Italia solo il 9% degli investitori è donna, nel 2025 crescono le azioni bancarie nei portafogli

Italia solo il 9% degli investitori è donna, nel 2025 crescono le azioni bancarie nei portafogli

La partecipazione femminile agli investimenti finanziari in Italia resta ancora limitata. Secondo una ricerca di XTB, solo una donna su dieci opera sui mercati, una quota inferiore rispetto a molti altri Paesi europei. Nonostante questo divario, emergono segnali di evoluzione: cresce l’esposizione azionaria nei portafogli femminili, con una preferenza marcata per grandi gruppi italiani come UniCredit e Intesa Sanpaolo, mentre l’uso delle piattaforme mobile per investire è ormai dominante.

Un divario ancora ampio

In Italia la partecipazione femminile ai mercati finanziari resta ancora molto contenuta. Secondo una ricerca pubblicata da XTB, fintech globale e uno dei maggiori broker quotati in borsa al mondo, solo il 9% degli investitori italiani è rappresentato da donne, una percentuale che coincide anche con la quota femminile tra i nuovi clienti della piattaforma.

Il dato risulta inferiore rispetto ad altri mercati europei. In Romania le investitrici rappresentano il 22%, in Portogallo il 19%, mentre nella Repubblica Ceca raggiungono il 16%. Numeri che evidenziano un ritardo strutturale dell’Italia nel percorso verso una più ampia inclusione finanziaria.

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Nonostante questo scenario, il quadro globale appare più dinamico. Come sottolinea Gaia Zerbola, Marketing & Partnerships Manager di XTB, la partecipazione femminile agli investimenti sta crescendo su scala internazionale. Secondo Zerbola, il fatto che in Italia la percentuale di donne che investono resti ancora limitata non significa che il trend non possa cambiare: a livello globale si sta sviluppando un movimento verso una maggiore inclusione finanziaria, un processo che potrebbe coinvolgere progressivamente anche il mercato italiano.

Il profilo della donna investitrice

I dati elaborati da XTB permettono di delineare un identikit abbastanza preciso dell’investitrice italiana nel 2025. L’età media è di 39 anni, in leggero calo rispetto ai 41 anni registrati nel 2024. Tra gli uomini attivi sui mercati l’età media è invece di 35 anni, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente quando era pari a 36.

Dal punto di vista delle scelte di portafoglio emerge una preferenza per strumenti considerati più tradizionali. Secondo l’analisi di XTB, nel 2025 l’11% dei portafogli delle investitrici italiane è stato destinato ad azioni, una quota in aumento rispetto al 6% del 2024. La parte allocata negli ETF rimane invece più contenuta, pari al 3%, sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente.

Questo incremento dell’esposizione azionaria rappresenta comunque un segnale importante. Come osserva la ricerca di XTB, la maggiore presenza di azioni nei portafogli indica un’apertura crescente verso gli strumenti di mercato, anche se l’approccio resta improntato alla prudenza. Le investitrici italiane non sembrano infatti orientate alla ricerca di titoli altamente volatili, ma preferiscono aziende percepite come solide e radicate nel contesto nazionale.

Tra le azioni più presenti nei portafogli femminili nel 2024 figurano Unicredit, Intesa Sanpaolo e Leonardo, tre società simbolo del sistema industriale e finanziario italiano. La preferenza per queste realtà riflette una strategia orientata alla stabilità e alla familiarità con il mercato domestico.

Il quadro appare diverso in molti altri Paesi. Come evidenzia XTB, nei portafogli delle investitrici internazionali è frequente trovare titoli legati al settore tecnologico e all’intelligenza artificiale, spesso appartenenti a grandi aziende globali. Questa differenza suggerisce una visione finanziaria più internazionale rispetto a quella prevalente tra le investitrici italiane.

Per quanto riguarda gli ETF, l’interesse resta più prudente ma comunque presente. Secondo i dati citati da XTB, tra gli strumenti più scelti figurano iShares Core S&P 500 UCITS ETF, iShares S&P 500 Information Technology Sector UCITS ETF e iShares NASDAQ 100 UCITS ETF USD. La selezione indica una propensione verso indici globali e strumenti percepiti come relativamente stabili, anche se la quota complessiva in portafoglio rimane ancora limitata.

L’ascesa del mobile investing

Un cambiamento significativo emerge anche nelle modalità con cui le investitrici italiane operano sui mercati. Secondo i dati analizzati da XTB, nel 2025 il 75% delle transazioni effettuate dalle donne è avvenuto tramite smartphone, mentre solo il 25% è stato eseguito tramite desktop.

Si tratta di un’inversione di tendenza rispetto al 2024, quando il 52% delle operazioni veniva effettuato da desktop, segno di un approccio ancora legato a strumenti più tradizionali. Nel giro di un anno il mobile investing ha quindi assunto un ruolo dominante.

Questo cambiamento segnala una trasformazione più ampia nel modo in cui gli investimenti vengono percepiti e gestiti. Come evidenzia la ricerca di XTB, l’attività di investimento si sta progressivamente integrando nella vita quotidiana, grazie alla diffusione di piattaforme digitali sempre più intuitive e accessibili.

Secondo Zerbola, la crescente digitalizzazione può rappresentare uno degli strumenti chiave per ridurre il divario di genere nei mercati finanziari. La democratizzazione degli investimenti, insieme alla disponibilità di formazione pratica e strumenti accessibili, può contribuire ad ampliare la partecipazione femminile.

Le investitrici italiane, osserva Zerbola, mostrano un approccio prudente ma sempre più aperto all’utilizzo delle tecnologie digitali, integrando gradualmente l’attività di investimento nella propria quotidianità. In questo contesto, sottolinea la manager di XTB, l’obiettivo è accompagnare le investitrici in un percorso di crescita finanziaria attraverso risorse dedicate e supporto concreto, per favorire decisioni consapevoli e la costruzione di un futuro economico più solido, inclusivo e sostenibile.

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