Dazi, mercati e leva negoziale
La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di dichiarare illegittimi i dazi imposti tramite IEEPA ha sostenuto il sentiment globale, contribuendo a una chiusura settimanale positiva per i mercati azionari. Il Team Advisory & Gestione di Intermonte sottolinea come il verdetto abbia spinto gli investitori a valutare le implicazioni dei circa 170 miliardi di dollari già incassati e potenzialmente soggetti a richieste di rimborso, con il comparto automotive tra i principali beneficiari attesi.
Le tempistiche restano incerte. Secondo il Segretario al Tesoro Scott Bessent, i rimborsi potrebbero richiedere più di un anno. Nel frattempo, la risposta dell’amministrazione Trump, con l’introduzione di nuovi dazi inizialmente al 10% e poi elevati al 15%, è stata interpretata come una misura ponte di durata limitata a 150 giorni, in attesa di strumenti più solidi sotto il profilo legale, come le Sezioni 232 e 301.
Secondo Intermonte, emerge un possibile indebolimento della leva negoziale statunitense nei confronti di alcuni partner commerciali. Brasile, Cina e India figurano tra i principali beneficiari della riduzione del carico tariffario, mentre Regno Unito e Italia risultano relativamente più penalizzati, in un contesto di impatto moderatamente negativo per l’Europa.
Sul fronte europeo, la decisione del Parlamento di sospendere i lavori preparatori alla ratifica degli accordi commerciali con Washington ha aggiunto cautela. I mercati hanno reagito con un moderato indebolimento dei Treasury e del dollaro, con l’euro/dollaro tornato sopra quota 1,18 e i metalli preziosi sostenuti dal movimento.
Macro USA, inflazione e tensioni geopolitiche
L’attenzione resta focalizzata anche sulle finanze statunitensi. La prima stima del PIL del quarto trimestre ha evidenziato una crescita annualizzata dell’1,4%, inferiore alle attese e fortemente condizionata dallo shutdown autunnale, che ha sottratto oltre un punto percentuale attraverso il crollo della spesa federale (-16,6%).
Restano solidi i consumi (+2,4%), trainati dai servizi (+3,4%), mentre continua la resilienza degli investimenti legati all’intelligenza artificiale. L’entrata a regime del One Big Beautiful Bill Act dovrebbe sostenere ulteriormente spesa e investimenti nei prossimi mesi. Il Team Advisory & Gestione di Intermonte evidenzia quindi un quadro macro misto, con freni tecnici ma fondamentali privati ancora robusti.
Sul fronte inflazionistico, il PCE di dicembre ha sorpreso marginalmente al rialzo, rafforzando il tono prudente emerso dai verbali della riunione Fed di gennaio. La banca centrale mantiene dunque un approccio cauto, in un contesto in cui le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, nonostante il dispiegamento militare nel Mar Rosso, non hanno avuto un impatto significativo sul petrolio. Il Brent si mantiene circa 12 dollari sopra i minimi di inizio anno, mentre i colloqui tra le delegazioni a Ginevra rappresentano il principale fattore di monitoraggio.
In Europa, i salari negoziati nel quarto trimestre 2025 hanno accelerato al 3% annuo, livello coerente con l’obiettivo di stabilità dei prezzi della BCE, anche se gli indicatori prospettici suggeriscono un rallentamento nei prossimi trimestri. In Germania, l’indice Ifo ha mostrato un miglioramento delle aspettative, salendo a 88,6 da 87,6, sostenuto dai programmi di spesa in difesa e infrastrutture attesi nella seconda metà dell’anno.
In Italia, le stime Confcommercio indicano una crescita congiunturale positiva anche a febbraio (+0,2%) dopo il +0,3% di gennaio, con servizi ricreativi e comunicazione tra i principali contributori. Permane invece la debolezza del comparto automotive, ancora penalizzato dalla contrazione della domanda privata.
Nvidia banco di prova per l’AI
In questo contesto articolato, i riflettori si concentrano sulla trimestrale di Nvidia, considerata dal Team Advisory & Gestione di Intermonte un indicatore chiave per misurare la salute del ciclo degli investimenti in AI. La società rappresenta il barometro della domanda di infrastrutture e semiconduttori legati all’intelligenza artificiale, settore che finora ha mostrato una resilienza superiore rispetto ad altri comparti.
La pubblicazione dei risultati consentirà di valutare se la crescita dei ricavi e la solidità degli ordini confermeranno la narrativa di espansione strutturale del comparto o se emergeranno segnali di normalizzazione. In parallelo, il mercato monitorerà l’inflazione preliminare tedesca di febbraio e le aste dei Treasury USA a 5 e 7 anni, elementi in grado di incidere su rendimenti e valutazioni.
Per Intermonte, la combinazione tra quadro macro misto, incertezza commerciale e attese sugli utili rende questa settimana un passaggio cruciale. La tenuta della crescita legata all’intelligenza artificiale rappresenta oggi uno dei principali pilastri del mercato azionario globale, e la prova dei numeri di Nvidia sarà determinante per comprendere se tale slancio resti sostenibile nel medio termine.

di Francesco Sicuro













































