libero, le aziende EHY continuano a rappresentare un relativo rifugio dalla volatilità macroeconomica, con tassi di default contenuti. Viene però indicata un’area da monitorare per le crescenti pressioni normative e fiscali nel Regno Unito. L’esempio citato è l’operatore britannico del gaming Evoke (GAMHOL), chiamato a un impegno significativo per mitigare queste pressioni dopo gli annunci di bilancio del Regno Unito.
Nelle telecomunicazioni, il miglioramento è attribuito al processo di LME di SFRFP, oltre a un aumento di capitale e al sostegno governativo implicito per ETLFP (Eutelsat). È uno dei comparti in cui le misure straordinarie e il supporto indiretto vengono presentati come elementi che alleggeriscono il profilo di rischio.
Nel real estate, le prospettive mostrano un miglioramento sostenuto su più periodi previsionali consecutivi. Il driver principale di questo sentiment positivo è HEIMST (Heimstaden), che ha rifinanziato con successo le obbligazioni in scadenza nel 2027 e sta registrando un continuo miglioramento operativo presso la società operativa del gruppo, HEIBOS (Heimstaden Bostad). In altri casi si segnalano progressi presso SBB e CPI Property Group, che hanno portato a termine programmi di vendita di asset per supportare gli obiettivi di riduzione della leva. A parziale compensazione, Emeria resta sotto pressione per leva molto elevata e liquidità debole, con obbligazioni non garantite che scambiano in area 30, un livello che riflette un mercato già impostato su scenari stressati.
Nel retail, infine, il miglioramento è sostenuto dal successo delle operazioni di rifinanziamento concluse, in particolare da Asda nel mese di giugno, indicata come un passaggio chiave nel rafforzamento del profilo di liquidità.

di Francesco Sicuro













































