Lavoro USA, rallenta l’occupazione a dicembre: assunzioni deboli chiudono un 2025 sottotono

Lavoro USA, rallenta l’occupazione a dicembre: assunzioni deboli chiudono un 2025 sottotono

Il mercato del lavoro statunitense ha chiuso il 2025 con segnali evidenti di raffreddamento. A dicembre le nuove assunzioni sono risultate inferiori alle attese, confermando un anno caratterizzato da bassa mobilità occupazionale, con imprese caute sia nel creare sia nel tagliare posti di lavoro.

Assunzioni sotto le attese e revisioni al ribasso

Nel mese di dicembre, le buste paga non agricole sono aumentate di 50.000 unità, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4%, secondo i dati pubblicati dal Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti.

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Il dato sulle assunzioni è risultato inferiore alle 73.000 unità attese dagli economisti, oltre a segnare un rallentamento rispetto alle 56.000 di novembre, riviste al ribasso. Anche ottobre è stato corretto negativamente, con una perdita occupazionale ora stimata in 173.000 posti, portando il livello complessivo dell’occupazione negli ultimi mesi a risultare più debole di quanto inizialmente comunicato.

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Un anno di “bassa assunzione, basso licenziamento”

Nel complesso del 2025, l’occupazione è cresciuta di 584.000 unità, con una media mensile di appena 49.000 nuovi posti di lavoro, un forte rallentamento rispetto ai circa 2 milioni di posti creati nel 2024.

Secondo il Wall Street Journal, il Dipartimento del Lavoro ha già segnalato che i dati compresi tra aprile 2024 e marzo 2025 potrebbero essere ulteriormente rivisti al ribasso. La dinamica descrive un mercato del lavoro entrato in una fase di stallo, spesso definita come “low hire, low fire”, in cui le imprese evitano sia nuove assunzioni aggressive sia licenziamenti su larga scala.

I settori che tengono e quelli in difficoltà

La crescita occupazionale di dicembre si è concentrata quasi esclusivamente nei servizi sanitari e nel comparto tempo libero e ospitalità, mentre retail, trasporti e logistica hanno registrato tagli di personale.

Più in generale, gran parte dei posti creati nel corso del 2025 si è concentrata nei settori dell’istruzione e della sanità, a fronte di una debolezza diffusa nel resto dell’economia. Secondo Nela Richardson, capo economista di ADP, il rallentamento è evidente ma non indica un crollo imminente: il mercato del lavoro appare fragile, ma ancora stabile.

Domanda di lavoro in calo, economia resiliente

I segnali di raffreddamento arrivano anche da altri indicatori. A novembre, il numero di posizioni lavorative aperte risultava inferiore di quasi 900.000 unità rispetto a un anno prima, evidenziando una domanda di lavoro in progressiva contrazione. Nonostante ciò, l’economia statunitense ha continuato a crescere a un ritmo sostenuto.

Nel terzo trimestre, il PIL ha registrato l’espansione più rapida degli ultimi due anni, sostenuta dalla spesa dei consumatori e dagli investimenti delle imprese, in particolare nell’intelligenza artificiale. Anche la produttività ha accelerato, raggiungendo il ritmo di crescita più elevato da due anni.

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Il ruolo della politica monetaria e le prospettive per il 2026

Il rallentamento dell’occupazione è stato uno dei fattori chiave che ha spinto la Federal Reserve a tagliare i tassi nelle ultime tre riunioni del 2025, portando il costo del denaro in un intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%, minimo degli ultimi tre anni.

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Secondo diversi economisti, tassi più bassi e i tagli fiscali previsti dall’One Big Beautiful Bill Act potrebbero offrire un sostegno alle assunzioni nel 2026. Restano però numerose incognite, tra cui le tensioni geopolitiche, l’evoluzione delle politiche commerciali e l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla domanda di lavoro, soprattutto per le fasce più giovani della forza lavoro.

Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
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