Il Dow raggiunge nuovi massimi storici
Wall Street archivia una seduta da record con il Dow Jones Industrial Average che supera per la prima volta la soglia dei 48.000 punti, chiudendo a 48.254,82, in rialzo dello 0,7%.

A trainare l’indice sono stati i titoli finanziari e sanitari, con Goldman Sachs e UnitedHealth in progresso di circa 3,5%, seguite da Nike, in crescita dell’1,7%.
L’ottimismo degli investitori è stato alimentato dalle attese per la fine dello shutdown del governo statunitense, che dovrebbe essere approvata entro pochi giorni dal Congresso. La prospettiva della riapertura federale ha favorito anche le compagnie aeree e i produttori di beni di consumo: United Airlines e Delta Air Lines hanno guadagnato circa il 5% ciascuna.

Il Dow ha così firmato il 17° record del 2025, superando per performance il Nasdaq Composite di 2,38 punti percentuali nelle ultime due sedute, la differenza più ampia da febbraio.
Tech in affanno dopo la corsa dell’IA
A differenza del listino industriale, il Nasdaq ha chiuso in ribasso dello 0,3%, mentre l’S&P 500 ha terminato poco sopra la parità (+0,1%). Le vendite hanno colpito i titoli della cosiddetta Magnificent Seven, con Meta Platforms in calo di quasi 3%, seguita da Tesla, Amazon e Alphabet. Solo Microsoft si è distinta con un rialzo moderato, mentre Oracle ha perso circa il 4% e Palantir il 3,5%.
Secondo Marta Norton, chief investment strategist di Empower Investments, “le valutazioni legate all’intelligenza artificiale restano eccessive, e il mercato sta ancora digerendo la correzione iniziata a fine ottobre”. Anche Justin Bergner di Gabelli Funds ha espresso scetticismo sull’idea di una “grande rotazione” dai titoli tecnologici verso altri settori: “Il mercato toro trova nuovi protagonisti, ma il tech rimarrà parte del gioco”, ha commentato.
Una nota positiva è arrivata da Advanced Micro Devices, che ha guadagnato circa 9% dopo aver comunicato agli analisti di attendersi una crescita media annua dell’80% nelle vendite di chip nei prossimi anni.
Tassi e Treasury in discesa, argento ai massimi
Sul fronte macroeconomico, il rendimento del Treasury decennale è sceso al 4,07%, mentre il biennale si è attestato al 3,56%, segnalando una maggiore fiducia nella stabilità dei mercati. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha sottolineato come la politica economica dell’amministrazione abbia “contribuito alla ripresa dei bond governativi”.

Intanto, nel comparto delle materie prime, i metalli preziosi sono tornati a brillare: l’argento ha toccato un nuovo record, mentre l’oro si è mantenuto sopra i 4.100 dollari l’oncia.

Al contrario, il petrolio WTI ha registrato una flessione fino ai minimi delle ultime tre settimane, dopo che l’OPEC ha lasciato invariata la domanda globale e segnalato un aumento delle scorte.
Una corsa che potrebbe non fermarsi qui
Il balzo oltre i 48.000 punti è avvenuto a soli 13 giorni di distanza dal superamento dei 47.000, segnando il passaggio più rapido tra due soglie psicologiche da marzo 2021, quando l’indice impiegò appena cinque sedute per salire da 32.000 a 33.000. Gli analisti leggono questa accelerazione come un segnale di fiducia crescente nel ciclo economico, favorita dall’attesa fine dello shutdown e dal rallentamento dell’inflazione.
Tuttavia, permane l’incertezza sul futuro dei tassi d’interesse: la Federal Reserve appare ancora divisa tra il rischio di un’economia debole e la necessità di mantenere il controllo sui prezzi. Alcuni esponenti, come il presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, hanno invitato alla prudenza, mentre altri — tra cui Austero Musalem di St. Louis — non escludono ulteriori tagli nel 2026.
In attesa di nuove indicazioni dalla banca centrale, il mercato azionario americano continua a mostrare una rotazione settoriale ordinata, in cui l’industria e la finanza sostengono il rialzo mentre il comparto tecnologico prende fiato. Per ora, il Dow Jones resta il simbolo di una ripresa solida e bilanciata, capace di spingersi oltre nuovi record storici mentre l’attenzione degli investitori si sposta dalla Silicon Valley a Main Street.

di Gino Ercole Zincone













































