La Manovra rilancia la fiducia sul debito UK
Vanguard, uno dei maggiori asset manager globali, ha dichiarato di essere pronta ad aumentare l’esposizione ai Gilt, dopo settimane di tensione alimentate dalle incertezze sulla politica fiscale del Regno Unito. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Ales Koutny, responsabile dei tassi internazionali del gruppo, ritiene che il Budget della cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves abbia “creato le condizioni per tornare sul mercato britannico”.
Le dichiarazioni arrivano in un momento in cui i costi di finanziamento del Regno Unito – i più alti del G7 – iniziano finalmente a ridurre il divario rispetto a quelli delle altre grandi economie.
Il margine fiscale sale a 22 miliardi e i mercati respirano
L’elemento più apprezzato dagli investitori riguarda la scelta di Reeves di riportare il cosiddetto “fiscal headroom” a 22 miliardi di sterline, un margine più elevato di quanto previsto dal mercato e interpretato come segnale di prudenza nella gestione dei conti pubblici. Nei giorni precedenti la pubblicazione della Manovra, molti operatori si attendevano un margine molto più ridotto, con il rischio di alimentare dubbi sulla sostenibilità finanziaria del piano laburista.
Il risultato è stato un immediato sollievo sui mercati: i Gilt decennali hanno visto il rendimento scendere al 4,42%, mentre le scadenze trentennali – più sensibili ai timori sul debito – hanno registrato cali ancora più marcati. Anche la sterlina ha reagito positivamente, salendo dello 0,4% a 1,321 dollari.

Dalle tensioni pre-Budget al rally dei Gilt
Il clima odierno contrasta con la fase di forte incertezza delle ultime settimane. La vendita massiccia dei Gilt si era intensificata quando Reeves aveva abbandonato l’idea di un aumento dell’imposta sul reddito, lasciando aperta la domanda su come coprire il buco creato nei conti. I ricordi del primo Budget di Reeves – quando i timori di misure inflazionistiche provocarono una violenta correzione dei gilt – avevano ulteriormente alimentato le preoccupazioni degli operatori.
Questa volta, però, il piano del governo è stato percepito come più lineare, grazie anche all’annuncio di una minore emissione di Gilt rispetto alle attese (303,7 miliardi di sterline nell’anno fiscale contro i 308,1 miliardi stimati dagli analisti) e alla cancellazione di alcune vendite di titoli a lunga scadenza.
I gestori tornano a comprare
Matthew Amis, investment director di Aberdeen Investments, ha confermato l’acquisto di Gilt trentennali subito dopo la diffusione della Manovra, osservando che una fase di stabilità politica fino alle elezioni locali potrebbe favorire ulteriori rialzi delle obbligazioni. Anche Neuberger Berman ha aumentato le proprie posizioni, giudicando l’approccio della cancelliera “un fattore di stabilità per il mercato”.

Il ritorno degli investitori istituzionali combina dunque un miglioramento del sentiment con un ridimensionamento delle paure legate alle politiche fiscali laburiste.
I dubbi restano: misure impopolari e tagli rinviati
Non mancano però segnali di cautela. Alcuni gestori prevedono che il rally potrebbe rivelarsi temporaneo se il governo dovrà affrontare difficoltà nell’approvare misure impopolari avvicinandosi alle prossime elezioni. Mark Dowding, CIO di RBC BlueBay, ha segnalato che una parte dei tagli e degli aumenti di entrate è stata posticipata e presenta elementi di incertezza.
Per gli investitori, la questione chiave resta la credibilità fiscale nel medio periodo. La Manovra ha prodotto sollievo immediato, ma la sfida sarà mantenere questa fiducia mentre il Regno Unito tenta di riequilibrare crescita, inflazione e disciplina di bilancio.

di Gino Ercole Zincone













































