Inflazione Usa stabile al 2,7%, pressioni sotto controllo nonostante i dazi

Inflazione Usa stabile al 2,7%, pressioni sotto controllo nonostante i dazi

I prezzi al consumo negli Stati Uniti restano fermi a dicembre, rafforzando l’idea che la fase più intensa dell’inflazione sia alle spalle. I dati alimentano le attese di una Federal Reserve prudente sui tassi, in un contesto segnato da tensioni politiche attorno all’indipendenza della banca centrale.

Prezzi in rallentamento, ma ancora sopra il target della Fed

L’inflazione statunitense si è mantenuta al 2,7% su base annua nel mese di dicembre, confermando una fase di stabilizzazione dei prezzi dopo il rallentamento osservato nella seconda metà dello scorso anno. I dati del Consumer Price Index mostrano una dinamica in linea con le attese del mercato, segnalando che le pressioni inflazionistiche restano contenute pur rimanendo al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve.

image loading

L’indice core, che esclude le componenti più volatili come alimentari ed energia, è salito del 2,639%, leggermente sotto le previsioni (2,7%). A pesare sull’indice complessivo è stato soprattutto il comparto abitativo, con i prezzi legati alla casa in aumento del 3,2%, confermandosi la principale fonte di rigidità inflazionistica nell’economia americana.

image loading

Effetti dei dazi attenuati e cautela sull’affidabilità dei dati

Secondo diversi economisti, il dato di dicembre rafforza l’idea che l’impatto dei dazi introdotti dall’amministrazione Trump sia stato in larga parte già assorbito dal sistema dei prezzi. Michael Pearce di Oxford Economics osserva che la sequenza delle ultime rilevazioni suggerisce un picco dell’inflazione ormai superato, con una traiettoria orientata verso un graduale rientro nel corso del 2026.

Permane tuttavia una certa cautela nell’interpretazione delle statistiche, dopo che il forte calo registrato nel mese precedente aveva sollevato dubbi sulla qualità dei dati, influenzati dallo stop alla raccolta durante il lungo shutdown governativo. Bernd Weidensteiner di Commerzbank sottolinea che, nonostante queste distorsioni tecniche, la tendenza di fondo rimane coerente con un progressivo raffreddamento dell’inflazione, anche a fronte dello shock tariffario.

Mercati e Fed: tassi fermi, ma clima politico teso

Il quadro emerso dal report rafforza le aspettative di Wall Street per una Federal Reserve orientata a mantenere i tassi invariati nel breve termine, dopo i tre tagli effettuati nel corso del 2025. I future continuano a prezzare due riduzioni dei tassi nel 2026, mentre il rendimento del Treasury biennale è sceso al 3,52% subito dopo la pubblicazione dei dati.

image loading

Il dollaro ha mostrato un indebolimento e i future azionari hanno reagito positivamente, riflettendo la lettura di un’inflazione sotto controllo. Il dato arriva però in un momento delicato per la banca centrale, segnato dall’apertura di un’indagine del Dipartimento di Giustizia sul presidente Jerome Powell, legata alla ristrutturazione della sede della Fed. Powell ha definito l’iniziativa come un tentativo di esercitare pressioni politiche sulla politica monetaria, mentre autorità economiche statunitensi ed europee hanno espresso sostegno all’indipendenza della Federal Reserve, ribadendo la centralità della stabilità istituzionale per la credibilità della politica monetaria globale.

Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
Potrebbero interessarti anche