USA: consumi solidi, servizi in rallentamento, manifattura in accelerazione
La settimana si è aperta con un dato robusto sulle vendite al dettaglio statunitensi, cresciute dell’1,7% su base mensile rispetto all’1,4% atteso. Positivo anche il cosiddetto “control group”, componente utilizzata per il calcolo dei consumi nel PIL, salito dello 0,4% contro lo 0,3% previsto.
Come si legge nel commento a cura del Team Advisory & Gestione di Intermonte, sul dato principale ha inciso anche il rialzo dei prezzi energetici, in particolare carburanti, ma si è registrata una crescita – seppur più moderata – anche nella spesa discrezionale, soprattutto nei comparti ristorazione e tempo libero, spesso considerati indicatori anticipatori della domanda di servizi.
Il rallentamento del comparto terziario è emerso anche dagli indici PMI: il dato servizi si è attestato a 51,3, meglio delle attese ma accompagnato da segnali di cautela sulla domanda, influenzata dalle tensioni geopolitiche e dal rincaro dell’energia.
Decisamente più solida la manifattura, con l’indice PMI salita a 54,0 contro attese per 52,5, con nuovi ordini ai massimi da maggio 2022. A sostenere il settore hanno contribuito il basso livello delle scorte, il timore di future strozzature nella supply chain e acquisti anticipati in vista di ulteriori rialzi dei prezzi.
Le componenti occupazionali restano stabili, confermando un mercato del lavoro equilibrato per Intermonte: non euforico, ma ancora solido.
Fed: focus sulla successione di Powell
Nel corso della settimana si è svolta in Senato l’audizione di Kevin Warsh, indicato come possibile successore di Jerome Powell. Warsh ha riaffermato l’importanza dell’indipendenza della banca centrale rispetto alla politica, pur sottolineando come tutte le opinioni istituzionali meritino attenzione. Nel confronto con i senatori ha mostrato un orientamento piuttosto restrittivo sul fronte inflazione, pur avendo nei mesi scorsi sostenuto la necessità di tagli dei tassi grazie al potenziale aumento di produttività generato dall’intelligenza artificiale. In settimana è atteso il voto decisivo della commissione bancaria del Senato sulla nomina. Al momento non sono previste sorprese, precisa Intermonte, con il mandato di Powell in scadenza il prossimo 15 maggio.
Trimestrali USA: continua la dicotomia hardware-software
Sul fronte delle trimestrali del settore tecnologico prosegue la divergenza tra hardware e software. I produttori di chip e semiconduttori continuano a sorprendere positivamente, sia nei risultati del trimestre sia nelle guidance future, confermando la forza degli investimenti legati all’intelligenza artificiale. Tra i casi più rilevanti spicca Intel. Più debole invece il comparto software, dove ServiceNow ha deluso il mercato, evidenzia Intermonte, rafforzando la narrativa secondo cui l’AI potrebbe comprimere il vantaggio competitivo dei player tradizionali del settore.
Eurozona: servizi in contrazione, manifattura sorprende al rialzo
In Europa, gli indici PMI hanno mostrato un marcato deterioramento della componente servizi, scesa in area di contrazione a 47,4 contro 49,8 atteso, interrompendo un trend espansivo durato quindici mesi. Gli indicatori sulle prospettive future, osserva Intermonte, sono scesi ai minimi degli ultimi tre anni e mezzo.
A compensare parzialmente il quadro negativo è arrivata la manifattura dell’Eurozona, salita a 52,2 rispetto a 50,9 atteso. Si tratta, secondo Intermonte, della crescita più rapida da agosto, con il quarto aumento mensile consecutivo. Positivi anche i nuovi ordini, ai massimi da quattro anni, sostenuti per la prima volta da febbraio 2022 anche dalla domanda estera.
Outlook: Fed, BCE, PIL e inflazione sotto osservazione
Nella settimana appena iniziata l’attenzione dei mercati sarà concentrata sulle riunioni di Federal Reserve e Banca Centrale Europea. In entrambi i casi, sottolinea Intermonte, non sono attese variazioni dei tassi, mentre il focus sarà rivolto ai commenti sull’impatto dello shock energetico sulle economie occidentali.
In secondo piano, ma comunque rilevanti, i dati sul PIL del primo trimestre per Stati Uniti e principali economie europee. Attenzione particolare anche all’inflazione preliminare di aprile nell’Eurozona, soprattutto alla componente core, per cogliere eventuali effetti di secondo livello sui prezzi.
Infine, conclude Intermonte, entrerà nel vivo la stagione delle trimestrali, con i risultati delle mega cap statunitensi: Alphabet, Amazon, Meta Platforms, Microsoft e Apple, oltre ai principali gruppi bancari europei.

di Francesco Sicuro













































