La corsa del biotech regala profitti record agli hedge fund: M&A e patent cliff spingono il settore

La corsa del biotech regala profitti record agli hedge fund: M&A e patent cliff spingono il settore

Il 2025 si sta rivelando l’anno migliore da oltre un decennio per il biotech, con hedge fund specializzati che registrano performance straordinarie grazie a una ripresa poderosa del settore e a una raffica di operazioni di M&A alimentate dal bisogno delle big pharma di sostituire i blockbuster in scadenza. L’ondata di acquisizioni ha rivitalizzato un comparto che a inizio anno appariva in difficoltà, trasformandolo in uno dei motori più potenti dei mercati globali.

Un rally senza precedenti: biotech e hedge fund ai massimi da anni

Il 2025 ha riportato il biotech al centro dell’attenzione globale. L’indice Nasdaq Biotechnology ha guadagnato circa il 30%, segnando il miglior anno dal 2014.

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Questa accelerazione ha creato un terreno estremamente fertile per gli hedge fund più esposti al settore, che hanno beneficiato della combinazione di rally azionario e nuove operazioni straordinarie. Tra i protagonisti di questo boom figura Perceptive Advisors, con il suo hedge fund da 4,5 miliardi di dollari cresciuto del 75% da inizio anno a fine novembre, seguito da Caligan Partners, in rialzo del 92%, performance record dalla sua nascita nel 2022. In generale, i fondi specializzati in healthcare hanno segnato un rendimento medio del 36%, secondo PivotalPath, con quasi un quinto dei guadagni concentrato negli ultimi due mesi.

La corsa all’innovazione e il “patent cliff” spingono le acquisizioni

Il catalizzatore principale del rally è la nuova ondata di M&A che sta attraversando il settore. Di fronte a un patent cliff imminente — tra il 2027 e il 2028 scadranno brevetti su farmaci per un valore complessivo di 180 miliardi di dollari, pari al 12% del mercato globale — le grandi farmaceutiche sono tornate a investire aggressivamente in biotech innovativi. La ricerca di nuovi blockbuster ha portato a un ritmo di deal mai visto da un decennio: “Ogni una o due settimane emerge un’operazione miliardaria”, commenta un gestore intervistato dal Financial Times.

Tra le acquisizioni più rilevanti si segnalano la vittoria di Pfizer su Novo Nordisk per startup Metsera con un accordo da 10 miliardi di dollari, e l’acquisizione da parte di Merck della biotech Verona Pharma, specializzata in malattie respiratorie, sempre per 10 miliardi. Le posizioni su Verona hanno generato profitti significativi sia per Perceptive sia per Caligan, con il titolo in rialzo di circa il 130% da inizio anno.

Perceptive ha inoltre beneficiato dei rally straordinari di Praxis Precision Medicines (+250%) e Celcuity (+700%), entrambe sostenute da risultati clinici positivi.

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Anche Novartis, dopo la perdita del brevetto di Entresto, ha accelerato l’espansione strategica con un’operazione da 12 miliardi di dollari su Avidity Biosciences.

Un recupero sorprendente dopo un avvio d’anno difficile

L’entusiasmo di fine anno contrasta con un inizio 2025 estremamente complesso. Il settore biotech era finito sotto pressione a causa del timore che la nomina di Robert F. Kennedy Jr. come segretario alla Sanità potesse ostacolare l’approvazione dei farmaci, mentre i tagli ai fondi federali per la ricerca — ai minimi da dieci anni — avevano alimentato dubbi sulla sostenibilità finanziaria delle aziende più piccole. Anche i costi di finanziamento elevati, a fronte di capitali raccolti in epoche di tassi più bassi, stavano mettendo a rischio numerose società early-stage.

Perceptive Advisors, addirittura, risultava in perdita fino ad aprile. Ma la sequenza di operazioni miliardarie che ha caratterizzato la seconda parte dell’anno ha ribaltato completamente il quadro, rendendo il 2025 uno degli anni più redditizi di sempre per i fondi specializzati in life sciences.

Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
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