Inflazione dell’Eurozona al 2%, la BCE verso una lunga pausa sui tassi

Inflazione dell’Eurozona al 2%, la BCE verso una lunga pausa sui tassi

Il rallentamento dei prezzi nell’area euro riporta l’inflazione esattamente sull’obiettivo della Banca centrale europea. Un risultato che rafforza l’ipotesi di tassi fermi ancora a lungo, mentre persistono alcune sacche di pressione, soprattutto nei servizi.

Il ritorno sull’obiettivo rafforza la linea attendista

A dicembre l’inflazione dell’Eurozona è scesa al 2%, centrando il target della BCE per la prima volta dalla scorsa estate. Il dato è risultato in linea con le attese degli economisti e in calo rispetto al 2,1% di novembre.

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La lettura conferma la scelta della banca centrale di mantenere invariato il tasso di riferimento al 2%, una decisione ribadita per la quarta riunione consecutiva dopo il ciclo di tagli che tra il 2024 e il 2025 aveva dimezzato il costo del denaro.

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La reazione dei mercati è stata contenuta, con l’euro rimasto stabile intorno a 1,17 dollari.

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Crescita più solida, ma il nodo dei servizi resta aperto

Le nuove proiezioni della BCE indicano un’inflazione media all’1,9% nel 2026, in ulteriore rallentamento rispetto al 2025, e una crescita economica leggermente più robusta del previsto, con il Pil atteso all’1,2%.

Tuttavia, come sottolinea il Financial Times, le pressioni interne non sono del tutto rientrate. L’inflazione core è scesa al 2,3%, ma quella dei servizi resta elevata al 3,4%, un livello ancora distante dalla stabilità di medio periodo perseguita dall’istituto di Francoforte. Secondo diversi economisti, questa dinamica continuerà a rappresentare un fattore di cautela per il consiglio direttivo.

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Mercati obbligazionari e aspettative sui tassi

Il raffreddamento dei prezzi ha sostenuto i titoli di Stato europei, con il rendimento del Bund decennale tedesco sceso al 2,8%, il livello più basso da inizio dicembre.

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Nei mercati dei derivati resta una remota probabilità di nuovi tagli nel corso dell’anno, anche se la maggioranza degli analisti interpellati dal Financial Times non si attende interventi sui tassi nel breve periodo. Per la BCE, osservano diversi strategist, il ciclo di allentamento può considerarsi concluso, salvo shock esterni o un calo più marcato dell’inflazione dei servizi.

Il quadro che emerge è quello di una banca centrale entrata in una fase di attesa prolungata, con l’obiettivo di consolidare i progressi sul fronte dei prezzi senza compromettere una crescita che, pur moderata, appare più resiliente del previsto. Se vuoi, posso anche ridurre ulteriormente il testo, accentuare il taglio di mercato oppure inserire un confronto diretto con Fed e Bank of England.

Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
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