Medio Oriente: tregua e mercati, rimbalzo sostenibile o rischio nascosto?

Medio Oriente: tregua e mercati, rimbalzo sostenibile o rischio nascosto?

La tregua temporanea in Medio Oriente riaccende l’ottimismo dei mercati, ma sotto la superficie restano incertezze profonde tra energia, inflazione e valutazioni elevate. Il rimbalzo degli asset rischiosi si inserisce in un contesto ancora fragile, dove selettività e gestione del rischio tornano centrali per gli investitori.

Tregua e reazione dei mercati

Dopo oltre un mese di conflitto, che ha causato la più significativa disruption delle forniture energetiche mai registrata, l’annuncio di una tregua di due settimane ha riacceso l’ottimismo degli investitori. Come evidenzia Raphael Thuin, Head of Capital Markets Strategies di Tikehau Capital, il contesto di mercato era arrivato a non scontare più una rapida de-escalation, rendendo il rimbalzo ancora più significativo.

In questo scenario, Thuin sottolinea come sia fondamentale analizzare gli impatti sui diversi segmenti di mercato e adottare un approccio di investimento capace di cogliere le opportunità offerte da una fase che, almeno temporaneamente, garantisce maggiore visibilità.

Un rimbalzo ancora fragile

I mercati hanno accolto con entusiasmo la notizia, con asset di rischio in forte recupero e azionario e credito protagonisti del movimento, arrivando a riassorbire circa metà delle perdite accumulate dalla fine di febbraio in una sola seduta. Secondo Thuin, però, questo ottimismo resta condizionato da un equilibrio delicato tra aspettative di de-escalation e persistente scetticismo.

Le incertezze legate allo Stretto di Hormuz e alla tenuta della tregua continuano a pesare, soprattutto nei mercati energetici e lungo la curva dei rendimenti. Il settore energia ha recuperato solo tra il 10% e il 15%, mentre i tassi hanno riassorbito appena il 15% - 25% del movimento iniziale, con il mercato che continua a prezzare oltre due rialzi dei tassi BCE nel corso dell’anno.

Thuin evidenzia inoltre che le valutazioni restano elevate, con premi per il rischio sul credito solo marginalmente ampliati e multipli azionari ancora sostenuti, pur in presenza di una forte dispersione tra settori. Una parte della negatività è stata incorporata, ma uno scenario di peggioramento estremo non sembra ancora riflesso nei prezzi, rafforzando la necessità di un approccio prudente.

Dispersione tra asset e settori

Il rimbalzo si è dimostrato fortemente disomogeneo tra le diverse classi di attivo, come osserva Thuin. Nell’azionario, il recupero è stato guidato dai settori ciclici, in particolare industriali, beni di consumo discrezionali e banche, che erano stati i più penalizzati durante il conflitto.

Il comparto energetico, dopo un forte rialzo legato alla crisi iraniana, ha registrato una correzione marginale, segnalando che le tensioni sulle materie prime restano. I settori difensivi, come sanità e beni di prima necessità, non hanno svolto il loro tradizionale ruolo di protezione e sono rimasti ai margini anche nella fase di rimbalzo, mentre il software ha mostrato guadagni limitati, riflettendo criticità strutturali ancora presenti.

Thuin sottolinea come la rotazione settoriale sia tornata centrale, con un’attenzione particolare a quattro pilastri: disciplina nei punti di ingresso, resilienza delle catene di approvvigionamento, capacità di pricing e difesa dei margini, oltre a una gestione attenta dell’esposizione alla volatilità energetica e geopolitica.

Sul fronte del credito, pur avendo sottoperformato durante il conflitto, il segmento ha confermato il suo ruolo chiave grazie alla capacità di generare rendimento e carry anche in contesti complessi, rafforzando la tesi di investimento di lungo periodo indicata da Thuin.

Posizionamento e strategia

In questo contesto, Thuin spiega come Tikehau Capital mantenga un approccio prudente nei fondi liquidi, pur sfruttando la maggiore visibilità per effettuare riallocazioni selettive.

Sul lato azionario, a marzo è stata aumentata l’esposizione a titoli europei della difesa, ritenuti sottovalutati rispetto al contesto geopolitico. L’aumento dei budget militari viene visto come un driver strutturale positivo, insieme a nuove opportunità di export. Sono state inoltre rafforzate le posizioni nelle banche europee e adeguata l’esposizione al comparto industriale.

Dopo il rimbalzo dell’8 aprile, Thuin indica un moderato incremento del profilo di rischio del fondo per allinearsi al momentum, accompagnato da rotazioni di portafoglio che hanno privilegiato i settori precedentemente corretti e preso profitto su quelli che avevano sovraperformato. Resta inoltre una convinzione sul settore tecnologico, le cui valutazioni sono state giudicate più equilibrate negli ultimi mesi.

Sul credito, la strategia descritta da Thuin resta improntata alla selettività. Dopo aver ridotto significativamente il rischio alla fine del 2025, in particolare sugli AT1, l’esposizione ai settori più sensibili ai prezzi dell’energia rimane marginale. L’allocazione mantiene un beta contenuto e una sensibilità ai tassi inferiore rispetto agli indici, in linea con un contesto che continua a essere caratterizzato da elevata volatilità.

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