Treasury e crescita USA
Nonostante a febbraio i titoli di Stato statunitensi abbiano registrato il miglior rendimento mensile da oltre un anno, con i rendimenti a 10 anni avvicinatisi al 4%, la view resta cauta sulla loro capacità di estendere il rally nei prossimi mesi. Come si legge nel commento della Strategy Unit di Pictet Asset Management, infatti, è più probabile che i rendimenti invertano la rotta e tornino a salire, riflettendo una dinamica di crescita americana più solida di quanto oggi prezzato dal mercato.
Come evidenzia Pictet, i rendimenti obbligazionari reali negli Stati Uniti – indicatore chiave delle aspettative di crescita – sono scesi negli ultimi mesi, andando in controtendenza rispetto al quadro globale. Questo movimento suggerisce che il mercato stia prezzando una convergenza tra l’economia statunitense e le altre economie sviluppate più lente.
Secondo Pictet, si tratta però di una lettura eccessivamente pessimista. Il mercato obbligazionario sembra trascurare il potenziale legato al boom degli investimenti in conto capitale guidati dall’Intelligenza Artificiale, che potrebbe sostenere una crescita più robusta. Allo stesso tempo, l’idea di un’accelerazione significativa in Europa e nelle altre economie sviluppate appare poco plausibile. In questo contesto, la posizione resta di sottopeso sui Treasury USA.

Mercati emergenti e valute
Altrove, il quadro appare decisamente più favorevole per le obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti. Secondo la Pictet, il rally di questa asset class è destinato a proseguire ancora per alcuni mesi, sostenuto da un miglioramento delle condizioni macroeconomiche.
Pictet evidenzia come le economie emergenti siano attese crescere oltre il 4% di PIL, a fronte dell’1,7% previsto per i Paesi sviluppati. Questo divario di crescita, secondo i modelli della casa, è coerente con un apprezzamento delle valute emergenti rispetto al dollaro, elemento che rappresenta una fonte chiave di rendimento.
Anche il calo dell’inflazione contribuisce a rafforzare il quadro. L’inflazione media CPI nei mercati emergenti è scesa al 3,1%, rendendo i bond in valuta locale particolarmente interessanti grazie a una combinazione di rendimenti reali elevati e potenziale apprezzamento valutario.
Sul fronte valutario, secondo Pictet, la view resta orientata verso un dollaro più debole, sia rispetto alle valute emergenti – in particolare dell’America Latina – sia nei confronti di euro e franco svizzero.
Rotazione azionaria globale
Nel frattempo, il mercato azionario globale continua a essere attraversato da una profonda rotazione, con la flessione dei titoli legati all’IA che ha proseguito anche a febbraio. Secondo Pictet, il mercato statunitense ha sottoperformato, mentre Europa, Giappone e mercati emergenti hanno registrato rialzi significativi.
Pictet sottolinea come gli investitori stiano rivalutando l’impatto dell’IA agentica sui modelli di business esistenti, penalizzando le società percepite come più vulnerabili alla disintermediazione. Le azioni statunitensi sono scese di quasi l’1% nel mese proprio per questo cambio di narrativa.
Settori come software, servizi professionali e piattaforme di vendita risultano particolarmente esposti. Il riferimento implicito, evidenziato da Pictet, è quello delle trasformazioni radicali già viste in passato, dove interi modelli di business sono stati rapidamente sostituiti.
L’ascesa dei titoli Halo
In questo contesto, secondo la Pictet, gli investitori stanno progressivamente spostando l’attenzione verso aziende con asset tangibili e difficilmente sostituibili. Si tratta dei cosiddetti titoli “Halo” (Heavy asset, low obsolescence), caratterizzati da asset fisici e bassa obsolescenza tecnologica.
Pictet evidenzia come questi titoli siano più presenti nei mercati al di fuori degli Stati Uniti, dove il peso del software è inferiore. Questo spiega la sovraperformance delle borse internazionali: l’eurozona ha guadagnato oltre il 3%, il Regno Unito circa il 7% e il Giappone quasi il 10%. Anche Svizzera ed emergenti hanno registrato rialzi superiori al 5%.

La dinamica è evidente anche a livello settoriale. I materiali hanno guadagnato il 10%, le utility il 9%, gli industriali il 7%, i beni di prima necessità l’8% e il real estate il 6,5%. Al contrario, i servizi di comunicazione hanno perso oltre il 4%, l’IT è sceso dell’1% e il comparto finanziario poco più dello 0,5%. Anche i beni voluttuari hanno registrato un calo del 3%, penalizzati – come osserva Pictet – dai timori sulla crescita USA e dall’impatto dell’IA sul lavoro.
Obbligazioni e dinamiche di mercato
L’incertezza economica ha sostenuto i titoli di Stato globali. Secondo Pictet, i Treasury USA hanno guadagnato circa il 3%, le obbligazioni dell’eurozona quasi il 2% e i Gilt britannici il 2,5%.
Pictet segnala come il comparto corporate abbia mostrato un andamento più contenuto: l’high yield statunitense è salito dello 0,1%, mentre l’investment grade ha registrato un +1%.
Sul fronte valutario, il dollaro ha mostrato un andamento misto: in rialzo contro le valute dei Paesi sviluppati ma in calo contro quelle emergenti. La sterlina ha perso il 2%, mentre il real brasiliano ha guadagnato il 2,1%, confermando una dinamica valutaria sempre più divergente.

di Francesco Sicuro













































