Nasdaq rimbalza dopo l’accordo AMD-Meta da oltre 100 miliardi sull’AI

Nasdaq rimbalza dopo l’accordo AMD-Meta da oltre 100 miliardi sull’AI

Dopo il selloff innescato dai timori sull’impatto dell’intelligenza artificiale, Wall Street ritrova slancio grazie a un maxi accordo tra Meta e AMD per chip AI. Il Nasdaq guadagna l’1%, mentre gli investitori cercano una nuova narrativa capace di dare direzione a un mercato sospeso tra entusiasmo tecnologico e timori di disruption.

Il maxi accordo che riaccende il tech

A sostenere il rimbalzo è stata l’intesa annunciata da Meta Platforms prima dell’apertura dei mercati: un piano da oltre 100 miliardi di dollari per l’acquisto di chip per l’intelligenza artificiale da Advanced Micro Devices. La notizia ha spinto le azioni AMD in rialzo dell’8,8%, rafforzando l’idea che la domanda di infrastrutture AI resti solida.

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Il recupero si è esteso anche ai titoli più colpiti nella seduta precedente, tra cui IBM e Oracle. Un ETF State Street che replica l’indice S&P dedicato a software e servizi ha guadagnato il 2,7%, segnalando un ritorno selettivo dell’interesse sul comparto.

A contribuire al miglioramento del sentiment anche dati migliori del previsto sulla fiducia dei consumatori e un annuncio di Anthropic su strumenti pensati per integrarsi con il software esistente, più che sostituirlo. Secondo Shannon Saccocia, chief investment officer of wealth di Neuberger Berman, il mercato sta riconoscendo di aver reagito in modo eccessivo: gli investitori stanno ammettendo di essere andati “un po’ troppo lontano, troppo in fretta”.

Indici in recupero, dollaro in rialzo

Il Nasdaq Composite ha chiuso in progresso dell’1%, mentre S&P 500 e Dow Jones Industrial Average hanno segnato entrambi un +0,8%. Il dollaro si è rafforzato, in particolare contro lo yen giapponese, mentre i futures sull’oro hanno arretrato.

Il recupero segue la brusca correzione di lunedì, scatenata da un report diventato virale di Citrini Research che delineava uno scenario cupo: l’intelligenza artificiale capace di smantellare i modelli di business di numerose grandi società quotate.

Una battaglia quotidiana sull’AI

L’incertezza su come l’AI trasformerà l’economia alimenta una contrapposizione quasi quotidiana tra rialzisti e ribassisti. Nei primi due mesi del 2026, secondo Jay Hatfield, CEO di Infrastructure Capital Advisors, il mercato è stato teatro di uno scontro continuo.

La disputa, in realtà, si concentra su un numero ristretto di grandi titoli tecnologici. Su base annua l’S&P 500 resta vicino alla parità, segno che la volatilità è circoscritta soprattutto ai nomi più esposti al tema AI.

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Per Michael Antonelli, market strategist di Baird Private Wealth Management, la reazione al report pessimista evidenzia quanto gli investitori siano disorientati. Il mercato è alla ricerca di una narrativa chiara sull’esito del boom dell’intelligenza artificiale, un punto di riferimento che consenta di valutare vincitori e vinti.

Il fronte politico e commerciale

Nel frattempo, entrano in vigore i nuovi dazi globali del 10% annunciati dal presidente Donald Trump. Nel fine settimana il presidente aveva ipotizzato un aumento al 15% via social media, ma al momento resta ufficiale solo l’aliquota del 10%.

L’amministrazione sta valutando ulteriori tariffe per motivi di sicurezza nazionale su diversi settori, tra cui batterie di grande scala e apparecchiature per telecomunicazioni. Sul fronte legale, FedEx ha avviato una causa chiedendo il rimborso dei dazi pagati in base a tariffe successivamente annullate.

In un mercato dominato dall’AI, tra maxi investimenti in chip e timori di disruption, ogni nuova informazione diventa catalizzatore di volatilità. Il rimbalzo guidato dall’accordo AMD-Meta mostra quanto il sentiment resti fragile, ma pronto a cambiare direzione alla prima svolta credibile.

Gino Ercole Zincone  di Gino Ercole Zincone
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